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Gianini Simone · Nationalrat · 2026-04-30

Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2026-04-30

Wortprotokoll

In qualità di relatore della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, ho il compito, assieme alla collega Barbara Steinemann che si esprimerà in lingua tedesca, di presentare le deliberazioni della vostra commissione sull'iniziativa popolare "per un diritto di cittadinanza moderno (iniziativa per la democrazia)", depositata il 21 novembre 2024 con 104[NB]569 firme valide.

Notre Commission des institutions politiques propose, par 17 voix contre 8 et aucune abstention, de recommander le rejet de l'initiative, sans lui opposer de contre-projet, ni direct ni indirect. Le Conseil fédéral partage cette position.

En parallèle, même si cela ne constitue toutefois pas un contre-projet, mais un signal du soi-disant "Handlungsbedarf" - la nécessité d'agir -, notre commission a décidé, par 15 voix contre 9, de déposer une initiative parlementaire de commission visant à réduire les obstacles liés aux délais de résidence cumulés aux échelles cantonale et communale.

L'iniziativa popolare in esame propone di modificare l'articolo 38 della Costituzione federale per creare un diritto soggettivo alla naturalizzazione ordinaria. Per ottenere automaticamente risposta positiva a una domanda di naturalizzazione verrebbe richiesto in futuro unicamente l'adempimento delle seguenti quattro condizioni:

1.[NB]risiedere legalmente in Svizzera da cinque anni, invece dei dieci attuali;

2.[NB]non essere stati condannati a una pena detentiva superiore a un anno;

3.[NB]non mettere in pericolo la sicurezza del Paese;

4.[NB]disporre di conoscenze di base - livello A2 - in una lingua nazionale.

Ciò avrebbe come conseguenza che gli attuali requisiti d'integrazione quali l'indipendenza economica, il rispetto[NB]dei[NB]valori[NB]costituzionali e l'impegno all'integrazione dei familiari, così come la titolarità di un permesso di domicilio verrebbero abbandonati e che il margine di apprezzamento[NB]dei[NB]Comuni e dei Cantoni verrebbe integralmente soppresso.

Tout comme le Conseil fédéral, plusieurs membres de la commission, y compris au sein de la majorité, ne méconnaissent pas la préoccupation qui sous-tend l'initiative. Environ 1,2 million d'étrangers remplissent déjà aujourd'hui les conditions formelles de naturalisation à l'échelle fédérale, mais ne se naturalisent pas, notamment en raison de délais cumulatifs aux échelles communale et cantonale et de coûts parfois élevés. Ces obstacles méritent une analyse et des réponses ciblées, mais non les mesures disproportionnées que vise l'initiative populaire en prévoyant quatre conditions minimales qui permettent d'obtenir automatiquement la nationalité suisse, sans que les cantons et les communes puissent encore exercer le moindre pouvoir d'appréciation.

Depuis la fondation de l'État fédéral, en 1848, le droit de cité repose sur trois niveaux institutionnels, la commune, le canton et la Confédération, avec une responsabilité partagée en matière d'intégration et de contrôle des nouveaux citoyens. Le fédéralisme n'est pas un archaïsme, il reflète la conviction que c'est au niveau de proximité que l'intégration peut le mieux être appréciée. Transférer à la seule Confédération la compétence normative en matière de contrôle déterminant, voire la réglementation et l'appréciation de l'intégration, constituerait une rupture sans précédent dans l'histoire du droit de la nationalité suisse. Notre commission estime qu'une telle transformation ne peut pas être acceptée.

La commissione si è interrogata in particolare sul significato stesso che l'iniziativa attribuisce alla naturalizzazione. Creando un diritto soggettivo automatico non appena sono soddisfatti i citati quattro criteri minimi, l'iniziativa trasforma la naturalizzazione in una formalità amministrativa. Eppure, la naturalizzazione non è solo un atto giuridico e amministrativo. La naturalizzazione è l'attestazione di un'integrazione compiuta e di un'adesione sincera ai valori del nostro Paese. Rinunciarci significherebbe privarla di senso.

