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Gysin Greta · Nationalrat · 2024-09-12

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2024-09-12

Wortprotokoll

La carenza di personale qualificato nel nostro paese è un problema che ha raggiunto proporzioni drammatiche e che colpisce settori strategici come quello sanitario, l'industria alberghiera, l'edilizia e l'informatica. A fine 2022 il numero di posti vacanti in Svizzera superava i 120[NB]000, una cifra senza precedenti che rischia veramente di minare la crescita e la stabilità della nostra economia.

Il postulato che vi propongo dà una risposta concreta a questa sfida attraverso la formazione mirata e l'integrazione delle persone con permesso N, F e S, ossia richiedenti l'asilo, rifugiati e persone ammesse provvisoriamente in Svizzera. Queste persone, che rimangono spesso per un periodo di tempo molto lungo - quando non per sempre - rappresentano una risorsa preziosa che attualmente non viene considerata in maniera sufficiente. Se adeguatamente formate e integrate, queste persone potrebbero contribuire a colmare le lacune nei settori che soffrono maggiormente della carenza di personale qualificato.

Al problema della carenza di personale non esiste una soluzione unica. Serve molto più un approccio in diversi ambiti, con misure diversificate. L'integrazione nel mercato del lavoro di persone già presenti in Svizzera è una di queste. E, si noti bene, non è solo una questione economica, ma è anche una questione di giustizia e di coesione sociale. Dare a queste persone l'opportunità di contribuire alla nostra economia favorisce anche la loro integrazione nella società, creando un circolo virtuoso che porta peraltro anche a minori costi per le nostre assicurazioni sociali.

Nel suo parere, il Consiglio federale rifiuta il postulato considerando sufficienti le misure di integrazione già in essere. Pur riconoscendo il valore di queste misure credo che respingere questo postulato sarebbe un'occasione persa. Più della metà dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente in Svizzera, a sette anni dal loro arrivo in Svizzera lavorano, hanno un'attività lavorativa. Questo è senz'altro un buon contributo, ma potrebbe essere ulteriormente ampliato. Il mercato del lavoro svizzero ha bisogno di competenze e di manodopera, e queste persone hanno bisogno di un'opportunità per contribuire al benessere del paese che li accoglie.

Per tutte queste ragioni vi invito a sostenere il postulato e a dare il via ad un'analisi approfondita del contributo che queste persone con permesso N, F e S potrebbero offrire alla nostra economia. Potrebbe essere un buon passo per costruire una Svizzera più inclusiva, una Svizzera più resiliente, capace di rispondere alle sfide del futuro con responsabilità e lungimiranza.