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Maspoli Flavio · Nationalrat · 2000-10-05

Maspoli Flavio · Nationalrat · Tessin · Fraktionslos · 2000-10-05

Wortprotokoll

Ho sentito all'inizio di questo dibattito, con una certa stizza e un pizzico di rabbia, che c'è chi in questa sala vuole paragonare la situazione che abbiamo in Svizzera a quella che c'è in Germania. Questo non può che farmi male. Perché se è vero che in Svizzera ci sono 350 o 400 "teste calde" che s'ispirano al nazismo per sfogare le loro aggressioni, e se è vero che queste 350 o 400 teste calde sono tali da decenni, esse non sono però mai riuscite a sfondare, ad aumentare e a diventare una forza, non dico politica, ma una forza sociale anche importante. Esse invece sono sempre state relegate al ruolo di gruppo estremamente marginale.

Ebbene, se tutto ciò è vero, in Germania il nazismo, purtroppo, viene succhiato col latte materno, perché in Germania i nazisti ci sono da sempre, ci sono sempre stati, e ci saranno purtroppo ancora per molto tempo. Dunque io non accetto che si faccia il paragone fra Svizzera e Germania.

Il nazismo è un problema soprattutto germanico, perché noi non abbiamo mai preteso di essere una razza superiore, non abbiamo mai preteso di uccidere gente perché non la pensava come noi. Gli orrori della seconda guerra mondiale, qui dentro c'è gente che li ha dimenticati troppo presto. E non è facendo il rapporto Bergier che noi eliminiamo gli orrori della seconda guerra mondiale, ma semmai è cambiando la testa ai germanici. Ci hanno provato già in tanti, ma purtroppo fino ad oggi, per ciò che dobbiamo costatare, non c'è ancora riuscito nessuno. Dunque, per piacere, se oggi i tedeschi fanno un gran clamore perché dicono di avere scoperto che nel loro paese c'è il nazismo, mentono! Il nazismo non solo c'è sempre stato, ma - mi ripeto - volutamente e volentieri ci sarà purtroppo ancora per molto tempo.

Veniamo adesso al nostro grande problema: voi credete veramente che con la repressione, con l'abolizione dei simboli nazisti, riuscite a cambiare il modo di pensare di quelle 350 o 400 teste calde chi ci sono in Svizzera? Questo purtroppo non è vero e non sarà mai vero! Qualsiasi forma di estremismo: il nazismo, così come l'estremismo di sinistra - per l'amor del cielo questo per fortuna è stato detto! - è una forma d'ignoranza, è una forma di non-cultura. Esso viene combattuto con le scuole, con l'insegnamento, facendo chiarezza su certe cose e dicendo pane al pane e vino al vino.

La violenza fa schifo, da qualsiasi parte però essa venga: non fa solo schifo quella di destra, fa schifo anche quella di sinistra, e per fortuna è stato detto anche questo! Nel 1992 io avevo proposto, con un'iniziativa parlamentare, di costringere i ragazzi svizzeri alla fine dell'obbligatorietà scolastica, di visitare un campo di concentramento nazista, per esempio quello di Dachau. Io sono tutt'ora convinto che chi è stato all'interno di un campo di concentramento e ha visto coi propri occhi ciò che vi capitava non può più essere razzista e nazista, se è uomo di buona volontà. Se è un criminale, non gli si farà comunque cambiare idea, neppure col dibattito di oggi.

[PAGE 1164] Il mio tempo ora è scaduto, perché qui, purtroppo, le minoranze sono trattate, non dico peggio, ma forse come le si trattava anni fa.