Lexipedia

Gysin Greta · Nationalrat · 2021-09-28

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2021-09-28

Wortprotokoll

La Commissione delle istituzioni politiche ha discusso stamattina presto, anzi prestissimo, l'iniziativa parlamentare del Consiglio degli Stati, nata su invito degli Uffici presidenziali di entrambe le Camere, per l'introduzione dell'obbligo del certificato Covid-19 a Palazzo federale.

L'entrata in materia non è combattuta e una chiara maggioranza commissionale vi propone di accettare l'iniziativa come proposta dalla Camera alta.

L'iniziativa vuole l'introduzione, nella legge sul Parlamento, di una nuova lettera a all'articolo 69 che regola il diritto di polizia; in italiano suona forse un po' marziale ma si tratta semplicemente dell'articolo che definisce le regole per l'accesso a Palazzo federale.

All'articolo 69a verranno aggiunti quattro capoversi: il capoverso 1 specifica che chiunque entri a Palazzo federale e abbia più di 16 anni - parlamentare, collaboratore, giornalista o visitatore che sia - debba disporre di un certificato Covid ai sensi dell'articolo 6 della legge Covid-19, quindi sia vaccinato, guarito o testato. La regolamentazione decade in ogni caso il 31 dicembre 2022, ma la Delegazione amministrativa avrà la facoltà di abrogare la regola in ogni momento, nel caso in cui la situazione pandemica lo permetta.

Una minoranza Rutz Gregor vuole che la Delegazione amministrativa verifichi ogni otto settimane la situazione pandemica e rinunci, se questa lo consente, all'obbligo del certificato Covid a Palazzo federale. La netta maggioranza vi invita a respingere questa aggiunta: l'idea è proprio che la Delegazione amministrativa verifichi regolarmente la situazione e agisca velocemente di conseguenza. L'articolo 69a capoverso 1 lo prevede già. Sappiamo ormai fin troppo bene come i contagi, l'occupazione degli ospedali e tutto quanto ruota attorno al coronavirus possa cambiare molto velocemente. Limitare la verifica delle misure ad ogni otto settimane non pare quindi molto sensato.

Con 13 voti contro 6 e 3 astensioni, la CIP vi invita a bocciare la minoranza Rutz Gregor. [PAGE 1958]

Il capoverso 2 regola la copertura dei costi del certificato: i test delle persone che devono poter avere accesso a Palazzo, verranno presi a carico. Questo alla pari dei datori di lavoro, i quali, se dai dipendenti pretendono un certificato Covid-19, devono assumersene i costi. Sarà ad ogni modo ancora possibile testarsi direttamente a Palazzo federale, come già oggi è possibile fare.

Il controllo dei certificati sarà regolato, come previsto dal capoverso 3, dalla Delegazione amministrativa. Le possibilità concrete al vaglio sono diverse. In ogni caso - lo dico anche perché se ne tenga conto e venga messo a verbale nel Bollettino ufficiale - la commissione ritiene che l'accesso a Palazzo federale debba essere garantito ai parlamentari in ogni momento.

Il Consiglio degli Stati ha voluto aggiungere alla versione della loro commissione un capoverso 4, per consentire ai deputati che non volessero né vaccinarsi né testarsi, di comunque entrare a Palazzo federale, seppur limitatamente all'esercizio del loro mandato. Avranno però l'obbligo di portare in ogni momento e, aggiunta personale, correttamente la mascherina. Questo punto è stato discusso in maniera approfondita anche stamattina, e una minoranza Binder vi propone di stralciare il capoverso 4 e non prevedere quindi nessuna eccezione all'obbligo del certificato. Si adduce che in Parlamento dobbiamo fungere da esempio e che la popolazione non comprenderebbe l'eccezione.

La maggioranza commissionale è di altro avviso. Va detto innanzitutto che è sbagliato dire che noi parlamentari ci riserviamo privilegi: dall'obbligo del certificato sono infatti esclusi le manifestazioni, le assemblee comunali e i parlamenti. Quindi con questa iniziativa parlamentare in realtà ci diamo regole più severe rispetto a quelle che valgono altrove. Abbiamo poi come deputati un obbligo di presenza e il mandato di rappresentare i cittadini e le cittadine che ci hanno democraticamente eletti.

La maggioranza commissionale non necessariamente comprende ma nemmeno discute i motivi che portano alcune persone a rifiutare non solo il vaccino ma anche i test. Permettere loro di esercitare il loro mandato, seppur con l'obbligo di portare la mascherina in ogni momento, ci consente però di rispettare il principio della proporzionalità.

Con 14 voti contro 7 e nessuna astensione la commissione vi raccomanda di respingere la proposta di minoranza Binder, e quindi mantenere il capoverso 4 proposto dal Consiglio degli Stati.

La modifica legislativa viene proposta con la clausola d'urgenza ai sensi dell'articolo 165 capoverso 1 della Costituzione federale: la pandemia è adesso e le misure vanno quindi prese in tempi brevi. Attendere i 100 giorni del referendum per l'entrata in materia avrebbe decisamente poco senso.

L'accettazione dell'iniziativa ci permetterà di salvaguardare la nostra salute e quella degli altri; ci permetterà di fungere da esempio perché ci diamo delle regole più severe rispetto a quelle che valgono altrove; e ci permetterà anche, e con questo concludo, di rinunciare ad altre misure di protezione, come le pareti divisorie di plexiglas e la mascherina. Sono certa che siamo in molti a bramare questo ritorno ad una certa normalità.

Con 16 voti contro 3 e 2 astensioni, la commissione vi invita ad accogliere l'iniziativa parlamentare.