Lexipedia

Cattaneo Rocco · Nationalrat · 2019-12-18

Cattaneo Rocco · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2019-12-18

Wortprotokoll

Premetto che il mio intervento tratta sia l'entrata in materia, sia la deliberazione di dettaglio.

Il gruppo liberale-radicale vi invita ad entrare in materia sul progetto di modifica della legge federale sul servizio civile e, per i singoli articoli, vi invita a seguire sempre la proposta della maggioranza della commissione.

Il servizio militare è un obbligo sancito nella nostra Costituzione all'articolo 59 capoverso 1. Un obbligo di nome ma non di fatto, poiché oggi esiste praticamente libera scelta tra l'esercito e il servizio civile. Da quando è stato abolito l'esame di coscienza nel 2009, il numero di civilisti è costantemente aumentato. Fino al 2008 erano mediamente 1300, e di colpo [PAGE 2366] l'anno successivo sono aumentati a 6720. L'anno scorso le ammissioni sono state 6205. Di queste, più del 50 per cento erano reclute, militari istruiti e incorporati nelle formazioni dell'esercito, e quadri. Questo cosa comporta? Comporta un serio rischio in termini di politica di sicurezza per il nostro paese.

Con l'Ulteriore sviluppo dell'esercito il Parlamento ha approvato, tra gli altri parametri, un effettivo ridotto di 100[NB]000 uomini. L'obiettivo è quello di avere un esercito più piccolo ma più performante. Ma anche riducendo la grandezza dell'esercito si ha la difficoltà a raggiungere il numero minimo di effettivi. In termini numerici: per garantire il numero di effettivi stabilito occorrono ogni anno 18[NB]000 nuove reclute. Lo scorso anno ne sono state incorporate solo 16 306. Tutto ciò rischia di compromettere la capacità d'impiego e l'efficienza del nostro esercito, quindi di impedire alle truppe di adempiere ai compiti sanciti dall'articolo 58 della Costituzione.

La modifica di legge ha l'obiettivo di arginare principalmente tre fenomeni:

1.[NB]Il numero di specialisti e quadri che dall'esercito passano al servizio civile. Occorre ricordare che questa migrazione rappresenta una grande perdita in termini di sapere. Di fatto vuol dire sprecare tutte le risorse investite nella formazione dei militi che poi abbandonano l'esercito.

2.[NB]L'alto numero di militari che dopo l'incorporamento migrano verso il servizio civile.

3.[NB]Lo sproporzionato numero di ammissioni al servizio civile in sé.

Le misure proposte vogliono rendere l'impiego nel servizio civile più simile a quello del servizio militare. Si tratta di stabilire il principio di equivalenza, in modo da eliminare i falsi incentivi che in molti casi portano a preferire il servizio civile a quello militare. Vogliamo precisare che con questa modifica di legge non si vuole smantellare il servizio civile. L'apporto dei civilisti alla collettività tramite il loro impiego negli ambiti della sanità, della pubblica utilità, eccetera, è visto con grande rispetto ed è parte integrante del nostro sistema. Tuttavia, non possiamo continuare ad assistere passivamente all'erosione del nostro esercito e anche all'erosione della protezione civile, tra l'altro - pure questo è un tema importante che dovrà essere discusso in separata sede. Occorre agire subito, prima che sia troppo tardi.

Ecco perché il gruppo liberale-radicale vi invita ad entrare in materia sulla modifica della legge sul servizio civile e a rifiutare la proposta di minoranza Flach che, come ho sentito, nel frattempo è stata ritirata e voleva sospendere il disegno di legge fino al 2020. La minoranza Glättli, che chiede di non entrare in materia va ugualmente rifiutata. Secondo il nostro gruppo non c'è motivo di attesa. Occorre agire subito. Questo lo chiedono in coro anche i cantoni. In gioco c'è il funzionamento a lungo termine del nostro esercito.

Vengo ora alle misure proposte dal Consiglio federale che verranno trattate nella deliberazione di dettaglio. A nome del gruppo liberale-radicale vi invito ad approvare tutte le otto misure citate, come proposto dalla maggioranza della commissione, ed a rifiutare tutte le proposte di minoranza. Vorrei brevemente esprimermi sulle singole misure:

La misura 1 prevede un numero minimo di 150 giorni di servizio per i militi ammessi al servizio civile che secondo il fattore 1,5 dovranno prestare meno di 150 giorni e che non hanno svolto il totale di giorni d'istruzione nell'esercito. Grazie a questa misura valuteranno con più attenzione un eventuale passaggio al servizio civile. Poiché più giorni di servizio militare sono stati compiuti, più disincentivante sarà il passaggio.

