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Gianini Simone · Nationalrat · 2025-09-11

Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2025-09-11

Wortprotokoll

Arriviamo quindi alla fine della deliberazione di dettaglio. Non mi dilungherò eccessivamente, ma voglio sottolineare alcuni aspetti anch'io. Si tratta qui, come giustamente evocato dalla presidente della Confederazione, di fare un passo avanti. Si ritiene che il disegno presentato dal Consiglio degli Stati costituisca un passo avanti. L'idea di base è anche, però, di evitare una sovraregolamentazione - parlavo prima di "Swiss finish" - e quindi di concentrarsi sul rischio effettivo di riciclaggio, ciò che il collega Bregy ha correttamente indicato con "Kernrisiken".

Dico anche, e sono d'accordo anch'io, che la soluzione proposta è equilibrata, chiara e realizzabile, praticabile. Anche perché esce da una condivisione, un coinvolgimento degli operatori sul campo, in particolare le federazioni degli avvocati e dei notai. Permettetemi qui di dire che una soluzione può essere praticabile solo se non è in contrapposizione.

Sfrutto quest'occasione per sottolineare come non sia accettabile, per esempio, che un membro dell'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), ad un convegno internazionale a Monaco, vada a presentare il mondo dell'avvocatura e del notariato svizzero come un "devil's advocate", come "Anwälte als professionelle Geldwäscher". Se siamo noi per primi a dire all'estero che siamo una casta che non sa fare il suo lavoro, non possiamo immaginare che il Gruppo d'azione finanziaria sul riciclaggio di denaro[NB](GAFI) ci comprenda. Ricordo, peraltro, che abbiamo un articolo del Codice penale, l'articolo 305bis, che sottopone a punizione chiunque, quindi anche gli avvocati e i notai, favorisca il riciclaggio di denaro.

Venendo all'essenza degli articoli che sono in discussione, sottolineo anch'io che, per esempio, la maggioranza ha indicato in maniera chiara e conseguente che vi è una limitazione alle società non operative - quelle operative essendo già controllate da altre istituzioni come le banche; che la messa a disposizione di locali o indirizzi è esclusa al di sotto di sei mesi, appunto nell'ottica del rischio effettivo; che il notariato di Stato non è differente da quello privato, e quindi va sottoposto; che all'articolo 2 capoverso 4 sono esclusi tutta una serie di attività, per esempio quella classica di avvocato, che gode anche del segreto professionale, il quale è protetto nel disegno della maggioranza dalla commissione.

Comprendo il disagio della minoranza sul limite fissato a 5 milioni di franchi. Lo comprendo molto bene, e bisognerà arrivare ad una via di mezzo, o piuttosto ad una soluzione condivisa con il Consiglio degli Stati.

Così concludo anch'io con la richiesta di seguire la maggioranza della vostra Commissione degli affari giuridici.