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Marchesi Piero · Nationalrat · 2023-09-26

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-09-26

Wortprotokoll

Il documento "Prospettive energetiche 2050+" presenta diversi scenari nell'approvvigionamento energetico del paese. Tutti gli scenari sono piuttosto preoccupanti, perché per far capo alla domanda si prevede un aumento esponenziale, fino a dieci volte di più, dell'attuale produzione di energia rinnovabile.

Negli ultimi 14 anni sono stati investiti circa 10 miliardi di franchi a sostegno del fotovoltaico malgrado ciò ricopra solo tra il 4 e 5 per cento della produzione totale.

Il popolo svizzero ha recentemente approvato il controprogetto alla "Iniziativa per i ghiacciai" che prevede da qui al 2050 la completa decarbonizzazione della nostra società. Il popolo ha deciso e noi ne prendiamo atto.

È però evidente che la sfida che si staglia davanti a noi è epocale. Si tratterà infatti di sostituire i due terzi dell'energia carbon-fossile, che fa funzionare il nostro paese, con l'energia elettrica. Alcune proiezioni fanno pensare che sarà necessario quasi il doppio della produzione elettrica attuale che già oggi fatica a soddisfare i fabbisogni attuali.

Capirete che qualche preoccupazione per il futuro è quanto mai legittimo. Oltre all'incertezza nel garantire un approvvigionamento elettrico sicuro vi è poi il continuo aumento del prezzo dell'energia elettrica che in pochi anni è pressoché raddoppiato. Questo a svantaggio delle famiglie che avranno un aumento della bolletta di almeno 500 franchi l'anno, in due anni. Lo stesso vale per le PMI che sono già in difficoltà dopo il periodo della pandemia. Dovranno sostenere un aumento di costi dell'energia piuttosto sostanzioso. Se per questi costi dell'energia vi è una certezza, ovvero che tendenzialmente aumenteranno sempre di più, per l'approvvigionamento elettrico molte nubi sono invece all'orizzonte.

Il Consiglio federale, anche per cercare di evitare pericolosi e dannosi blackout, ha cercato di mettere una pezza al problema adottando tutta una serie di misure che non saranno però risolutive.

Penso in particolare al posticipo della produzione dell'energia idroelettrica nei periodi invernali. Questa misura di fatto non aumenterebbe la produzione di energia ma la posticiperebbe nel tempo; e penso anche alla realizzazione di centrali a gas. Lo stesso vale anche per le discussioni di oggi in Parlamento che auspichiamo possano andare nella giusta direzione.

Inoltre, si prospetta che presto mancheranno 15 terawattora di elettricità che corrispondono circa al 25 per cento del fabbisogno attuale, e che entro il 2050 mancheranno ben 40 terawattora di elettricità, corrispondenti ai due terzi del fabbisogno attuale. A tutte queste difficoltà o sfide, per i più ottimisti, dobbiamo mettere in conto il progressivo spegnimento delle centrali che producono energia nucleare, garantendo un quarto della produzione attuale.

Le rinnovabili, in particolare il solare che sostengo, aumentano la loro produzione ma non potranno garantire la sostituzione del nucleare, perché fortemente dipendenti dalle condizioni meteo e difficilmente immagazzinabili.

Anche il più ottimista della sala capirà che ci troviamo dinnanzi una situazione complessa e che, al di là delle convinzioni ideologiche e personali, i prossimi anni potrebbero rivelarsi fatali per le famiglie e le PMI. Qualora non beneficiassero più di energia elettrica sicura, affidabile ed a costi moderati, pagherebbero cara questa situazione.

Con il mio postulato chiedo dunque al Consiglio federale non di cambiare strategia, perché essa è stata recentemente confermata dal popolo, ma semmai di sviluppare scenari più realistici che non precludano ideologicamente nessuna tecnologia, nucleare in primis, e che aiutino a non impoverire le famiglie e le PMI del nostro paese. - Grazie per sostenere il mio postulato.