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Storni Bruno · Nationalrat · 2022-03-03

Storni Bruno · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2022-03-03

Wortprotokoll

Stiamo discutendo di un'iniziativa che vuole inserire la protezione del clima come obiettivo nella Costituzione. Non c'è però chiarezza sugli obiettivi intermedi. Forse diventerà una nuova disposizione della legge sulla riduzione delle emissioni di CO2, come lo propone la commissione, ma rimarremo nel declamatorio, perché senza precisare le misure che permetteranno di raggiungere gli obiettivi, non avremo fatto molto. Chiaramente, sosterrò l'iniziativa e il controprogetto diretto del Consiglio federale.

Per le misure concrete, abbiamo in cantiere la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, che è sul tavolo del Consiglio degli Stati, e una proposta di revisione della legge sul CO2, che è in consultazione. Purtroppo, di nuovo, come per la legge sul CO2 lo scorso anno, e come per la Strategia energetica 2050 approvata dal popolo cinque anni fa, l'UDC vi si oppone, sempre con i medesimi argomenti, accusando chi sostiene l'iniziativa di proseguire degli obiettivi illusori.

Sentiamo oggi esattamente quanto l'UDC raccontava cinque-sei anni fa, quando ad esempio puntava il dito sull'obiettivo di aumento a 11,5 terawattora del nuovo rinnovabile per il 2030, previsto nella Strategia energetica 2050. Lo si descriveva irrealizzabile, dieci volte la produzione elettrica della Maggia, un'utopia frutto di ideologie rosso-verdi, irrealizzabile nella pratica.

Oggi, l'UDC declama che la Strategia energetica 2050 sarebbe fallita, e chiama alla mobilitazione energetica con tanto di generale. No, non è così! Guardiamo ai fatti: ad esempio, l'energia che produceva la centrale nucleare di Mühleberg chiusa nel 2019 è già stata compensata dal fotovoltaico che, nel 2021, ha superato quanto produceva il reattore bernese.

Al declamatorio preferisco i numeri. La crescita del nuovo rinnovabile, seppure con il freno a mano tirato, è in linea con quanto previsto nella Strategia energetica 2050. Nel 2020 eravamo a 4,7 terawattora, ossia 300 gigawattora più dell'obiettivo, e siamo sulla giusta strada per gli 11,5 terawattora previsti per il 2035. Anche per l'idroelettrico, che nel frattempo è cresciuto a 36 terawattora, siamo in linea con l'obiettivo di 37 terawattora previsto per il 2035 nella Strategia energetica 2050.

Il consumo pro capite di elettricità è in costante diminuzione. Dobbiamo poi considerare vari fattori: in questi anni la popolazione ha continuato a crescere; vengono [PAGE 142] realizzate 50[NB]000 unità abitative all'anno; abbiamo messo in circolazione 100[NB]000 auto elettriche plug-in; abbiamo installato 25[NB]000 pompe di calore all'anno; abbiamo la più grande densità di data center al mondo con un consumo di 2,3 per cento dell'energia elettrica del paese.

Chiaramente non basta. Il settore del fotovoltaico dovrà crescere più rapidamente, e lo sviluppo porterà a delle soluzioni anche per i tetti esistenti, quindi anche per impianti privati. Si dovranno garantire tariffe di immissione in rete tali da permettere un ammortamento in tempi sostenibili. Progrediremo lavorando su tanti fronti, soprattutto dove la tecnologia c'è e la resa economica pure. In parallelo si dovranno sviluppare soluzioni per lo stoccaggio dell'esubero estivo verso l'inverno.

Si continua anche nel campo della ricerca. Dopo la decisione di non realizzare nuovi centrali nucleari, la spesa per la ricerca è passata da 200 a 400 milioni di franchi, e questi mezzi comprendono anche una fetta per il nucleare - tanto per chiarire che non esiste un divieto tecnologico. Sono tanti gli indicatori che dimostrano il contrario di quanto declamano coloro che continuano a parlare di fallimento.

Invito il gruppo dell'UDC a leggere il rapporto di monitoraggio sulla strategia energetica pubblicato annualmente dall'Ufficio federale dell'energia. Dobbiamo smetterla di diffondere ipotesi pessimistiche proiettando il passato nel futuro. Raggiungere l'obiettivo netto zero, come chiede l'iniziativa "per i ghiacciai", è possibile. Non sarà semplice ma è fattibile, possiamo dotarci dei mezzi necessari per farcela. La sfida è a livello globale e noi dobbiamo fare la nostra parte.