Gysin Greta · Nationalrat · 2021-12-15
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2021-12-15
Wortprotokoll
Sono tante le sfide che ci troviamo a dover affrontare oggi, ma ce n'è una su tutte che non possiamo permetterci di perdere. Perché se perdiamo la sfida climatica, se non ci riuscirà entro tempi brevi la svolta verso una società a zero emissioni, le conseguenze saranno disastrose.
Sono almeno cinquant'anni che abbiamo l'evidenza scientifica dell'origine antropica del cambiamento climatico e delle sue conseguenze catastrofiche. Abbiamo fatto abbastanza per contrastare l'aumento delle temperature?
Da un ventennio a questa parte assistiamo regolarmente a nuovi record meteorologici e climatici. Il cambiamento climatico ormai non è più visibile solo nei modelli scientifici, ma anche nel quotidiano: inondazioni, siccità, scioglimento dei ghiacciai, crolli e smottamenti nell'Arco alpino a causa dello scioglimento del permafrost. I danni, i pericoli e le difficoltà sono più che evidenti anche davanti al nostro uscio di casa. Questo, beninteso, con un aumento della temperatura media in Svizzera di 2 gradi centigradi rispetto all'epoca preindustriale.
La situazione non farà che peggiorare. Entro la metà del secolo, quindi entro trent'anni, quindi dopodomani, la temperatura media al sud delle Alpi, nel mio Ticino, aumenterà di altri 2 gradi nella migliore delle ipotesi e di 4 gradi nella peggiore. Quindi avremo un aumento complessivo della temperatura che può arrivare fino a 6 gradi centigradi - e già oggi vediamo quanti danni abbiamo con 2 gradi in più.
La sfida è enorme, e ogni giorno che passa l'urgenza di agire aumenta. Dovrebbe essere chiaro a tutti che la strategia per affrontare questa sfida, fino ad oggi è stata fallimentare su tutta la linea. Dobbiamo fare diversamente, molto di più e molto più in fretta. Occorre sperimentare vie nuove, per trovare soluzioni ambiziose, ma anche consensuali e democratiche.
L'istituzione di un consiglio del clima è una di queste proposte creative, per cercare di farci uscire dal preoccupante stallo in cui ci troviamo da troppi anni. I membri del consiglio sarebbero eletti tramite sorteggio, permettendo di costituire un organo che - a differenza degli organi elettivi come il nostro - sia davvero lo specchio della società.
Affiancato da consulenti scientifici, il consiglio del clima potrà elaborare risposte alla crisi climatica, che verranno trattate dal Parlamento seguendo il normale iter procedurale. Come consuetudine, le deliberazioni sarebbero sottoposte al referendum facoltativo in caso di modifica legislativa e al referendum obbligatorio in caso di modifica costituzionale. Il consiglio per il clima avrebbe poi la competenza, con una maggioranza qualificata di due terzi, di sottoporre a votazione popolare delle modifiche costituzionali.
Il consiglio del clima non godrebbe quindi di superpoteri, in ultima istanza decide comunque il Parlamento o se del caso il popolo, ma sarebbe una sorta di fabbrica di idee, col compito di produrre proposte innovative che noi poi avremmo la possibilità di sostenere o di bocciare.
Se c'è una cosa che si è ampiamente dimostrata negli ultimi decenni è che gli strumenti, gli organi e i processi decisionali che abbiamo non sono idonei per affrontare la sfida climatica.
Per tutti questi motivi, a nome della minoranza della commissione vi invito a sostenere l'iniziativa parlamentare del gruppo dei Verdi. Non farà miracoli, ma è perlomeno un tentativo di uscire dall'impasse climatica in cui ci troviamo da troppo tempo davvero.