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Gianini Simone · Nationalrat · 2025-06-12

Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2025-06-12

Wortprotokoll

Dichiaro l'adesione all'entrata in materia da parte del gruppo liberale-radicale. L'aspetto principale è la creazione di un registro degli aventi diritto economico delle persone giuridiche di diritto privato svizzero, che in quanto tale è considerato e dovrà essere un elemento utile che permetta alla Svizzera, l'abbiamo sentito, di evitare sanzioni internazionali, e quindi di allinearsi al diritto internazionale finanziario, mantenendo l'importanza mondiale della sua piazza finanziaria. Ma: l'entrata in materia per il nostro gruppo è condizionata ad almeno due condizioni fondamentali che vanno a supporto della suddetta piazza finanziaria. La prima condizione è che queste nuove regolamentazioni, per quanto possibile, non portino più burocrazia del necessario. La seconda condizione è che questa nuova regolamentazione non deve essere una sovra-regolamentazione nazionale. Quindi basta rispettare il diritto internazionale finanziario, non deve diventare quello che si chiama in gergo lo "Swiss finish". In quest'ordine di idee, quindi, il mio gruppo è d'accordo di entrare in materia.

Non si considera, lo dico a chi mi ha preceduto, al collega Dandrès, di avere annacquato a tal punto il disegno di legge da meritare un rinvio a degli ulteriori lavori commissionali. La legge mantiene il suo nocciolo, che è quello di creare la trasparenza verso queste persone giuridiche, a cui viene applicato il dovere di annunciare chi sono i loro beneficiari economici tramite, appunto, la creazione di un registro con l'inclusione di questi beneficiari economici.

Ciò non vuole quindi dire, e vado già a trattare dei temi più puntuali che faranno oggetto del dibattito dopo l'entrata in materia, che si debba andare oltre, per esempio, includendo nelle persone giuridiche, che e il diritto internazionale giustamente include - le nostre società anonime, le nostre società a garanzia limitata, i trust -, anche le associazioni e le fondazioni. Questo per due ragioni molto semplici. Le associazioni sono spesso veicolo di società civile - immaginiamoci se tutti questi veicoli fossero sottoposti a queste nuove disposizioni - mentre le fondazioni, per legge, in Svizzera sono già sottoposte a controllo e a vigilanza statali. Cito anche la necessaria esclusione di tutto quel capitolo che tratta della fiduciarietà, quindi dell'essere amministratori, soci, azionisti per terze persone. Qui, per rispettare il diritto internazionale, si tratta di annunciare il beneficiario economico e non chi semmai è nel consiglio d'amministrazione o ne è azionista.

Raggiungo invece chi dice che questo registro deve mantenere carattere declaratorio. Si crea quindi in questo senso, se così vorrà questo consiglio, una differenza con il Consiglio degli Stati, che ha introdotto una presunzione di esattezza che noi riteniamo debba essere ulteriormente approfondita. Anche perché, lo dicevo prima, vogliamo evitare che queste nuove regole producano burocrazia eccessiva. Questo vuol dire che se un registro fosse di esattezza presunta, bisogna anche controllare quali sono le indicazioni che dà, quali sono le sue iscrizioni. Immaginatevi quindi il sistema, in particolare statale, che bisognerebbe andare a creare.

Di conseguenza, mantenendo valenza declaratoria, verrebbe a cadere - e noi siamo per far sì che venga a cadere - l'obbligo di comunicazione da parte degli intermediari finanziari di eventuali differenze con quanto fosse la realtà. Qui subentra l'autocertificazione, ed è ovvio che gli intermediari finanziari non possono così liberarsi da tutti gli altri obblighi che la legge sul riciclaggio di denaro pone a loro carico. Mi preme poi affermare che non deve essere un oggetto di voyeurismo mediatico, quindi contrastiamo la possibilità di accesso automatico a media e a ONG, come proposto da una minoranza; e questo vale anche per l'accesso automatico da parte delle autorità fiscali.

Invece, essendo uno strumento per contrastare rispettivamente la criminalità organizzata e l'utilizzo improprio della nostra piazza finanziaria, ad esempio da parte di organizzazioni terroristiche, è giusto che rimanga la possibilità di accesso automatico e di consultazione da parte di quei servizi dello Stato che sono preposti alla sicurezza e al controllo anche di queste informazioni.

Concludo sottolineando che siamo d'accordo che il progetto venga suddiviso in due parti. Siamo d'accordo che i consulenti - "die Berater", "les conseillers" - non siano inclusi in questa trattazione prioritaria. Perché la proposta di sottoporre alla legge sul riciclaggio di denaro ogni singolo consulente per ogni singolo negozio giuridico che tratti argomenti immobiliari o societari, andrebbe, questo sì, a creare una catena di obblighi di ricerca, tra l'altro sempre con oggetto il medesimo negozio e le medesime persone che già altri - penso alle banche, penso agli intermediari finanziari - controllano nella medesima catena di consulenza. Non faremmo quindi un buon lavoro nell'ottica di uno Stato snello, non burocratico e non costoso per la nostra cittadinanza.

Quindi, in questo senso, attendiamo di vedere quale sarà la proposta che è proprio adesso in discussione presso il Consiglio degli Stati, e ci verrà portata in commissione e poi nel Consiglio nazionale.