Lexipedia

Marchesi Piero · Nationalrat · 2022-03-03

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2022-03-03

Wortprotokoll

L'iniziativa popolare "per un clima sano", detta iniziativa "per i ghiacciai", intende ridurre le emissioni di gas serra climalteranti della Svizzera a un saldo netto pari a zero entro il 2050 ed esige che, a partire da tale data, in linea di principio non possano più essere messi in circolazione carburanti e combustibili fossili. Non si può certo negare che non sia una proposta ambiziosa. Infatti, gli obiettivi sono magari anche raggiungibili, ma a che costo e con quali ripercussioni sulla vita dei cittadini e sull'economia?

Il cambiamento climatico, oramai non lo nega quasi più nessuno. Ci si può interrogare sulla reale incidenza dell'essere umano sul fenomeno e, ancora più importante, sui mezzi per cercare di rendere il nostro pianeta più ecosostenibile.

È innegabile che la tematica del clima va affrontato a livello globale, perché agendo solamente in Svizzera otterremo come risultato di pulirci la coscienza, ma non dei risultati tangibili sul piano globale. È innegabile che la Svizzera sia tra i paesi più rispettosi dell'ambiente, e non lo dico io. Non lo dice neanche l'UDC. Lo dice uno studio riconosciuto a livello mondiale, elaborato da Yale University, che conferma che la Svizzera è costantemente nei primi tre ranghi. Questo studio analizza una quindicina di criteri quali la qualità dell'aria e dell'acqua, le emissioni, l'impatto dell'agricoltura sull'ecosistema, la biodiversità, la qualità del pescato, la gestione dei rifiuti, ecc.

Ancora nel 2020, la Svizzera si posizionava al terzo rango con 81,5 punti, staccata di solo un punto dalla Danimarca che figura al primo posto. Possiamo pertanto sostenere con orgoglio che il nostro paese fa molto per il rispetto dell'ambiente.

Si può fare di più e meglio? Certamente sì! È però sul come che non sono d'accordo con gli autori dell'iniziativa.

L'iniziativa "per i ghiacciai" non è la soluzione ai problemi ambientali, perché è estrema. Definisce che entro il 2050 non potranno più essere messi in commercio carburanti e combustibili fossili. Ai cittadini che saranno chiamati a votare su questa iniziativa bisognerebbe che i loro promotori spiegassero come sostituiremo per esempio tutte le automobili a combustione con auto elettriche, quando già oggi non abbiamo energia elettrica a sufficienza per far funzionare il paese. Bisognerebbe spiegare, ad esempio, come risolveremo la mancanza di 40 terawattora, che corrispondono al 66 per cento del fabbisogno elettrico attuale, prospettato entro il 2050. E sarebbe utile che i promotori ci spiegassero di cosa vivremo se di fatto bloccheremo l'economia e i consumi. L'esperienza che stiamo vivendo con l'evidente fallimento della strategia energetica è sotto gli occhi di tutti e dovrebbe invitarci alla prudenza, evitando di cadere nuovamente nell'idealismo a scapito della ragionevolezza.

Il nostro paese, negli ultimi trent'anni ha ridotto le emissioni pro capite del 33 per cento. Si tratta di un risultato importantissimo che è stato in parte vanificato con la forte immigrazione. Ma in tutti i casi, la riduzione delle emissioni nel nostro paese si attesta comunque al 14,5 per cento. La Svizzera produce 4,3 tonnellate di emissioni pro capite. Se facciamo un paragone con altri paesi vediamo che la Germania ne produce 9, l'Austria 7 e gli Stati Uniti d'America ben 16.

La soluzione per migliorare ulteriormente il nostro impatto ambientale è una sola: continuare a creare condizioni quadro ideali per investire nella ricerca e nel progresso tecnologico. La Svizzera ha le competenze, le capacità e la possibilità di incidere a livello globale anche su questo tema. Ma deve agire in modo proattivo, evitando di far capo a tasse e soprattutto proibizioni estreme come proposte con questa iniziativa.

Vi invito quindi a bocciare questa iniziativa, incluso il controprogetto, e a continuare invece a credere nel progresso tecnologico che si è sempre rilevato il miglior strumento per migliorare la qualità di vita e anche aumentare la protezione del nostro ambiente.