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Marchesi Piero · Nationalrat · 2026-03-20

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-03-20

Wortprotokoll

Intervengo a nome della maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche per invitarvi a non togliere dal ruolo le iniziative cantonali ticinesi 15.320 e 15.321. Le due iniziative chiedono che la Confederazione crei la base giuridica necessaria affinché le autorità svizzere competenti possano richiedere sistematicamente e d'ufficio le informazioni sui precedenti penali dei cittadini dell'Unione europea che chiedono un permesso di dimora o un permesso per frontalieri, oppure che vengono distaccati in Svizzera da un'impresa nell'Unione europea. L'obiettivo è semplice e legittimo: consentire alle nostre autorità di disporre di informazioni importanti per la [PAGE 615] tutela dell'ordine e della sicurezza pubblici prima del rilascio di un'autorizzazione.

La situazione oggi è nota: l'attuazione diretta dell'iniziativa si scontra con l'attuale quadro giuridico legato all'accordo sulla libera circolazione delle persone. Proprio per questo, negli ultimi anni, il Parlamento e il Consiglio federale hanno cercato strade praticabili per raggiungere almeno in parte l'obiettivo perseguito dal Canton Ticino. Sono tuttora in corso lavori relativi a una possibile partecipazione della Svizzera a Ecris, il sistema europeo di scambio di informazioni sui casellari giudiziali. Parallelamente non è ancora stato adempiuto il mandato d'esame relativo alla possibilità di un accordo bilaterale con l'Italia per lo scambio dei dati del casellario giudiziale. È quindi evidente che il dossier non è chiuso. Al contrario è ancora aperto, ancora attuale e ancora oggetto di approfondimenti da parte del Consiglio federale. Per la maggioranza della commissione sarebbe quindi sbagliato togliere dal ruolo queste iniziative oggi. Farlo significherebbe chiudere il dossier prima di conoscere gli esiti dei lavori in corso. Significherebbe anche privare il Parlamento della possibilità di intervenire qualora le soluzioni attualmente esplorate non dovessero portare ai risultati attesi, soprattutto dopo averne approvato il principio. Mantenere vive queste iniziative non significa ignorare i vincoli giuridici esistenti, significa semplicemente riconoscere che la questione sollevata dal Canton Ticino resta fondata e merita di essere tenuta aperta finché non vi sia chiarezza sugli strumenti concretamente disponibili.

Per queste ragioni, a nome della maggioranza della commissione, vi chiedo di non togliere dal ruolo le iniziative in oggetto e di prolungare il termine per l'elaborazione di un progetto di atto legislativo.