Romano Marco · Nationalrat · 2023-09-14
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2023-09-14
Wortprotokoll
Il mondo del lavoro cambia e anche il quadro legislativo in materia di protezione sociale deve [PAGE 1641] adeguarsi. La tematica di un'obbligatorietà da parte dei datori di lavoro di assicurare i propri dipendenti per la perdita di guadagno in caso di malattia è ricorrente ormai da qualche anno. Sono stati sviluppati vari rapporti e scenari pratici, è ora di portare in consultazione e dopo in Parlamento una proposta concreta. Sarà poi l'iter usuale a deciderne le sorti. L'approccio orientato a respingere questa proposta di elaborare una modifica di legge si fonda su di un concetto ricorrente: non è necessario, la maggioranza gode già di sufficiente protezione e abbiamo fiducia nel partenariato sociale. Tutto corretto, molto corretto, è la realtà per oltre 90 per cento dei lavoratori, ma proprio anche per questo, un'obbligatorietà non nuocerebbe al sistema.
Se la stragrande maggioranza dei lavoratori è coperta, l'obbligatorietà andrebbe a favore di quelle fasce più fragili e più deboli che oggi non sono coperte e che si trovano in situazioni molto difficili e complesse. A chi penso e in quali situazioni? A chi opera in settori economici dove non vi sono contratti collettivi e dove le parti sociali sono assenti rispettivamente troppo deboli e non strutturate né organizzate; a persone che lavorano in PMI fragili, in settori in crisi e in forte trasformazione, pensiamo all'informatica, alla digitalizzazione, a tutte quelle realtà dove le aziende contano due o tre dipendenti; ai lavoratori colpiti da malattie di lunga durata. Molte malattie fino a qualche decennio fa nemmeno si potevano curare. Oggi magari possono essere curate ma generano assenze, molto lunghe dal posto di lavoro. In primis dobbiamo citare i tumori: qualche anno fa si moriva, oggi si può guarire, ma si sta assenti dal lavoro per mesi, magari fino ad oltre un anno. La non copertura o copertura parziale del salario durante la malattia porta a ricorrere ad aiuti sociali, i costi per la comunità e l'economia sono poi maggiori e il reintegro professionale è difficile.
L'introduzione di un obbligo risulterebbe marginale per la stragrande maggioranza dei settori economici e delle aziende, ma sarebbe essenziale per i settori dove si riscontrano lacune, dove il lavoratore e il datore di lavoro, di fronte a una lunga malattia, si trovano confrontati con ingenti costi.
Con una soluzione assicurativa ed equilibrata per le parti, i costi sarebbero minimi e suddivisi equamente tra dipendente e datore di lavoro. La persona non assicurata non si troverebbe più senza entrate durante una malattia di lunga durata. Il datore di lavoro a sua volta risulterebbe alleggerito dal versamento del salario durante i lunghi periodi di assenza del lavoratore. Una situazione quindi favorevole per tutti che permette alle parti in causa di avere una migliore copertura dei costi della malattia. E come detto, avremmo anche benefici per le finanze dello Stato, con meno persone costrette a fare capo all'assistenza sociale.
Ce qui est proposé, c'est un changement de paradigme, auquel on s'oppose pour des raisons idéologiques. Il est vrai que la lacune touche proportionnellement peu de travailleurs, mais c'est ici que nous trouvons des employeurs et des employés qui, face à des maladies de longue durée - je pense à des cancers que l'on peut guérir aujourd'hui -, ont des pertes financières importantes et aucune couverture salariale.
Il est temps d'élaborer un projet, puis ce sera le Parlement, en suivant le processus parlementaire, qui en définira les contours. L'Etat social doit se développer pour accompagner les nouvelles réalités en réalisant que nous réduirons les[NB]coûts qui pèsent aujourd'hui sur la collectivité; je pense à l'aide sociale et à la réinsertion professionnelle.
Ne pas agir, en disant que cela ne touche que peu de personnes, c'est méconnaître le besoin d'équité et méconnaître une réalité qui est présente aujourd'hui dans le monde du travail.