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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2026-06-18

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-06-18

Wortprotokoll

La presente mozione affronta una questione di buonsenso, di credibilità politica e di gestione responsabile delle finanze pubbliche. Senza voler citare singoli casi e persone che hanno avuto ampia eco mediatica e politica, è un fatto che negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita costante delle spese per consulenze esterne dell'amministrazione federale. Nel 2019 queste ammontavano a circa 150 milioni di franchi, nel 2023 hanno raggiunto quasi 184 milioni. Si tratta di una cifra considerevole che assume un significato ancora più rilevante se la si mette in relazione con un altro dato. Nello stesso periodo è continuato ad aumentare anche il numero dei collaboratori dell'amministrazione federale. In altre parole, crescono contemporaneamente sia il personale interno sia il ricorso ai consulenti esterni. È legittimo chiedersi se questa evoluzione sia sostenibile.

La mozione propone una misura chiara: fissare un tetto massimo di 100 milioni di franchi all'anno per i mandati di consulenza esterni. Non si tratta quindi di vietare il ricorso a competenze specialistiche esterne. Nessuno mette in discussione il fatto che in determinati settori altamente tecnici o per esigenze temporanee l'amministrazione possa aver bisogno di conoscenze che non possiede al proprio interno. Ma la questione è un'altra. Oggi siamo confrontati con una situazione in cui la consulenza esterna non appare più come un'eccezione mirata bensì come uno strumento utilizzato in misura sempre più ampia e costosa. E questo proprio mentre l'amministrazione federale dispone di quasi 40 000 collaboratori e di numerosi quadri specialisti altamente qualificati e adeguatamente remunerati.

Il Consiglio federale osserva che le consulenze possono risultare più convenienti rispetto a impieghi permanenti quando il fabbisogno è temporaneo. È possibile, ma questo non giustifica l'attuale livello di spesa. Un tetto di 100 milioni di franchi lascia infatti un margine molto ampio per ricorrere a competenze esterne quando ciò è realmente necessario. La mozione chiede semplicemente di riportare queste spese entro limiti ragionevoli e compatibili con la situazione finanziaria della Confederazione e anche, mi permetto di dirlo, con la credibilità dell'amministrazione. Il Consiglio federale sostiene inoltre che una riduzione delle consulenze potrebbe comportare un aumento delle spese per il personale, ma questo ragionamento conferma proprio la necessità della mozione. Se un'attività è permanente e ricorrente, allora è logico che venga svolta internamente. Se invece è occasionale e limitata nel tempo, il ricorso a consulenze esterne rimane possibile anche con il tetto massimo proposto.

Ciò che non appare giustificabile è la crescita simultanea di entrambe le voci di spesa.

Infine, il Consiglio federale ritiene che i dipartimenti debbano poter decidere autonomamente come utilizzare i propri preventivi globali. L'autonomia gestionale è certamente importante, tuttavia essa non può significare assenza di priorità politiche o di limiti finanziari. Noi fissiamo regolarmente obiettivi, parametri e vincoli di spesa in numerosi settori dell'attività federale. Non vi è alcuna ragione per cui le consulenze esterne debbano essere sottratte a una riflessione analoga. Se chiediamo sacrifici e rigore nella gestione delle finanze pubbliche, dobbiamo essere coerenti. Le consulenze esterne rappresentano uno degli ambiti in cui è possibile ottenere risparmi concreti senza ridurre le prestazioni ai cittadini e senza compromettere i compiti fondamentali dello Stato.

Questa mozione non è una misura ideologica, è una richiesta di responsabilità, di trasparenza e di disciplina finanziaria, e per queste ragioni invito a sostenerla.