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Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2006-10-05

Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2006-10-05

Wortprotokoll

Il gruppo popolare democratico sostiene le mozioni volte a chiedere un maggiore e migliore impegno della Confederazione nel campo della formazione di base e continua, della ricerca fondamentale e applicata e del trasferimento delle innovazioni. Per il tramite della mozione Riklin il gruppo, su proposta del partito, chiede che nel periodo 2008-2011 ci sia un aumento annuale del finanziamento a questo settore di almeno il 6 per cento. Parlare quasi per ultima e dopo numerosi colleghi non è cosa facile. Cercherò di non ripetere troppo gli argomenti che abbiamo già sentito.

Intanto - e per prima cosa - occorre dire che la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è notevolmente migliorata rispetto a quattro anni fa, quando nell'aula del Consiglio nazionale abbiamo fatto le stesse discussioni. Allora decidemmo di aumentare del 6 per cento per recuperare i ritardi; questo 6 per cento è diventato un 4 per cento a causa dei pacchetti di risparmio. Se le condizioni economiche sono al bello, se i conti dello Stato sono addirittura in eccedenza già quest'anno e se le previsioni economiche e finanziarie sono positive, mal si comprende - e questa è la prima critica - questa decisione del Consiglio federale, decisione ammantata di risparmismo, che ci propone solo il 4,5 per cento di aumento, ben sapendo che ciò significa che non si può nemmeno mantenere il grado di finanziamento attuale abbondantemente e pericolosamente insufficiente per stessa ammissione del Consiglio federale o del consigliere federale Couchepin.

Lei, signor consigliere federale, al Consiglio degli Stati ha ammesso che questo finanziamento è insufficiente e che dobbiamo migliorarlo. Allora proprio non si comprende questa decisione, è una decisione incomprensibile - a meno che sia una decisione di tipo ideologico: risparmiare perché bisogna risparmiare, sempre risparmiare solo per risparmiare, quando poi appunto - ripeto - la situazione è buona ed in Europa siamo i "Musterschüler" nelle finanze pubbliche. Eppure il Consiglio federale continua a dire - lo sa - che nella società del sapere bisogna avere una formazione più solida, che bisogna avere dei profili professionali molto più alti, che dobbiamo avere delle solide competenze di base per poi costruire le specializzazioni, che dobbiamo fare la formazione lungo tutto l'arco della vita, perché altrimenti siamo esclusi dal mercato del lavoro. Tutte queste cose le sa, però alla fin fine non c'è il riscontro.

La conseguenza logica di quanto detto è che bisogna investire di più in questo settore; lo hanno già detto tutti in tanti modi. Per il partito popolare democratico i seguenti campi sono prioritari: dobbiamo inanzittutto rispettare le leggi che abbiamo fatto. Abbiamo fatto delle leggi dove abbiamo stabilito che diamo il 25 per cento ai cantoni per la formazione professionale di base, seguita dal 70 per cento dei giovani del nostro Paese, e poi non glieli diamo. Dovremmo dare il 33 per cento alle "Fachhochschulen", alle SUP - HES in francese -; ne hanno bisogno ma non glieli diamo. Avevamo promesso loro i soldi per integrare i nuovi profili formativi e non glieli abbiamo dati.

Allora, prima necessità: dobbiamo rispettare le leggi che noi abbiamo fatto. È chiaro che il mio partito si oppone a qualsiasi cambiamento di legge, perché è un assurdo cambiare la legge adesso che l'abbiamo appena finita.

Seconda necessità: avevamo promesso - lo ha sollevato il collega Recordon - di migliorare la presa a carico, la "Betreuung", degli studenti nelle università. Stiamo arrivando a delle condizioni che purtroppo avevo visto negli anni Sessanta in Italia, dove si andava a fare i corsi nelle sale di cinema. Dico che questo non è possibile, non è accettabile. Avevamo promesso di migliorare il finanziamento per migliorare la presa a carico degli studenti, ma non abbiamo mantenuto questa promessa, per cui bisogna farlo ora.

Terza priorità: dobbiamo applicare il più velocemente possibile gli articoli costituzionali che il popolo ha accettato per creare o realizzare questo "Bildungsraum Schweiz", questo spazio della formazione, della ricerca e dell'innovazione in una piccola Svizzera, affinché si possa poi veramente prendere delle importanti decisioni strategiche e delle misure pure importanti, per esempio - l'abbiamo già detto -: eliminare i doppioni, concentrare le formazioni molto costose, perché la Svizzera è così piccola che uno può benissimo prendere il treno e andare da Ginevra a Zurigo o da Zurigo a Lugano per fare degli studi che costano moltissimo ecc.

C'è un problema che non è stato sollevato: c'è un - scusate la parola - "casino" di master, e questo è un problema che bisognerebbe veramente risolvere ma solo coordinandosi tra i vari attori. Ci sono i master vecchi dopo la licenza, che sono di due tipi, quelli professionalizzanti e gli altri. Adesso ci sono i nuovi master, che sono equivalenti alla licenza.

Ed è un caos totale, sia per le famiglie che si impegnano a far studiare i figli in un "postgraduate", sia per l'economia. Quindi, lì c'è una necessità enorme di vedere un po' cosa sono questi master. Poi ci sono i master delle "Fachhochschulen", i master dei politecnici e i master delle università. Anche lì bisognerà vedere di fare un po' di ordine; credo che ci sia anche un atto parlamentare che va in questa direzione.

La quarta priorità è la ricerca che, ormai lo sappiamo, è fondamentale; segnalo i programmi europei, la ricerca di base, [PAGE 1533] la ricerca applicata. Quel che abbiamo visto noi nelle nostre visite con la commissione è che un'idea, un'innovazione, ci mette più di dieci anni per essere sviluppata. Questo sicuramente è un campo dove si deve poter fare meglio: accelerare i tempi del trasferimento dell'idea che è stata concepita da un ricercatore nel prodotto o nel processo. Un altro grosso problema è che non ci sono i finanziamenti per le società "start-up" - chissà se lo Stato non può fare qualcosa insieme al settore privato?

Due parole sul centro di eccellenza che sono i Politecnici di Zurigo e Losanna: sono dei centri sicuramente riconosciuti internazionalmente, però qualche pecca c'è anche lì. La questione del centro di Manno è emblematica. Prima si decide di istituire un centro nazionale di "super computing", poi si potenziano le due sedi dei politecnici, e adesso si farà un rapporto strategico. Allora, prima si spendono i soldi e poi si fa lo studio! Questo non va bene. Il gruppo PPD è contrario anche all'idea innovativa di finanziamento del gruppo radicale-democratico. Ci sembra un po' un "Trick", un trucco come si dice in italiano, e non siamo d'accordo.