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Marchesi Piero · Nationalrat · 2023-03-16

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-03-16

Wortprotokoll

Il 9 febbraio 2014 il popolo svizzero ha approvato l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", che ha reintrodotto nella nostra Costituzione, all'articolo 121a, i contingenti, i tetti massimi e la preferenza indigena. Lo ha fatto perché l'eccessiva e incontrollata immigrazione registrata con l'avvento della libera circolazione ha provocato gravi problemi al paese, in particolare pressione sul mercato del lavoro, esplosione dei costi sociali, traffico eccessivo, aumento dei prezzi delle case e degli affitti, e accresciuta tensione sociale.

La retorica secondo la quale solo un'immigrazione senza limiti sia utile all'economia si scontra oggi con la realtà. Malgrado il fatto che negli ultimi vent'anni siano stati aboliti tutti i criteri per una sana e corretta regolamentazione dell'immigrazione, quella per intenderci che fino agli inizi degli anni 2000 ha permesso al nostro paese di prosperare nonostante i criteri richiesti per il rilascio dei permessi per stranieri, ci ritroviamo oggi a rincorrere delle soluzioni perché in alcuni settori dell'economia mancherebbero profili altamente qualificati.

In poche parole, possiamo oggi finalmente confermare quello che l'UDC dice da anni, ovvero che subiamo gli effetti dell'immigrazione di massa - 1,6 milioni di persone in vent'anni -, e non promuoviamo invece un'immigrazione di qualità, quella che dovrebbe sopperire alle necessità dell'economia da una parte, e permettere una sana e corretta immigrazione e integrazione nel nostro paese dall'altra.

Il voto popolare del 9 febbraio 2014 è stato fortemente annacquato nella sua applicazione, o forse dovrei dire nella sua non-applicazione dal Parlamento. Bisogna ora evitare di peggiorare la situazione, impedendo da una parte di aprire ancora di più le porte a un'immigrazione non sussidiaria alla manodopera residente, e dall'altra di calpestare ancora una volta la volontà del popolo, che ha chiaramente indicato alla politica di tornare a gestire l'immigrazione.

L'UDC vuole che l'economia del nostro paese sia prosperosa, ma chiede anche il rispetto della volontà popolare. Soprattutto mira a una gestione intelligente e razionale dell'immigrazione. Per questi motivi, il collega Aeschi Thomas ha presentato una proposta di non entrata in materia. Infatti, prevediamo già quello che succederà con lo sviluppo di questa modifica di legge, ovvero un ulteriore incentivo all'immigrazione sfrenata a scapito di quella di qualità, e un conseguente imbarbarimento del mercato del lavoro, concetti già ampiamente rifiutati dal popolo.

Qualora si volesse comunque entrare in materia, abbiamo presentato delle proposte di minoranza affinché si risponda a un problema puntuale, e si eviti di peggiorare ulteriormente la situazione.

Prima di procedere al voto vi chiedo di rispondere alle seguenti domande:

Fino a quando permetteremo agli altri di gestire la nostra immigrazione? Riteniamo corretto e sostenibile nel tempo di pensare sempre prima agli altri piuttosto che di dare una risposta a chi vive in questo paese?

Si torni a fare gli interessi della Svizzera e degli svizzeri, che meritano di vivere in un paese dove le opportunità di lavoro sono adatte e l'economia prospera, ma anche dove tutti possono vivere non facendo capo agli aiuti sociali, dove l'immigrazione sia una risorsa e non un problema da combattere. I nostri figli ci ringrazieranno.