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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2020-09-24

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2020-09-24

Wortprotokoll

L'iniziativa "Sgravare i salari, tassare equamente i capitali" che stiamo dibattendo di per sé non prevede sgravi ai salari; prevede un aggravio fiscale della sostanza. La richiesta dell'iniziativa è quella di tassare al 150 per cento il reddito da capitale sopra una certa asticella da fissare nella legge. Da notare è che il concetto di reddito da capitale non esiste nemmeno nella Costituzione svizzera. Il senso della proposta è comunque chiaro. Si tratta di aumentare in modo massiccio l'imposizione del reddito della sostanza mobiliare ed immobiliare. I proventi dell'aggravio secondo gli autori dell'iniziativa dovrebbero essere ridistribuiti tra i redditi medi e bassi. Su questa ridistribuzione non vengono fornite indicazioni. L'obbiettivo sarebbe quello di combattere la disparità salariale.

È vero, in Svizzera la disparità salariale è aumentata negli ultimi anni. In particolare, nel mio cantone le paghe sono oltretutto le più basse della Svizzera; la forbice si allarga sempre di più. Il motivo per questo però è un altro, è la libera circolazione delle persone. Quindi se i promotori dell'iniziativa volessero davvero combattere la disparità salariale dovrebbero [PAGE 1865] per prima cosa opporsi alla libera circolazione delle persone e dunque sostenere l'iniziativa "per la limitazione" che è in votazione domenica. Invece sappiamo che non è così. Senza contare che questo Parlamento ha deciso di gravare i redditi medi e bassi con una pletora di ecotasse ed ecobalzelli che peseranno sul bilancio delle economie domestiche per migliaia di franchi all'anno. Se questo è difendere il reddito, magari sarebbe meglio cominciare a non saccheggiarlo.

L'iniziativa parte poi da presupposti errati. Partendo dalla convinzione che il reddito del capitale è conseguito senza lavorare si pensa che esso merita di essere tassato di più. Ma si dimentica che la sostanza in questione non piove dal cielo ma deve essere costituita, e questo avviene tramite il lavoro, che è già tassato, e tramite il risparmio. Nel caso la sostanza fosse stata creata da una persona diversa da quella che ne beneficia, magari perché eredita, ricordo che chi ha costituto la sostanza ha già pagato le tasse e che per le eredità ci sono le imposte di successione.

Bisogna poi anche ricordare che l'aumento sproporzionato di taluni redditi, che suscita anche giusta indignazione, è dovuto ai salari più elevati e non di per sé al redditto del capitale. Va infine anche considerato che la Svizzera è uno dei pochi paesi che riscuote un'imposta sulla sostanza.

Per quanto riguarda la teoria della ridistribuzione, contenuta nell'iniziativa, c'è da dire che il sistema fiscale svizzero, anche qui, è sociale. Pensando a quello del mio cantone posso dire che è già estremamente sociale, nel senso che le aliquote crescono in modo assai importante con l'aumentare del reddito. Questo naturalmente comporta un rischio, cioè che buoni contribuenti potrebbero emigrare per altri lidi, a danno del nostro erario.

Parlando ancora della situazione del mio cantone, il Ticino, risulta che oltre un quarto dei cittadini non paga alcuna imposta. Per contro il 10 per cento dei contribuenti versa il 60 per cento della totalità del gettito di pertinenza delle persone fisiche. Mettere in fuga queste persone con una fiscalità di tipo predatorio vuol dire svuotare le casse pubbliche.

Infine l'iniziativa, se approvata, peggiorerebbe l'attrattiva della piazza finanziaria Svizzera, la quale è già devastata dalla capitolazione sul segreto bancario. Inoltre influirebbe negativamente sugli incentivi alla costituzione di capitale.

In conclusione: Se si vuole aiutare persone con redditi medi e bassi, cosa che è senz'altro giusta, le prime cose da fare sono smettere di inventarsi nuove tasse e disdire la libera circolazione delle persone.

Vi invito quindi a respingere l'iniziativa.