Lexipedia

Marchesi Piero · Nationalrat · 2023-02-27

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-02-27

Wortprotokoll

L'iniziativa parlamentare Regazzi chiede quanto segue: "Occorre adottare modifiche di legge affinché le Camere federali possano porre un veto alle ordinanze del Consiglio federale contenenti norme di diritto senza possibilità di modificare tali ordinanze. Il veto contro le ordinanze si basa sui seguenti principi:

1. Le ordinanze contenenti norme di diritto e le modifiche di ordinanze contenenti norme di diritto vanno trasmesse all'Assemblea federale prima della loro entrata in vigore; fanno eccezione le ordinanze di cui agli articoli 184 capoverso 3 e 185 capoverso 3 della Costituzione federale.

2. Se, entro 14 giorni, almeno la metà dei membri di una Camera presenta una domanda di veto contro un'ordinanza o una modifica d'ordinanza, la Camera la tratta di regola nella sessione ordinaria che segue il suo deposito.

3. Se la Camera approva la domanda, la decisione passa all'altra Camera, tranne nel caso in cui in quest'ultima Camera sia stata presentata la medesima domanda. Se ciò non è il caso, l'altra Camera tratta il veto della prima Camera di regola nella medesima sessione.

4. Un'ordinanza o una modifica di ordinanza può essere posta in vigore se il termine di cui al capoverso 2 è trascorso infruttuosamente o se una Camera ha respinto la domanda di veto nella medesima sessione."

La discussione relativa al veto contro le ordinanze del Consiglio federale ha evidenziato che un controllo efficace dell'esecutivo è importante per il funzionamento dello Stato.

La Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale, nella sua seduta del 27 gennaio 2022, ha deciso con 16 voti contro 8 di dare seguito all'iniziativa. L'8 aprile del 2022, la commissione omologa del Consiglio degli Stati ha deciso, con 12 voti conto 0 e 1 astensione di non aderire a tale decisione.

Il tema dell'introduzione di un veto contro ordinanze del Consiglio federale è stato trattato diverse volte dalle commissioni, dalle istituzioni politiche e anche dalle Camere. Il problema è quindi sempre irrisolto.

Vi sono diversi esempi, dove il Consiglio federale ha trattato questioni in modo differente dagli auspici del Parlamento, soprattutto su temi dove vi sono importanti aspetti sul piano politico.

Il Parlamento dovrebbe poter intervenire nel processo di pubblicazione delle ordinanze quando lo ritiene opportuno. Quali strumenti utilizzare per raggiungere questo scopo? Quali strumenti utilizzare per garantire la separazione dei poteri da un lato ma dall'altro permettere al Parlamento di avere una sorveglianza sull'azione del Consiglio federale?

All'Assemblea federale può essere accordato una possibilità di partecipare al processo di emanazione delle ordinanze, in particolare dal momento che tale possibilità sarebbe limitata. In modo particolare, per porre un veto contro un'ordinanza del Consiglio federale sarebbe necessaria l'approvazione di entrambe le Camere. Non si prevede quindi un abuso da parte del Parlamento del diritto di voto ma si presuppone invece che potrebbe essere usato in giustificati casi.

Il sistema di veto viene esercitato in alcuni cantoni, per esempio in quello di Soletta, e il Parlamento non l'utilizza in modo abusivo e sproporzionato.

L'utilizzo della mozione per incaricare il Consiglio federale di modificare un'ordinanza da quest'ultimo emanata, strumento preferito dalla minoranza della commissione, è certamente percorribile ma ritenuto meno efficace e meno immediato del diritto di veto proposto dall'autore dell'iniziativa. Sempre la minoranza della commissione, ritiene che in un sistema bicamerale un veto delle ordinanze sarebbe contrario agli interessi della certezza del diritto.

La maggioranza della commissione, con 16 voti contro 8 e 1 astensione, chiede invece di dare seguito all'iniziativa perché è ritenuta una buona e valida soluzione per permettere al Parlamento di esercitare la sua funzione di sorveglianza del governo.