Gysin Greta · Nationalrat · 2023-09-28
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2023-09-28
Wortprotokoll
Il concubinato è una realtà sempre più diffusa in Svizzera e riguarda ormai un quinto delle coppie, con un forte aumento per le coppie di oltre 55 anni. Ma la regolamentazione di queste situazioni è ancora fortemente lacunosa. A seconda dell'ambito giuridico, il concubinato viene considerato in modo diverso dalle autorità, con conseguenze importanti sulla vita delle persone, ma anche sulla collettività.
Uno degli ambiti in cui la situazione attuale è inadeguata e ingiustificata, è il secondo pilastro. Per le coppie sposate, in caso di decesso, la legge prevede chiare condizioni in cui la persona superstite può ricevere una rendita di vedovanza. A determinate condizioni, anche le persone divorziate hanno diritto ad una rendita dalla cassa pensioni.
Invece ancora oggi la legge non prevede nessuna regolamentazione per le situazioni di concubinato. Alcune casse pensioni fissano nei loro regolamenti le prestazioni per superstiti, anche per coppie di concubinato. Altre casse invece non prevedono alcuna prestazione, perché non c'è nessun obbligo legislativo di prevedere una soluzione di questo[NB]tipo.[NB]Non[NB]ci[NB]sono[NB]delle normative comuni o degli standard minimi.
È per questo che chiedo al Consiglio federale di elaborare le modifiche legislative necessarie affinché le casse pensioni siano tenute a garantire le stesse prestazioni per le coppie che vivono in concubinato come quelle che sono sposate. I presupposti e le condizioni devono essere parificati a quelli in vigore per i coniugi, al fine di evitare delle discriminazioni tra le diverse forme di vita di coppia, ma anche tra coppie che vivono in concubinato e che sono affiliate a diverse casse pensioni.
Nella sua opposizione alla mia richiesta il Consiglio federale insiste sul fatto che le coppie che vivono in concubinato avrebbero la libertà di sposarsi. Ma ad una persona dovrebbe essere lasciata la libertà di scegliere che forma di vita di coppia prediligere senza né costrizioni né discriminazioni. Oggi di fatto in questo ambito lo Stato privilegia il matrimonio al concubinato e questo va corretto.
Non vi è margine di manovra per la scelta della cassa pensioni. Questa scelta oggi è del datore di lavoro. La persona dipendente non può scegliere a quale cassa affiliarsi, non può quindi sceglierne una che meglio risponda alle proprie esigenze. Questo implica una discriminazione delle coppie che vivono in concubinato.
È giunta l'ora di modernizzare questo aspetto della legislazione relativa al secondo pilastro. Le prestazioni per i partner superstiti non dovrebbero dipendere dalla buona volontà del regolamento di una cassa pensione ma essere un diritto garantito dalla legge per garantire la parità di trattamento e di evitare al contempo anche delle lacune previdenziali.
È importante ricordare che questa mozione e il parere espresso dal Consiglio federale sono del 2021, quando stavamo ancora aspettando il rapporto del governo su concubinato e pax, pubblicato poi nel marzo 2022 in risposta a numerosi atti parlamentari accumulatosi sin dall'inizio del passato decennio. In ognuno di questi interventi si chiedeva di approfondire la situazione attuale del concubinato per correggere distorsioni e disparità di trattamento.
Ora questo rapporto c'è e ci fa subito capire, evidenziando le lacune esistenti, la necessità di adottare dei correttivi.
Il mio postulato è una proposta concreta per cominciare a colmare queste lacune, a combattere le discriminazioni e anche ad evitare che molte persone, tra cui soprattutto donne, si trovino in una situazione di povertà o precarietà a seguito del decesso della persona con cui hanno passato buona parte della loro vita.