Gianini Simone · Nationalrat · 2024-09-11
Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2024-09-11
Wortprotokoll
Come abbiamo sentito dal collega Flach, il tema dell'abuso sessuale su persone vulnerabili all'interno di organizzazioni che sono invece preposte alla loro assistenza, al loro sostegno e al loro sviluppo è estremamente sensibile e doloroso. Tali atti costituiscono una profonda violazione della fiducia e del dovere di protezione che queste istituzioni hanno nei confronti degli individui loro affidati o che si affidano a loro. Spesso sono minori o persone in condizioni di particolare fragilità, con la conseguenza che gli effetti devastanti di quei crimini non si limitano al danno fisico, ma si estendono a quello psicologico, compromettendo profondamente il benessere e il percorso di vita delle vittime.
In questo contesto, negli ultimi anni, anche grazie a una crescente attenzione mediatica e sociale, si è assistito almeno in parte, purtroppo soltanto in parte, a un cambiamento nel modo in cui questi abusi vengono trattati dalle organizzazioni stesse in cui si sono verificati. Se in passato vi era una maggiore tendenza a insabbiare o a minimizzare, oggi si osserva una maggiore propensione alla denuncia e alla trasparenza, così come all'assunzione di responsabilità verso le vittime. Il giusto atteggiamento da parte delle organizzazioni in cui questi reati vengono a galla non dovrebbe infatti mai e più essere quello di nascondere i fatti e proteggere i responsabili. Dovrebbe piuttosto essere quello di non tollerare e denunciare quanto è accaduto, quello di lavorare a fondo sulla prevenzione, contribuendo a portare giustizia alle vittime e prevenire futuri abusi.
Malgrado ciò, in taluni casi si verificano effettivamente ancora delle lacune. Ciò ha spinto la maggioranza della vostra Commissione degli affari giuridici, con 12 voti favorevoli e 8 contrari, nell'ambito della discussione sull'iniziativa parlamentare Bertschy 23.460, a depositare un postulato. Infatti, il postulato della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale 24.3472, "Abusi sessuali in organizzazioni preposte all'assistenza di persone vulnerabili in Svizzera", incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto che illustri in quale misura in Svizzera le organizzazioni preposte all'assistenza di persone vulnerabili, come giovani o persone bisognose di assistenza spirituale - per esempio chiese, associazioni sportive o comunità religiose -, trattano i casi interni di abusi sessuali verificatisi in passato e coinvolgono le autorità penali competenti nonché le misure che sono state adottate per impedire eventuali casi di abuso in futuro. Sulla base di tale analisi il Consiglio federale stabilirà inoltre se sia necessario intervenire a livello legislativo per migliorare la situazione e quali sarebbero le opzioni disponibili a tal fine.
A seguito di ciò, la collega Bertschy ha ritirato la sua iniziativa parlamentare, che si riferiva unicamente alla Chiesa cattolica.
Con preavviso dello scorso 19 giugno 2024, il Consiglio federale propone di accogliere il postulato, e vi invito in nome della commissione a fare altrettanto.
Una postilla finale, vista la trattazione congiunta del presente oggetto con le mozioni da 23.491 a 23.496, rispettivamente delle colleghe Funiciello, Studer, ripresa da Gugger, Gysin Greta, von Falkenstein, Wismer Priska e della stessa Bertschy. Le mozioni chiedono di elaborare le necessarie basi legali e un piano di misure per obbligare organizzazioni quali chiese nazionali, scuole e associazioni che svolgono attività con bambini e giovani a introdurre e attuare piani di protezione standardizzati, vincolanti e adeguati al potenziale di rischio per prevenire abusi sessuali fisici e psichici e a garantirne il controlling. Sottolineo, senza che le mozioni, come ha detto il collega Flach, siano in effetti state trattate in commissione nell'ambito dell'oggetto in questione, che le stesse potranno costituire una delle misure che emergeranno dallo [PAGE 1459] studio in adempimento del postulato - ciò anche a seguito del fatto che il Consiglio federale propone di respingerle, ma riconoscendo l'importanza del tema, si è anche detto disposto, appunto, ad esaminare approfonditamente in un rapporto quali strategie alternative e promettenti potrebbero essere disponibili per soddisfare al meglio le richieste contenute nelle mozioni menzionate.
Se la Camera prioritaria dovesse accettarle, il Consiglio federale ha già preannunciato che chiederà alla seconda Camera, e quindi al Consiglio degli Stati, di trasformare le proposte in un mandato di verifica, facendo confluire in un unico progetto le richieste contenute nelle mozioni e nel postulato proposto dalla vostra Commissione degli affari giuridici.