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Cattaneo Rocco · Nationalrat · 2020-03-12

Cattaneo Rocco · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2020-03-12

Wortprotokoll

Cercherò di essere sintetico e inizio con gli obiettivi che intende raggiungere questa iniziativa: combattere le cause che spingono le persone alla fuga dal loro paese, promuovere la pace nel mondo, tutelare la neutralità e mantenere le condizioni che permettono di avere una politica estera e di sicurezza credibile. Ma questi obiettivi sono esattamente i nostri obiettivi, sono gli obiettivi della Svizzera e della sua politica estera che porta avanti da molti anni.

Quindi, qui non c'è proprio nulla di nuovo, anche perché in questo ambito già si sta facendo molto: pensiamo alla legge federale sul materiale bellico che vieta il finanziamento diretto ed indiretto ai fabbricanti che costruiscono materiale bellico proibito; pensiamo anche all'esportazione di materiale bellico in Svizzera, abbiamo una politica molto restrittiva riguardo all'esportazione di materiale bellico, oserei dire la più restrittiva a livello europeo e una tra le più restrittive a livello mondiale; pensiamo alla nostra politica estera dove strategicamente - questa è una decisione recente del Consiglio federale - è stato messo molto in alto l'obiettivo della promozione della pace nel mondo; infine pensiamo a quello che abbiamo sentito proprio in seguito all'ultima domanda al nostro consigliere federale, ossia che già oggi gli istituti finanziari, la Banca nazionale, il fondo di compensazione dell'AVS/AI/IPG, e anche molte casse pensione utilizzano dei criteri di scelta nella politica dei loro investimenti in titoli, prendono in considerazione aspetti etici, morali, sociali e pure ambientali, e questa è una tendenza che si intensificherà nei prossimi anni.

Veniamo alle misure proposte. Le misure che l'iniziativa popolare vuole implementare a livello di Costituzione sono problematiche: vietare il finanziamento dei produttori di materiale bellico, definendo una soglia del 5 per cento della loro cifra d'affari annua, ecco che questo è un criterio arbitrario che metterebbe fuori gioco tante imprese. Visto che è un criterio dinamico, per un'azienda sarebbe anche difficile ogni anno controllare e capire se è sopra o al di sotto di questa soglia. Questo implicherebbe anche un lavoro di informazione burocratico impressionante.

Le misure che l'iniziativa vuole implementare nella Costituzione possono essere molto dannosi anche e soprattutto per l'autonomia della Banca nazionale la quale, come sappiamo, ha una missione importante, quella della politica monetaria nazionale. Quindi, imporre alla Banca nazionale a livello costituzionale come deve investire e cosa non può fare penso che sia molto discutibile e pericoloso.

Le misure previste dall'iniziativa sono anche dannose per l'industria, specialmente l'industria nella tecnologia della sicurezza e della difesa che è sempre più sofisticata e attorno alla quale ruota un mondo di piccole e medie imprese - l'abbiamo sentito a più riprese. In Svizzera ci sono posti di lavoro di alta qualità e c'è anche un lavoro che si fa in sintonia con le nostre accademie. Tutto questo mondo soffrirebbe se non potesse attingere a sufficienti mezzi finanziari.

Da ultimo c'è anche un aspetto della sicurezza nazionale, perché il nostro esercito, se vuole adempiere alle proprie missioni di difesa della popolazione e del territorio svizzero, deve anche poter avere a disposizione un'industria di materiale di difesa e di sicurezza performante che sta al passo coi tempi.

Infine, come l'abbiamo anche visto da una prima idea di controprogetto presentata in commissione, tradurre i [PAGE 324] principi dell'iniziativa popolare, una volta implementati nella Costituzione, in leggi federali e poi in ordinanze - si andrebbero a toccare almeno quattro leggi federali - non sarebbe cosa da poco; immaginate cosa potrebbe succedere soprattutto a livello di ordinanza. L'implementazione di questa iniziativa causerebbe un mostro burocratico indescrivibile, e tutto ciò per andare a raggiungere degli obiettivi che già oggi sono molto considerati dalla nostra politica federale. Si creerebbe una burocrazia infinita per lo Stato ma soprattutto anche per le aziende e anche per chi gestisce portafogli e titoli.

Questi sono i motivi per i quali la Commissione della politica di sicurezza ha deciso di opporsi a questa iniziativa popolare, con 17 voti contro 8, e anche di respingere l'idea di un controprogetto, quindi l'idea concretizzata nella proposta di minoranza Graf-Litscher che vuole rinviare l'oggetto alla Commissione della politica di sicurezza per elaborare un controprogetto; una proposta in tal senso è stata rifiutata dalla commissione con 15 voti contro 10.

Vi prego dunque di seguire la maggioranza della Commissione della politica di sicurezza.

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