Abate Fabio · Nationalrat · 2002-11-26
Abate Fabio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2002-11-26
Wortprotokoll
Durante l'esame del preventivo 2003 sono emerse in modo marcato difficoltà nell'affrontare i problemi e le singole posizioni, poiché non tutti hanno accettato lo strumento del freno all'indebitamento quale misura tecnica di risparmio adottato un anno fa dal popolo a larga maggioranza. Piaccia o non piaccia, siamo confrontati con una decisione del sovrano, che deve essere rispettata quale segnale e stimolo ad assumersi maggiori responsabilità nella direzione del risanamento delle finanze federali. Il rinvio di un anno dell'applicazione del freno all'indebitamento, come voluto da alcuni, non si giustifica dal profilo istituzionale né da quello politico. L'evolversi delle finanze federali ha incontrato aggiornamenti talvolta sconcertanti, che non hanno mancato di sensibilizzare i membri della Commissione delle finanze chiamati a preavvisare un preventivo 2003 condizionato da modifiche addirittura settimanali. In questo breve intervento di entrata in materia mi occuperò del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Il DFAE presenta maggiori uscite rispetto al preventivo del 2002 e ha manifestato sofferenza nell'assumersi le dovute responsabilità di risparmio, segnatamente nell'ambito della Direzione dello sviluppo e della cooperazione - posizione controversa, che non ha mancato di suscitare parecchie discussioni. Infatti, rispetto al preventivo 2002 le uscite del preventivo 2003 sono sostanzialmente aumentate alla luce di programmi di intervento pluriennali, i quali appaiono decisamente rigidi dinnanzi all'esigenza delle finanze federali. Si tratta quindi di far convivere in modo equilibrato due obiettivi: quello preannunciato di dedicare lo 0,4 per cento del [PAGE 1751] prodotto interno lordo entro il 2010 ad una importante e riconosciuta presenza elvetica all'estero e quello, talvolta descritto a giusta ragione con toni drammatici, del risparmio, quindi del risanamento delle nostre finanze a favore delle nuove generazioni.
Si è comunque proceduto al taglio lineare dell'1 per cento, nonché ad alcune modifiche di dettaglio che non compromettono in nessun modo il conseguimento degli scopi. Infatti, nel corso del corrente anno, con un importo a preventivo di 87 milioni di franchi inferiore a quello preventivato nel 2003 - già calcolato il taglio dell'1 per cento - si dispone di mezzi, con cui si può lavorare e si lavora bene. Quindi sorge talvolta il dubbio che in alcuni settori dell'amministrazione vi siano ancora resistenze e difficoltà nel percepire l'entità della situazione che attualmente stiamo vivendo. Tale considerazione valga anche per i colleghi, i quali hanno voluto forzare la mano con proposte di minoranza, che addirittura vanno nella direzione di un aumento degli importi corretti dallo stesso dipartimento. Per questo motivo appare del tutto ragionevole allinearsi alle decisioni di risparmio della maggioranza, mantenendo una voce critica nei confronti di proposte di minoranza che desiderano percorrere altre vie.
Analogo discorso vale anche per il DFGP, in cui le riforme stanno incontrando difficoltà a causa dell'emergenza finanziaria. Appare chiaro il fatto che il dipartimento deve essere messo nella condizione di assolvere i propri compiti. Tagli sconsiderati si allontanano dalla consapevolezza della portata dell'esigenza di sicurezza e dal buon funzionamento della giustizia. Il Progetto Efficienza non può essere compromesso. Ne andrebbe anche della credibilità delle nostre istituzioni. Quindi la responsabilità politica dinnanzi all'approvazione del preventivo 2003 deve consentire di analizzare in modo lucido gli obiettivi connessi allo sviluppo del progetto. Le proposte di risparmio del Consiglio federale, abbracciate dalla maggioranza della commissione, rispecchiano la capacità di mantenere intatti gli obiettivi finanziari e quelli di merito, che riguardano essenzialmente l'Ufficio federale di polizia e del Ministero pubblico della Confederazione. Vanno così respinte proposte che mirano ad ulteriori tagli ma anche quelle che intendono aumentare i crediti oltre a quanto dichiarato a titolo di correzione dal dipartimento competente stesso.
Rimane inoltre intatta l'aspettativa di comunicazioni trasparenti e tempestive per quanto concerne posizioni come i compiti di protezione straordinaria dei cantoni e delle città in presenza di importanti manifestazioni, che richiedono uno sforzo di sicurezza del tutto rilevante. L'aiuto prestato ai cantoni va evidentemente mantenuto alla luce dello sviluppo di manifestazioni come il Forum economico di Davos - momento importante, in cui vi sono chiare opportunità di promozione del nostro paese e non solo del luogo interessato. Apparirebbe incomprensibile e nocivo alla nostra immagine mettere in discussione l'organizzazione di tali avvenimenti, poiché dal profilo finanziario non sussistono basi sufficientemente solide. È comunque implicito che una pianificazione oculata è del tutto esigibile. Pertanto si attendono segnali e cifre tempestive prima di giugno 2003, quando vi sarà addirittura un vertice del G8 a Evian, a pochi chilometri dalla nostra frontiera, con un coinvolgimento ben immaginabile sotto tutti i punti di vista.
Infine, il DFGP è particolarmente sollecitato dal problema degli stranieri e dell'immigrazione. La politica di asilo ha incontrato un segnale di fiducia da parte della popolazione lo scorso fine settimana, nel senso di evitare azioni emotive, che si distanziano dalla possibile soluzione dei problemi noti a chiunque. Appare pacifico che sacrifici finanziari distanti dalla volontà popolare vanno evitati, così come anche tagli nel settore delle misure di integrazione. Integrarsi non significa esercitare solo diritti, bensì anche rispettare gli schemi di una società, in cui le norme di educazione e la convivenza pacifica hanno sempre rappresentato un bene irrinunciabile del nostro paese. Obbligare a rispettare il nostro paese, quello che siamo e come conviviamo non è un'operazione gratuita. Quindi proposte di minoranza attendenti ad un risparmio in tal senso sono politicamente insostenibili e contraddittorie dinnanzi alle aspettative della stessa popolazione.
L'invito all'entrata in materia è chiara, così come è chiara la raccomandazione di allinearsi alle decisioni di maggioranza scaturite dalla stessa commissione.