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Marchesi Piero · Nationalrat · 2025-03-17

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-03-17

Wortprotokoll

Il tema che trattiamo oggi è certamente delicato in quanto tocca aspetti fondamentali della politica migratoria e della coesione sociale del nostro Paese. La proposta di revisione della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, derivante dall'iniziativa parlamentare Barrile, nasce con l'intento di impedire discriminazione nei confronti di cittadini svizzeri in ambito di ricongiungimento familiare. [PAGE 383]

Tuttavia, dopo un approfondito esame nelle Camere in seno alle commissioni competenti, emergono forti ragioni per non dar seguito a questa iniziativa. Questa proposta andrebbe a introdurre un allentamento delle condizioni che gli stranieri devono rispettare per beneficiare del ricongiungimento familiare in Svizzera. Pur comprendendo la volontà di garantire pari diritti ai cittadini svizzeri, è evidente che un tale intervento rischia di trasformarsi in un potente incentivo migratorio. Già oggi il sistema vigente permette a circa 7000 persone all'anno di accedere al ricongiungimento familiare. Introdurre ulteriori agevolazioni contrasterebbe direttamente con il parere espresso dal popolo sull'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" del 9 febbraio 2014, oggi concretizzato in un articolo costituzionale che impone una gestione rigorosa e sostenibile dell'immigrazione.

Il rapporto del Consiglio federale del 7 giugno 2019 ha evidenziato come il rischio di dipendenza dall'assistenza sociale sia superiore alla media tra i cittadini di Paesi terzi che raggiungono la Svizzera tramite il ricongiungimento familiare. Questo rischio è ancora più marcato quando si tratta di coniugi di cittadini svizzeri rispetto a coniugi provenienti da Paesi dell'UE o dell'AELS.

La Commissione delle istituzioni politiche ha ribadito, nel suo precedente rapporto, che le modifiche proposte potrebbero comportare un aumento delle spese sociali per i Cantoni, aspetto che non possiamo ignorare in un contesto economico e sociale già complesso.

Il Consiglio di Stato ha deciso, il 10 settembre scorso, di non entrare in materia sul progetto di legge. Successivamente, la Commissione delle istituzioni politiche, riunitasi il 14 e 15 novembre, ha deciso di non accettare la proposta. È una decisione motivata, che tiene conto del quadro complessivo. Il numero relativamente basso di persone direttamente interessate non giustifica il rischio di un aumento dell'immigrazione e degli oneri per i nostri Cantoni.

L'iter piuttosto travagliato di questa iniziativa rende chiaro che non vi sia una maggioranza granitica nelle due Camere. Riassumo: il 13 agosto del 2020 la Commissione delle istituzioni politiche nazionale aveva deciso di dare seguito. Il 9 novembre del 2020 la commissione omonima del Consiglio degli Stati aveva deciso di non dare seguito. L'8 giugno del 2021 il Consiglio nazionale aveva dato seguito all'iniziativa. Il 25 giugno dello stesso anno la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati aveva deciso di dare seguito. Il 10 giugno 2024 il nostro Consiglio aveva deciso in deroga il disegno di progetto. Il Consiglio degli Stati, il 10 settembre 2024, aveva invece deciso la non entrata in materia.

Per queste ragioni, a nome della maggioranza della commissione, invito quest'aula ad abbandonare l'idea di entrare in materia su questa revisione legislativa. È necessario agire con responsabilità e garantire che le nostre leggi siano coerenti con i principi costituzionali, con la volontà popolare e con le esigenze di sostenibilità economica e sociale. Invito dunque a seguire l'esempio del Consiglio degli Stati e della maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche, evitando di sostenere un progetto che potrebbe avere delle conseguenze indesiderati per il nostro Paese.