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Fonio Giorgio · Nationalrat · 2024-06-10

Fonio Giorgio · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2024-06-10

Wortprotokoll

Con l'approvazione del disegno di legge, le regole per il ricongiungimento familiare dei cittadini svizzeri verrebbero quindi equiparate a quelle dei cittadini dell'Unione europea o dell'AELS.

Un primo punto importante è l'eliminazione del limite temporale entro quale i genitori possono ricongiungersi ai propri figli, anche dopo i 12 anni d'età. Oggi questo deve avvenire entro un anno. È una norma discriminante rispetto a quanto avviene per i cittadini stranieri che può generare della sofferenza nei genitori. Lo stesso varrà anche per il ricongiungimento familiare dei coniugi, che oggi hanno un limite temporale fissato in cinque anni. La discriminazione di questa norma è identica a quanto spiegato poco fa per i figli. Modificando quindi l'articolo 47 andremo a sanare questa importante discriminazione che subiscono i cittadini svizzeri.

Per quanto concerne invece l'articolo 42, la maggioranza propone di modificare l'articolo togliendo l'obbligo di soggiorno nella stessa abitazione, ma introducendo la necessità di disporre di un alloggio adeguato. La specifica di un alloggio adeguato ha lo scopo di proteggere i cittadini, evitando che vengano a vivere in Svizzera in situazioni precarie e poco dignitose.

Due minoranze chiedono di modificare l'articolo 42. La minoranza I (Marra), ripresa dalla collega Widmer, propone di eliminare il requisito di un alloggio adeguato. La minoranza II (Silberschmidt) chiede di vincolare i ricongiungimenti familiari di parenti in linee discendenti e ascendenti alla condizione che sia comprovata la loro presa a carico a lungo termine. Il capoverso 2 riprende la formulazione prevista per il ricongiungimento familiare degli stranieri titolari di un permesso di dimora o di domicilio, secondo gli articoli 43 e 44 capoversi 4 della legge sugli stranieri. Le autorità cantonali competenti potranno subordinare il rilascio o la proroga di un[NB]permesso[NB]di[NB]dimora[NB]nell'ambito di un ricongiungimento familiare per i famigliari del cittadino svizzero, a condizione che venga concluso un accordo di integrazione, se, alla luce dei criteri di cui all'articolo 58a, vi è un bisogno di integrazione particolare.

La maggioranza della commissione ritiene che i cantoni avranno in tal modo la possibilità di ridurre il rischio di essere confrontati con un aumento dell'aiuto sociale.

Secondo la normativa attuale, alle persone che possono avvalersi degli accordi sulla libera circolazione e ai familiari che si ricongiungono con il cittadino svizzero possono essere rivolte soltanto delle raccomandazioni per l'integrazione.

La conclusione di un accordo di integrazione può essere indicata qualora i criteri di integrazione di cui all'articolo 58a non siano adempiuti. È in particolare il caso delle persone che non hanno sufficienti competenze linguistiche oppure che hanno commesso infrazioni contro l'ordine e la sicurezza pubblici, soprattutto in relazione alle inadempienze degli obblighi di mantenimento previsti dal diritto di famiglia, che sono stati oggetto di esecuzioni per debiti o che non hanno dato seguito a offerte di consulenza, oppure che rifiutano di partecipare alla vita economica, segnatamente in caso di dipendenza durevole e considerevole dell'aiuto sociale, oppure che non danno prova di voler seguire una formazione o un perfezionamento.

L'accordo di integrazione indica quale contributo la persona deve fornire per integrarsi. Se gli obiettivi fissati nell'accordo sono disattesi senza validi motivi, l'autorità competente in materia di immigrazione può decidere di non prorogare o di revocare il permesso di dimora. La revoca del permesso deve tuttavia essere conforme al principio di proporzionalità.

Una minoranza della commissione, capitanata allora dal collega Barrile, respinge la possibilità di concludere accordi di integrazione anche per il ricongiungimento familiare con cittadini svizzeri. Osserva che ne deriverebbe una nuova disparità di trattamento dei cittadini svizzeri rispetto ai cittadini stranieri, mentre l'iniziativa si prefigge di eliminare le disparità esistenti.