Prendiamo un esempio. Nell'ambito della legge attuale, una persona condannata a una pena pecuniaria per un reato grave può vedersi rifiutare la naturalizzazione. Con l'iniziativa popolare, un tale comportamento non costituirebbe più un ostacolo, poiché lo sarebbe solo una pena detentiva di una durata superiore a un anno. Allo stesso modo, la soppressione dell'esigenza dell'integrazione farebbe sì che persone per nulla o ben poco integrate potrebbero essere naturalizzate in qualsiasi momento, senza che le autorità dispongano più di alcun margine di valutazione.

La commissione ha pure esaminato il confronto internazionale sollevato dal comitato d'iniziativa. L'esempio svedese merita in particolare di essere menzionato. La Svezia, con un tasso annuo di naturalizzazione superiore al 10 per cento, è stata presentata come un modello, ma - sia pure notato - ha parallelamente trascurato il concetto d'integrazione, non impedendo così la segregazione malgrado un alto tasso di naturalizzazione. Non a caso essa conosce oggi gravi difficoltà di coesione sociale, al punto che il ministro della migrazione svedese cerca egli stesso di ispirarsi al modello svizzero per riformare il proprio sistema di concessione della cittadinanza.

La Svizzera, con uno dei tassi di stranieri residenti più elevati d'Europa, riesce generalmente a evitare queste tensioni sociali proprio perché fa della naturalizzazione il coronamento di un percorso d'integrazione e non il suo punto di partenza. Cambiare modello potrebbe quindi rivelarsi assai rischioso.

La Suisse, avec l'un des taux d'étrangers résidents les plus élevés d'Europe, arrive généralement à éviter les tensions sociales précisément parce qu'elle fait de la naturalisation l'aboutissement d'un parcours d'intégration et non son point de départ. Changer de modèle peut donc s'avérer très dangereux.

La commission a néanmoins examiné plusieurs propositions de contre-projet. Elle a rejeté, par 15 voix contre 9 et 1 abstention, les propositions Weber et Widmer Céline visant à créer un contre-projet direct pour étendre la naturalisation facilitée à la deuxième génération d'étrangers, ainsi que, par 16 voix contre 9, la proposition Rutz Gregor d'exiger le renoncement aux autres nationalités lors de l'acquisition de la nationalité suisse. [PAGE 813]

En revanche, comme indiqué précédemment, elle a adopté, par 15 voix contre 9, une initiative parlementaire de commission qui vise à modifier l'article 18 de la loi sur la nationalité suisse afin de limiter les délais de résidence cantonaux et communaux à 2 ou 3 ans au maximum. Il ne s'agit pas d'un contre-projet à l'initiative populaire, mais d'une voie législative distincte, ainsi que d'une réponse ciblée, proportionnée et respectueuse du fédéralisme à un problème documenté[NB]: la multiplication des délais cumulatifs qui pénalise les personnes mobiles, pour des raisons professionnelles ou familiales, sans que cela corresponde à un déficit d'intégration. Aucun critère d'intégration ne serait donc modifié, celle-ci restant une condition fondamentale qui doit également être remplie pour obtenir la nationalité suisse.

La maggioranza della vostra commissione è quindi convinta che un certo margine di miglioramento vi possa effettivamente essere. Ciò va però messo in pratica nel modo giusto. Procedure di naturalizzazione eque, trasparenti e accessibili: sì! Rinunciare ai requisiti d'integrazione che hanno fatto la forza del nostro Paese: questo no!

Raccomandando il respingimento dell'iniziativa popolare e, in un secondo momento, per via parlamentare, sostenendo l'iniziativa commissionale sui termini di residenza cantonale e comunale, il Consiglio nazionale può lanciare un segnale chiaro, coerente e fedele alla tradizione svizzera.