Romano Marco · Nationalrat · 2019-09-25
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2019-09-25
Wortprotokoll
La Commissione delle istituzioni politiche ha esaminato questa iniziativa parlamentare lo scorso 28 giugno 2019. L'autore dell'iniziativa chiede che la legge sul Parlamento preveda un termine di trattazione delle mozioni e dei postulati, eliminando quindi l'attuale regolamentazione che prevede che siano stralciati dal ruolo dopo due anni dal deposito, se non ancora trattati. Secondo l'autore dell'iniziativa l'obiettivo è da raggiungere senza una limitazione del numero di mozioni e postulati per deputato e senza aggiungere ulteriori giornate di seduta.
La commissione propone con 11 voti contro 10 di non dare seguito all'iniziativa, ritenendo la proposta di difficile attuazione se si mantiene l'attuale organizzazione dell'attività parlamentare. Il promotore medesimo non propone misure pratiche efficaci per la realizzazione dell'obiettivo. La discussione in commissione ha evidenziato come le possibili soluzioni - penso all'aggiunta di giorni di seduta o alla limitazione del numero di atti presentabili per parlamentare - siano in contrasto con quanto espressamente chiesto dall'autore dell'iniziativa parlamentare. È quindi difficile attuare il proposito.
Il promotore dell'iniziativa propone, fra le altre cose, di limitare il diritto di parola durante gli interventi e di utilizzare maggiormente la procedura scritta. Questa suggestione va esattamente nel senso contrario alla volontà espressa dalla maggioranza del Nazionale in occasione delle ultime revisioni del regolamento del Consiglio nazionale, regolamento che regola - scusate il gioco di parole - l'attività in questa sala. Chi presenta un atto parlamentare deve poterlo sviluppare verbalmente e ascoltare la presa di posizione del Consiglio federale. Questi elementi sono importanti per gli atti e per l'opinione pubblica. L'attuale pratica permette anche di fornire alla seconda Camera argomenti per esaminare e determinarsi su mozioni approvate dalla prima Camera. Come può il Consiglio degli Stati discutere una mozione che nemmeno è stata presentata e discussa al Nazionale nelle situazioni in cui il Nazionale l'approva?
In aggiunta va segnalato come il numero di mozioni e postulati giacenti da oltre due anni e quindi stralciati dal ruolo si riduce di anno in anno. A giugno 2019 eravamo al 16 per cento contro il 32 per cento del 2011. Questo è dovuto alle riforme elaborate nel 2008 dove fu statuito che almeno otto ore di ogni sessione ordinaria sarebbero da dedicare all'esame preliminare delle iniziative parlamentari e alla trattazione degli interventi parlamentari. Se eccezionalmente non possono essere dedicate le ore dovute alla trattazione, il tempo è recuperato nella sessione successiva.
Sempre nel 2008 si è deciso di trattare in modo prioritario le mozioni e i postulati delle commissioni. Questo permette al singolo parlamentare di fronte a un tema che trova condivisione e che quindi ha un'impellente necessità di essere sottoposto alle camere, di accelerare il processo passando da una commissione tematica per dare un incarico al Consiglio federale.
La Commissione con 11 voti contro 10 non ritiene pertanto necessario né realistico modificare il regolamento del Consiglio nazionale. L'obbiettivo finale di quest'iniziativa parlamentare, la trattazione di tutti gli atti depositati, va raggiunto nel quadro della regolamentazione vigente, attenendosi soprattutto maggiormente al rispetto dei tempi, evitando di perdere [PAGE 1865] tempo, com'è successo ancora oggi con una serie di domande su un tema conosciuto e su elementi già esposti in maniera molto esaustiva. Nel dibattito si sono persi 40 minuti, 40 minuti che si sarebbero potuti dedicare ad atti parlamentari.