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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2021-06-02

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2021-06-02

Wortprotokoll

L'iniziativa popolare "per più trasparenza nel finanziamento della politica", detta anche iniziativa sulla trasparenza, vorrebbe, come dice il nome, imporre più trasparenza nei finanziamenti dei candidati alle elezioni federali come pure nel contesto delle votazioni federali.

Si tratta della classica iniziativa di sinistra all'insegna del politicamente corretto che cavalca anche le ingerenze di Stati e organismi esteri, segnatamente del cosiddetto Greco, il gruppo di Stati contro la corruzione che accusa la Svizzera di non aver ancora introdotto una base legale per regolare il finanziamento dei partiti. Queste ingerenze internazionali, che sono sempre a senso unico e che sono sempre interessate, non stimolano di per sé a rispondere di sì alle richieste avanzate. Piuttosto, a tutti questi organismi sovranazionali va chiarito che non sono loro a fare le leggi in Svizzera. L'interruzione delle trattative sull'accordo quadro istituzionale, almeno per il momento, ha impedito all'Unione europea di imporre al nostro paese la ripresa dinamica ossia automatica del diritto europeo.

Nel concreto, l'iniziativa sulla trasparenza propone una regolamentazione piuttosto complessa che non sto a ripetere, mentre il controprogetto modifica un po' le cifre soglia. Sappiamo bene chi ha lanciato questa iniziativa, la matrice politica è nota. Si tratta di una iniziativa sostenuta sostanzialmente dalla sinistra. Però, se si osserva il dispiegamento di mezzi finanziari messi in atto a sostegno delle iniziative agricole e della nuova legge sul CO2, tanto per fare un esempio di attualità, e a sostegno, l'anno scorso - lo dico per puntellare quanto affermato -, dell'iniziativa popolare "per multinazionali responsabili" oppure anche a sostegno della votazione sulla libera circolazione delle persone, ci si rende conto che sarebbe poi la parte politica promotrice dell'iniziativa ad essere magari quella maggiormente toccata dalle modifiche che vengono proposte.

Come sappiamo, il Consiglio federale propone di respingere l'iniziativa senza proporre un controprogetto, perché essa non tiene conto delle particolarità del sistema politico [PAGE 965] svizzero, in particolare della democrazia diretta, della collegialità e della milizia.

Come spesso accade da parte degli autori dell'iniziativa si vuole omologare più o meno tutto a standard internazionali, che sono basati su realtà diverse dalle nostre, perché le specificità svizzere, per certa parte politica, insomma, sono un po' come il fumo negli occhi.

C'è poi il tema della protezione della sfera privata che, come spesso accade, viene gestita a senso unico, mentre altri temi non vengono affrontati. Penso ad esempio a quello legato alla principale lobby del paese, quella sindacale, penso ad esempio ai sindacalisti che raccolgono firme per iniziative popolari e referendum lanciati dai partiti di riferimento, chiamiamoli così, durante l'orario di lavoro e pagati con i soldi degli affiliati. Ecco, in questo caso siamo senz'altro davanti ad un apporto che non è in contanti ma ha un valore monetario. Va poi anche detto che i fautori dell'iniziativa sono le stesse forze politiche che in passato si sono sempre opposte con veemenza al divieto di finanziamenti esteri ad esempio alle moschee e ai centri culturali islamici. Ma qui si tratta di islam, si tratta di persone in arrivo da altre culture e quindi l'impostazione cambia.

Quello che va detto è che l'iniziativa sulla trasparenza è anche una iniziativa trasparente, nel senso che ha una importante parte declamatoria, perché un vero controllo e di per sé molto difficile se non impossibile. Quindi, anche in caso di approvazione dell'iniziativa o del controprogetto, all'atto pratico non dovrebbe cambiare tanto.

Infatti, sappiamo che ci sono dei cantoni che già conoscono delle regole sulla trasparenza nei finanziamenti pubblici alla politica, uno di questi è, per l'appunto, il mio cantone, il Ticino, dove una tale norma è in vigore da qualche anno. Ecco, la domanda è, se questa norma ha dimostrato una qualche efficacia. La risposta è molto dubbia, perché la legge è facilmente aggirabile e alle ultime elezioni cantonali hanno partecipato anche dei candidati che hanno manifestamente speso centinaia di migliaia di franchi per la loro campagna elettorale e si sono poi prodotti nelle dichiarazioni più improbabili sulla provenienza di questi fondi e in particolare sulle cifre e quantità delle donazioni. Di fatto non è possibile verificare se abbiano ricevuto donazioni, di quale ammontare e da chi, o se abbiano utilizzato dei soldi propri. La legge c'è ma alla fine è quasi come se non ci fosse.

Il nostro paese non ha bisogno di norme che sostanzialmente sono declamatorie, che servono sostanzialmente a farci fare bella figura agli occhi di organismi internazionali o sovranazionali o di gruppi di Stati come quello citato prima, il Greco. Al contrario, è ora di sfoltire e semplificare la nostra legislazione e la nostra burocrazia che assomiglia sempre di più a quella di paesi europei a noi confinanti.

Vi invito quindi a raccomandare al popolo di respingere l'iniziativa popolare e il controprogetto.