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Pedrina Fabio · Nationalrat · 2006-09-26

Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2006-09-26

Wortprotokoll

Qualcuno - e con essi la maggioranza della commissione - non ha ancora capito di aver subito una cocente sconfitta politica nel febbraio 2004, in occasione dell'ormai famoso voto sul controprogetto all'iniziativa Avanti del TCS. Costoro perseverano nel voler gettare un mucchio di soldi nell'ampliamento di capacità della rete delle strade nazionali, come chiede appunto il TCS che ben poco ha imparato da quella lezione.

Una maggioranza risicata in commissione, con 12 voti contro 11, ha seguito la proposta dei portaparola del Touring Club Svizzero, volta ad aumentare sostanzialmente da 5,5 ad almeno 8,5 miliardi di franchi la dotazione del nuovo fondo riservato agli ampliamenti di capacità. Questa proposta stravolgerebbe il già fragile equilibrio di compromesso raggiunto in lunghi mesi di contrattazione sulla dotazione dei singoli portafogli del fondo, al fine di ottenere una ripartizione degli oltre 20 miliardi di franchi messi a disposizione attraverso questo fondo - e lo sottolineo - politicamente accettabile, che non è di certo ottimale in funzione di una mobilità sostenibile.

Questo compromesso, confezionato con l'accordo, a denti stretti, anche delle associazioni ambientaliste e del nostro gruppo, è stato convalidato all'unanimità dal Consiglio degli Stati. Sono fiducioso che in questa sede la maggioranza del Consiglio nazionale ribalterà la pericolosa decisione commissionale, riportando quindi il compromesso sui binari del digeribile.

Infatti, per risolvere gli scottanti problemi di trasporto negli agglomerati nell'interesse dell'uomo e dell'ambiente, occorre investire prioritariamente nei mezzi pubblici e nel traffico lento - non solo, ma di certo prioritariamente in essi. Le attuali eccessive immissioni nocive nell'aria che respiriamo giornalmente e le strettoie che, a causa dello strabordante traffico automobilistico, si creano sulle strade d'accesso agli agglomerati, possono essere ridotti significativamente solo se si punterà con decisione e coerenza su organiche alternative al traffico privato negli agglomerati stessi, che sono i maggiori produttori di mobilità.

Ricordo che con il netto risultato nella votazione contro Avanti - un 67 per cento di no - il popolo svizzero nel 2004 si è chiaramente espresso a favore di maggiori mezzi per i trasporti pubblici e contro eccessivi investimenti nel potenziamento della rete autostradale, e non solo contro il raddoppio della galleria del Gottardo. Il completamento della rete autostradale non è contestato da nessuno, mentre che sui mezzi destinati all'ampliamento di capacità di tale rete rimane lo scontro aperto. 5 miliardi li accettiamo controvoglia - ma li accettiamo -, mentre altri 3 miliardi non entrano assolutamente in considerazione per noi. Sarebbe inoltre tradire la chiara volontà della maggioranza popolare.

Ora, il dopo Avanti è divenuto, malgrado i punti deboli rimasti, il progetto di "Fondo infrastrutturale". Esso assicura anche un adeguato finanziamento ai progetti di sviluppo delle infrastrutture del trasporto pubblico negli agglomerati, e in [PAGE 1327] particolare a tre progetti urgenti che toccano tre comunità linguistiche del nostro Paese. Si tratta della nuova stazione di transito di Zurigo, della CEVA, cioè la linea Ginevra-Annemasse, e della linea FMV tra Mendrisio e Varese. Quest'ultima è un importante tassello per lo sviluppo della rete transfrontaliera e "S-Bahn" in Ticino.

Voglio infine evidenziare che grazie al nuovo fondo le strade nazionali accederanno ad una forma privilegiata di finanziamento che permette loro di sfuggire al freno delle spese.

In contropartita, per così dire, una parte degli introiti dei dazi sui carburanti potrà essere impiegata per finanziare progetti infrastrutturali atti a risolvere i problemi di mobilità negli agglomerati.

In conclusione dico che chi vorrebbe ottenere ancora più soldi per forzare l'ampliamento di capacità della rete stradale, in contrapposizione alla necessità di potenziamento del trasporto pubblico, andrà ancora una volta a sbattere il naso contro un duro muro - questo lo posso assicurare.

L'invito del gruppo socialista è perciò quello di scegliere la via del compromesso instradato dal Consiglio degli Stati e, entrando in materia, di evitare troppi eccessi che ci porterebbero ai piedi della scala.