Chiesa Marco · Ständerat · 2025-09-09
Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-09-09
Wortprotokoll
Come relatore della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati, espongo la posizione della maggioranza della commissione sull'iniziativa cantonale di Ginevra che chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del nostro Paese.
Dopo un esame approfondito, la commissione ha deciso, con 9 voti contro 2 e 1 astensione, di proporvi di respingere l'iniziativa, in piena consonanza con la posizione più volte ribadita dal Consiglio federale nelle sue prese di posizioni ufficiali. Una larga maggioranza ha concluso che allo stato attuale non sussistono le condizioni necessarie per un riconoscimento dello Stato di Palestina. Dopo il ritiro unilaterale di Israele dalla Striscia di Gaza nel 2005, Hamas ha ottenuto la maggioranza dei voti in occasione delle elezioni nei territori autonomi palestinesi nel 2006. Hamas è un'organizzazione militante, islamista e nazionalista palestinese, costituita da un braccio politico e uno armato, le Brigate paramilitari Izz al-Din al-Qassam.
Assunto il potere nella Striscia di Gaza, Hamas non si è dimostrato disponibile a portare avanti un processo democratico né a rimettere in discussione il proprio potere attraverso nuove elezioni. La sua Carta costitutiva del 1988 contiene riferimenti antisemiti espliciti e richiami alla distruzione dello Stato di Israele. Hamas ha respinto gli accordi di Oslo del 1993, bollandoli come tradimento. Nel 2017 ha pubblicato una nuova versione della propria Carta, in cui ammorbidisce la retorica ma continua a non riconoscere Israele come Stato legittimo. L'attuale leadership di Hamas propugna nuovamente la distruzione dello Stato di Israele, anche attraverso l'uso della forza armata.
Nel settembre 2024, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la legge federale che vieta Hamas e le organizzazioni ad essa associate. La legge è stata approvata il 20 dicembre 2024 con una netta maggioranza delle Camere federali. Il divieto di durata quinquennale sottolinea la gravità della minaccia rappresentata da questa organizzazione. La frammentazione politica e istituzionale con [PAGE 778] la[NB]Cisgiordania, amministrata dall'autorità nazionale palestinese, e la Striscia di Gaza, controllata de facto da Hamas, impedisce di identificare un'autorità unitaria in grado di assumere le responsabilità di uno Stato e di garantire pace e sicurezza, condizioni imprescindibili per un riconoscimento sul piano del diritto internazionale.
Come ribadito più volte dal Consiglio federale, la Svizzera sostiene la soluzione dei due Stati, fondata sul mutuo riconoscimento, quale unica via per garantire la pace e la sicurezza reciproca. Tuttavia, i criteri fondamentali di statualità, ossia dei confini definiti, delle istituzioni stabili nonché delle capacità di assicurare la sicurezza, non sono attualmente soddisfatti. Un riconoscimento svizzero nelle circostanze presenti non modificherebbe le condizioni sul terreno e rischierebbe piuttosto di compromettere la credibilità e l'efficacia della nostra politica estera, fondata sul dialogo e sull'equilibrio.
Un'ultima considerazione, non certo banale, riguarda la ripartizione costituzionale delle competenze. Il riconoscimento di uno Stato è un atto sovrano di politica estera, di competenza esclusiva del Consiglio federale, ai sensi della Costituzione federale. Non è dunque appropriato sollecitare un simile atto tramite un'iniziativa cantonale all'attenzione dell'Assemblea federale, strumento che non è concepito per interferire in decisioni di tale portata e natura.
Per tutte queste ragioni, vi invito a sostenere la posizione della larga maggioranza della Commissione della politica estera, respingendo l'iniziativa del Cantone di Ginevra.