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Gysin Greta · Nationalrat · 2020-09-16

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2020-09-16

Wortprotokoll

"Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l'uguaglianza, di diritto e di fatto ..." È quanto sta scritto nella nostra Costituzione da quasi quarant'anni, e non in una nota a piè di pagina, ma in uno dei primi articoli, proprio a sottolinearne l'importanza - parliamo dell'articolo 8.

Abbiamo raggiunto in quasi tutti gli ambiti la parità legale. Quella di fatto si lascia ancora troppo spesso desiderare. Così anche la rappresentanza femminile nei consessi politici. A cinquant'anni dall'introduzione del diritto di voto e di elezione delle donne, la quota di donne in troppi consessi politici è ancora vergognosamente bassa. Si sente continuamente dire che il problema sono le donne stesse, che non si mettono a disposizione. No, non è così! Il problema sono le strutture dei partiti e le loro liste elettorali, sulle quali le donne sono troppo spesso in minoranza.

L'esperienza dimostra che chi vuole cerca, e chi cerca trova. L'esperienza mostra anche che delle liste elettorali in cui i generi sono equamente presenti, portano ad una presenza più equilibrata dei generi nei consessi politici; i numeri lo dimostrano. Un sistema politico che si basa sul sistema proporzionale e si dà quindi l'obiettivo di rappresentare in maniera più fedele possibile la popolazione, non può accontentarsi dello stato attuale delle cose. E non essendo raggiunta la parità di fatto, urgono adeguamenti legislativi e del sistema politico - è la nostra Costituzione che ce lo impone.

Le scorse elezioni federali hanno portato ad un aumento del numero di donne in Consiglio nazionale. È un'evoluzione certamente positiva, ma siamo ancora lontani da dove dovremmo essere, ovvero al 50 per cento. E senza correttivi rimane comunque sempre il pericolo che la situazione peggiori nuovamente alle prossime elezioni. Abbiamo già avuto in passato delle oscillazioni di questo tipo. Per questo è importante agire proprio in questo ambito ed è il primo passo.

I partiti che di loro non lo fanno dovrebbero impegnarsi maggiormente perché il numero di candidature femminili sia pari a quelle maschili. La libertà di voto rimane garantita. Non ci saranno persone elette grazie alle tanto famigerate quote, perché, appunto, si va a intervenire prima del voto e si influenza solo la composizione delle liste elettorali, non però l'esito del voto.

Chi ha a cuore l'uguaglianza di genere, chi finalmente vuole fare passi avanti in questo ambito, sostiene l'iniziativa parlamentare Kälin.