Storni Bruno · Nationalrat · 2020-09-24
Storni Bruno · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2020-09-24
Wortprotokoll
Lo scorso anno, il bisettimanale "Bilanz", nell'annuale statistica sui grandi capitali, informava che in Svizzera i 300 più facoltosi possiedono 700 miliardi di franchi; per rapporto al 2018 questo patrimonio è cresciuto del 4 per cento. Dal 1989, cioè da quando si stilano queste classifiche, il patrimonio è più che triplicato, passando da 200 a 700 miliardi di franchi. Sono patrimoni cresciuti sicuramente per meriti imprenditoriali, ma anche per il forte generale aumento del valore dei titoli borsistici. Negli ultimi trent'anni, malgrado le pesanti crisi finanziarie, l'indice SMI è cresciuto da 1600 a 8000 punti - più del 500 per cento. Attualmente, malgrado la crisi Covid-19, che ha già generato 50[NB]000 disoccupati e causato un crollo del PIL del 10 per cento, l'indice ha già recuperato le perdite di marzo e si trova di nuovo sopra i livelli di un anno fa.
Anche gli utili da capitale in questi anni sono cresciuti notevolmente, come possiamo leggere in dettaglio nella risposta all'interrogazione Badran 16.1061, "La distribuzione dei dividendi in Svizzera". Il volume dei dividendi distribuiti, sia quelli tassati con l'imposta preventiva che quelli tassati attraverso i canali di notifica nazionale e internazionale, è passato da 33 miliardi nel 1996 a 264 miliardi di franchi nel 2015, il che corrisponde ad un aumento del 800 per cento in vent'anni. Dividendi in crescita anche per aziende che chiudono i conti con diminuzione degli utili, e in molti casi i dividendi superano la massa salariale. Parallelamente, in questi anni abbiamo però assistito all'aumento del tasso di povertà. I premi di cassa malati, negli ultimi anni, sono più che raddoppiati e anche gli affitti sono cresciuti ben oltre il rincaro. I sussidi sui premi di cassa malati non hanno seguito l'aumento dei premi, e il reddito disponibile per molti è nettamente diminuito. L'aumento degli indici di borsa è anche frutto di continue ristrutturazioni di aziende tendenti ad aumentare gli utili, riducendo il costo del lavoro limitando la massa salariale anche tramite licenziamenti.
La forbice tra il reddito di chi lavora e produce e il reddito da capitale che produce nuovo capitale, si apre sempre di più. Il capitale rende sempre di più, e a livello fiscale gode ancora di vantaggi di posizioni contrari anche al principio dell'imposizione progressiva.
L'articolo 127 della Costituzione federale sancisce che l'imposizione fiscale dev'essere equa. I sistemi fiscali della Confederazione e dei cantoni devono soddisfare il principio dell'imposizione secondo la capacità economica. Ma intanto, oltre a non tassare il cosiddetto capital gain, in Svizzera abbiamo l'imposizione parziale o attenuata dei dividendi, accordata a investitori che controllano almeno il 10 per cento del capitale azionario - dividendi che vengono conteggiati per l'imposta sul reddito solo al 70 per cento.
Il reddito da capitale quindi è fiscalmente favorito per rapporto al reddito da lavoro, che porta all'ingiustificata penalizzazione del reddito da lavoro imposto al 142 per cento per rapporto a quello da capitale - in certi cantoni si arriva al 166 per cento. È una situazione sempre meno sostenibile.
Con l'iniziativa popolare della Giso "Sgravare i salari, tassare equamente il capitale" vogliamo correggere questa distorsione anche di fronte alla forte crescita del reddito da capitale per rapporto alla stagnazione e, per molti, alla diminuzione del reddito da lavoro e del potere d'acquisto.
Vi invito quindi ad accogliere l'iniziativa popolare.