La misura 2 prevede un periodo d'attesa di 12 mesi tra la presentazione della domanda e l'ammissione al servizio civile per i militi incorporati nell'esercito, con l'obbligo di continuare a prestare servizio militare.

Ciò permetterà di svolgere un dialogo più approfondito con i militi che fanno richiesta per il servizio civile, al fine di convincerli a rimanere tra le fila dell'esercito.

La misura 3 invece prevede il fattore 1,5 anche per i sottufficiali e gli ufficiali; attualmente il fattore è di 1,1.

Queste tre misure sono decisive perché permetteranno di porre un freno alle sproporzionate migrazioni dall'esercito verso il servizio civile. Come detto, oltre la metà delle ammissioni al servizio civile sono reclute, militari istruiti e incorporati nelle formazioni dell'esercito e quadri. Ed è questo il fenomeno più preoccupante a cui bisogna porre rimedio. Il nostro gruppo sostiene le tre misure e rifiuta quindi le proposte di minoranza Fridez.

Secondo la misura 4 chi svolge una professione o una formazione in ambito medico, veterinario o dentistico non potrà effettuare impieghi nel servizio civile in questi stessi settori. Si tratta di una piccola limitazione per evitare che il servizio civile venga scelto per un interesse personale legato alla propria professione o formazione. Il gruppo liberale-radicale sostiene la misura e vi invita a fare altrettanto, quindi a rifiutare la minoranza Crottaz.

La misura 5 prevede che chi non ha più giorni di servizio militare da prestare non potrà essere ammesso al servizio civile. Chi migra dal servizio militare al servizio civile una volta terminati i giorni di servizio solitamente lo fa per due motivi: in primo luogo, perché non è più sottoposto al tiro obbligatorio, e in secondo luogo, perché non si può essere convocati per il servizio di appoggio e il servizio attivo. Questi due falsi incentivi vanno eliminati.

La misura 6 prevede l'introduzione dell'obbligo d'impiego annuale a partire dall'anno civile successivo all'ammissione. In questo modo il ritmo del servizio civile viene equiparato a quello del servizio militare. Questo significa che il civilista non potrà svolgere gli impieghi annuali quando più gli conviene, ma devono valere le stesse regole in vigore per il servizio militare.

Secondo la misura 7, se la domanda per l'ammissione al servizio civile è presentata durante la scuola reclute, il periodo d'impiego di lunga durata di 180 giorni dev'essere terminato entro l'anno civile successivo al passaggio in giudicato dell'ammissione. Attualmente i civilisti hanno tre anni di tempo per completare l'impiego di lunga durata. Con questa misura si stabilisce un'equivalenza con i militi che devono svolgere la scuola reclute.

Le misure 5, 6 e 7 sono necessarie per stabilire l'equivalenza di cui parlavo prima tra il servizio militare e il servizio civile. Il nostro gruppo le ritiene necessarie. Vi invita quindi a sostenerle ed a rifiutare le proposte di minoranza Seiler Graf e Glättli.

Infine, la misura 8 prevede l'abolizione della possibilità per i civilisti di svolgere un impiego all'estero. La misura è stata bocciata dal Consiglio degli Stati. Il gruppo liberale-radicale vi invita invece a sostenerla per tre motivi.

Primo, è vero che il numero di civilisti che approfittano di questa opzione è limitato. Ma l'organizzazione degli impieghi all'estero genera comunque degli oneri amministrativi sproporzionati. Secondo, non esiste un controllo sulle attività svolte dai civilisti all'estero. Terzo, si tratta di stabilire una parità di trattamento. I militi dell'esercito infatti non hanno la possibilità di scegliere un impiego all'estero.

In conclusione, voglio ricordare che queste otto misure non intendono smantellare il servizio civile. Si tratta in primis di ristabilire una parità di trattamento con il servizio militare.

A nome del gruppo liberale-radicale vi invito quindi ad approvare il progetto così come proposto dalla maggioranza della Commissione della politica di sicurezza.