Lexipedia

Giacometti Anna · Nationalrat · 2022-06-01

Giacometti Anna · Nationalrat · Graubünden · FDP-Liberale Fraktion · 2022-06-01

Wortprotokoll

Segnalo con piacere che oggi in sala sono presenti due interpreti della lingua dei segni, affinché tutti possano seguire il dibattito.

Il 24 settembre 2021, in adempimento di quattro postulati, il Consiglio federale ha adottato un rapporto in cui espone le possibili forme di riconoscimento giuridico della lingua dei segni. Questo rapporto è stato presentato alla vostra Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura nella seduta del 31 marzo 2022.

Il dialogo strutturato con rappresentanti della comunità dei sordi, proposto dal Consiglio federale nel suo rapporto, non è sufficiente per raggiungere l'obiettivo principale, cioè il riconoscimento della lingua dei segni.

Dopo aver preso atto del rapporto citato ed avere ascoltato sia la signora Tatjana Binggeli, presidente della Federazione svizzera dei sordi, sia il professor Kurt Pärli dell'Università di Basilea, la vostra commissione ha approvato, con 17 voti contro 7 e 1 astensione, una mozione che incarica il Consiglio federale di presentare un disegno di legge sul riconoscimento della lingua dei segni e le pari opportunità delle persone sorde o audiolese. La legge si prefigge di riconoscere e promuovere le tre lingue dei segni svizzere e di garantire le pari opportunità.

I relatori hanno illustrato come sia fondamentale mettere in atto i diritti delle persone sorde e migliorare il loro accesso alla formazione, al mercato del lavoro, alla sanità, alla politica, alla cultura e alla società in generale.

La sordità non va interpretata solo come una disabilità. Piuttosto, la lingua dei segui va vista nel contesto di una minoranza linguistica e culturale.

Le persone sorde o audiolese spesso sono ancora discriminate. Gli scolari sordi necessitano di una formazione bilingue, nella lingua dei segni e in una lingua parlata. L'apprendimento simultaneo delle due lingue apre le porte della formazione scolastica. In Svizzera mancano ancora le basi legali per questa formazione bilingue, così come mancano le basi legali che garantiscono ai bambini sordi e ai loro familiari l'insegnamento della lingua dei segni. Ci sono ancora molte discriminazioni nel mondo del lavoro, nell'esercitare i diritti politici e nelle cure mediche, anche perché spesso mancano i traduttori per la lingua dei segni, specialmente nella Svizzera francese e in quella italiana.

Una minoranza della commissione si oppone alla mozione per ragioni di equità nei confronti di altre forme di invalidità e ritiene che si debba trovare una soluzione all'interno della legislazione in vigore. La legge sui disabili obbliga infatti la Confederazione, come datore di lavoro, a garantire ai disabili pari opportunità. Questo articolo non si applica però a tutti gli altri datori di lavoro e in particolare non vale per il settore privato.

In Svizzera vivono circa 10[NB]000 persone sorde e un milione di ipoudenti. La lingua dei segni è la lingua naturale dei sordi. Le lingue dei segni esprimono visivamente tutto ciò che le lingue orali esprimono acusticamente. Nel nostro paese si praticano tre lingue dei segni: Deutschschweizer Gebärdensprache, langue des signes française, lingua dei segni italiana.

La lingua dei segni è una lingua a sé, equivalente alla lingua parlata. La lingua e la cultura dei sordi sono elementi che arricchiscono una Svizzera aperta e inclusiva.

Anche se la Svizzera ha ratificato la Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità nel 2014, il nostro è uno dei pochi paesi europei a non avere ancora riconosciuto esplicitamente la lingua dei segni a livello costituzionale o legislativo.

Nel mese di aprile, dopo la riunione della commissione, il Gran Consiglio ticinese ha approvato all'unanimità, con zero astenuti e un applauso finale, un riconoscimento della lingua dei segni a livello costituzionale; ora sarà il popolo ticinese ad esprimersi in merito.

Con la sua mozione, la commissione chiede soluzioni concrete e non si accontenta di un gesto simbolico. Vi invito dunque ad approvare questa mozione, affinché la lingua dei segni e le pari opportunità delle persone sorde o audiolese vengano riconosciute giuridicamente a livello federale.