Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2026-04-29
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-04-29
Wortprotokoll
Questa mozione non intende né demonizzare le sponsorizzazioni né limitare in modo ideologico l'attività degli assicuratori malattia. Essa propone più semplicemente di ristabilire coerenza, trasparenza e possibilmente fiducia in un sistema che agli occhi della popolazione appare sempre più difficile da comprendere e da accettare. I premi dell'assicurazione di base, lo sappiamo, aumentano [PAGE 807] in modo allarmante, per molte economie domestiche ormai in modo insostenibile. Soprattutto nel mio Cantone il problema è tristemente noto. In questo contesto vedere casse malati finanziare grandi società sportive dai budget multimilionari, genera incomprensione e frustrazione. Non si tratta tanto dell'ammontare di queste spese che il Consiglio federale giustamente definisce limitato rispetto alla spesa globale, quanto del segnale che esse trasmettono.
Il Consiglio federale richiama all'autonomia gestionale degli assicuratori e alla giurisprudenza del Tribunale federale, secondo cui l'autorità interviene solo in presenza di costi amministrativi sproporzionati. Ma qui non siamo di fronte ad un problema puramente contabile; siamo di fronte ad[NB]una[NB]questione[NB]di credibilità del sistema. Anche spese modeste possono avere un impatto rilevante sulla percezione pubblica e quindi sulla sua accettazione, che peraltro è già al limite.
Il governo sostiene inoltre che la pubblicità sia un elemento intrinseco alla concorrenza prevista dalla legge. È vero, ma proprio per questo occorre interrogarsi anche sulla qualità di questa concorrenza. Le sponsorizzazioni di grandi eventi o di club sportivi non promuovono la salute, bensì alimentano dinamiche di marketing volte ad attirare i cosiddetti buoni rischi. Quindi non rafforzano il sistema, semmai lo distorcono. La mozione non propone un divieto totale, già respinto in passato, ma una limitazione mirata e proporzionata. Essa intende orientare le sponsorizzazioni verso iniziative locali legate al movimento e alla prevenzione. In questo modo quanto speso potrà perlomeno essere percepito come coerente con il compito dell'assicurazione malattia di base.
Il Consiglio federale solleva poi difficoltà pratiche di attuazione, in particolare la distinzione tra la LAMal e la LCA. In questo caso si tratta di una sfida reale, ma non insormontabile. Il nostro ordinamento conosce numerosi ambiti in cui è necessario distinguere tra diverse fonti di finanziamento e imporre obblighi di trasparenza.
Infine il Consiglio federale ricorda che il Parlamento ha già rinunciato in passato a disciplinare i costi pubblicitari. È vero anche questo, ma il contesto è cambiato. L'aumento continuo dei premi e la crescente sensibilità della popolazione impongono oggi una nuova riflessione.
Questa mozione certamente non introduce una rivoluzione. Non elimina certamente la concorrenza e nemmeno impone dei divieti assoluti. Propone un correttivo ragionevole volto ad eliminare quello che viene percepito come una distorsione e a rafforzare la credibilità e l'accettazione della nostra assicurazione malattia. Per queste ragioni vi invito a sostenerla.