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Chiesa Marco · Ständerat · 2023-06-12

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-06-12

Wortprotokoll

Nel Medio Oriente la Svizzera ha adottato un approccio fondato sulla visione formulata nelle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU: due Stati democratici, Israele e Palestina, che vivono uno accanto all'altro, in pace e dentro confini sicuri e riconosciuti. In questo contesto la Svizzera sostiene un dialogo inclusivo, la promozione dei diritti umani e il rispetto del diritto internazionale. La Svizzera contribuisce altresì a migliorare le condizioni per la ripresa di un vero dialogo tra tutte le parti in vista di una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi. Promuove gli spazi di dialogo tra le comunità, le personalità e i responsabili delle decisioni politiche e religiose al fine di rafforzare la fiducia e modelli di convivenza giusti e equi. Tra l'altro, nell'ambito della cooperazione e dello sviluppo la Svizzera versa annualmente circa una trentina di milioni di franchi.

Vengo al nocciolo della questione. Solo pochi anni fa il Consiglio federale affermava che i supporti pedagogici contrari allo spirito della soluzione dei due Stati, che fanno l'apologia della violenza, incitano al razzismo e all'antisemitismo o banalizzano le violazioni del diritto internazionale, non sono conformi alle posizioni della Svizzera sul Medio Oriente e sono condannati dal nostro paese. La Svizzera continua ad adoperarsi affinché venga fornito materiale didattico adeguato e ne sostiene il controllo costante.

Uno studio indipendente di Impact-Se sui supporti pedagogici prodotti dell'UNRWA - le cosiddette schede integrative - mostra che in molti punti questi materiali non sono in linea con la posizione della Svizzera sul Medio Oriente.

Ricordo che alla fine del 2022 il Consiglio federale ha approvato il rinnovo dei finanziamenti all'UNRWA per altri due anni. Sarebbe quindi logico che il Consiglio federale permettesse alle commissioni di entrambe le Camere federali di esaminare direttamente e regolarmente i supporti pedagogici dell'UNRWA. Dico ciò perché all'inizio dell'anno alcuni membri dell'Assemblea federale, fra i quali anch'io, hanno visitato una scuola dell'UNWRA a Betlemme. Nell'ambito di questa visita, organizzata dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione, era stata formulata la richiesta, chiaramente comunicata all'UNRWA, di visionare i testi utilizzati.

Purtroppo la delegazione non ha avuto accesso ad alcun supporto pedagogico. Sconcerta un po' il fatto che negli ultimi attacchi terroristici contro israeliani in Israele e nei territori palestinesi - quelli fra gennaio e febbraio 2023 - siano sempre più spesso direttamente coinvolti adolescenti e bambini palestinesi. Questi giovani e questi bambini frequentano una scuola dell'autorità palestinese dell'UNRWA. A influenzare i loro atteggiamenti non è solo la posizione dei genitori e a livello politico dell'autorità palestinese o di Hamas ma anche la scuola. È tuttavia necessario evitare qualsiasi ipotesi di legame tra la violenza dei bambini e dei giovani palestinesi e l'insegnamento che ricevono a scuola.

Il Consiglio federale ammette lui stesso, nel suo parere sulla mozione, di essere consapevole dei problemi legati ai libri di testo dell'autorità palestinese. Ma fa notare la difficoltà a controllare tutti questi testi. A mio avviso si tratta di una motivazione non sufficiente per non mettere a disposizione questi supporti cartacei. Vi sono studi indipendenti che possono orientare le ricerche e le verifiche. Come pure ritengo che i finanziamenti del nostro paese meritano ben un controllo prima di essere erogati, durante il loro impiego, e al termine del processo riguarda la loro efficacia ed efficienza.