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Cattaneo Rocco · Nationalrat · 2022-03-16

Cattaneo Rocco · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2022-03-16

Wortprotokoll

Prima la pandemia, poi l'improvviso attacco scioccante e brutale della Russia all'Ucraina, un evento con conseguenze umanitarie gravissime.

Mai come in questi ultimi tempi ci rendiamo conto del valore della nostra sicurezza. Garantire la sicurezza in modo continuo ai propri cittadini, proteggerli dalle molteplici minacce, è il principale compito che lo Stato deve assolvere.

Osservando il quadro delle minacce e delle sfide del 21° secolo - lotte geopolitiche, terrorismo, attacchi informatici, catastrofi ambientali, pandemie, invecchiamento della popolazione, crisi umanitarie, promovimento della pace, ecc. - il PLR giunge alla conclusione che è necessario dedicare più risorse umane e finanziarie al nostro sistema di sicurezza, alle nostre capacità difensive e alla protezione della nostra popolazione.

Per quanto riguarda le risorse umane, già oggi gli effettivi della protezione civile sono insufficienti e il nostro esercito a breve termine avrà problemi di carenza di uomini, sia in termini quantitativi che qualitativi. Il Consiglio federale nel suo secondo rapporto sull'apporto di personale all'esercito e alla protezione civile, per risolvere questo problema, presenta due scenari che vanno nella buona direzione: la fusione del servizio civile con la protezione civile e l'estensione dell'obbligo di servizio alle donne. I due scenari saranno oggetto di un esame approfondito entro la fine del 2024. Vista l'urgenza riteniamo però che questo termine sia troppo lungo.

Per quanto riguarda i mezzi finanziari, il nostro esercito deve accelerare l'ammodernamento del sistema di protezione del nostro spazio aereo che consiste nei nuovi aerei da combattimento e nel nuovo sistema di protezione terra-aria. Sosterremo quindi il messaggio sull'esercito 2022 che prevede l'acquisto dei nuovi aerei.

Più in generale siamo dell'opinione che al fine di migliorare le nostre capacità difensive per far fronte alle nuove minacce derivanti dai conflitti ibridi dovremo investire nel nostro esercito più risorse finanziarie rispetto agli ultimi vent'anni. Riteniamo dunque ragionevole investire almeno l'1 per cento del Prodotto interno lordo nella difesa rispetto all'attuale 0,6 per cento. Inoltre, la Svizzera è un paese neutrale ma ciò non esclude un'auspicabile intensificazione delle nostre relazioni e cooperazioni internazionali per la formazione e il promovimento della pace.

Inoltre, in vista della votazione del 15 maggio ci attiviamo per sostenere con forza la nostra partecipazione a Frontex: ora più che mai è richiesta la nostra solidarietà e non possiamo correre il rischio di una uscita dallo spazio Schengen - sarebbe deleterio per la nostra sicurezza.

Non dimentichiamo un altro aspetto molto importante di questa sporca guerra, l'aspetto energetico. Questa guerra è anche una guerra dell'energia, che per certi aspetti ci porta alla memoria la crisi energetica degli anni Settanta. Un fatto su tutti ci deve fare comprendere la grande vulnerabilità del nostro sistema energetico: ben oltre la metà del nostro fabbisogno è coperto dal petrolio! I prodotti del petrolio, oltre ad essere inquinanti, ora sono diventati anche impagabili. Questa dipendenza ci mostra con brutalità come il petrolio può venir usato come arma di ricatto, con conseguenze sociali ed economiche gravissime per le famiglie e le imprese, in aggiunta confrontate con un'ondata inflazionistica.

In campo energetico dobbiamo sempre più cercare di renderci indipendenti da questi scenari: dobbiamo innanzitutto diversificare il più possibile il nostro approvvigionamento e trovare un accordo con l'Europa per gli scambi di energia elettrica. Inoltre è imperativo facilitare, stimolare ed accelerare con convinzione lo sfruttamento del potenziale esistente dell'energia idroelettrica e gli investimenti nella ricerca, nella realizzazione di impianti di produzione di energie rinnovabili e di carburanti sintetici.

Abbiamo ora una ragione in più per chiudere il cantiere aperto, la nuova legge sul CO2. Un progetto che dobbiamo cogliere come opportunità per trarre insegnamento da questa difficile situazione.

Oggi più che mai siamo chiamati a ripensare la salvaguardia della nostra sicurezza nazionale, necessaria per difendere con tenacia i nostri valori liberali di pace, libertà e coesione sociale.