Cassis Ignazio · Nationalrat · 2007-09-19
Cassis Ignazio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2007-09-19
Wortprotokoll
L'inclusione di cinque metodi di medicina complementare nel paniere delle prestazioni obbligatoriamente a carico della LaMal era stata decisa all'entrata in vigore della LaMal nel 1997 dall'allora consigliera federale Ruth Dreifuss - ma a titolo provvisorio. Allora non si sapeva, infatti, se questi metodi rispettavano i requisiti della legge, cioè se erano efficaci, con prove scientifiche, adeguati ed economici.
Ognuno deve poter scegliere che tipo di cura e di medicina desidera. Quando, tuttavia, questa scelta costringe tutti gli altri a pagare il conto, devono esistere delle chiare regole. Senza regole ognuno potrebbe pretendere che la comunità paghi qualsiasi cura che abbia soggettivamente un effetto benefico.
Cette logique pourrait nous mener très loin. Par exemple, excusez-moi si j'exagère un peu, quand j'ai mal à la tête, je me soigne avec des huîtres et du champagne avec succès! Voyez-vous, la liberté thérapeutique personnelle n'a pas de limites. Si toutefois nous ne fixons pas de règles, chacun réclamera ce qu'il veut et la facture sera à la charge des caisses-maladie, donc de l'assurance de base, donc de nous tous.
Quelles sont ces règles? Ce sont celles fixées par l'article 32 LAMal. Seules les prestations dont l'efficacité est démontrée par des méthodes scientifiques et qui sont, de plus, appropriées et économiques peuvent être admises à la charge de l'assurance obligatoire des soins. Bienvenue donc aux méthodes de la médecine complémentaire qui respectent ces règles. Monsieur le conseiller fédéral Couchepin, par sa décision de biffer du catalogue de l'assurance obligatoire des soins une partie de ces méthodes en 2005, a tout simplement fait son devoir: il a appliqué la loi. Si le Parlement estime que les règles de l'article 32 doivent être changées, il a le pouvoir de le faire. Mais cette initiative populaire va, à mon avis, dans le mauvais sens. Elle veut confier un statut particulier à la médecine complémentaire. En plus, elle veut créer un clivage culturel, voire une opposition entre la médecine traditionnelle et la médecine complémentaire. Nous n'avons vraiment pas besoin de ce conflit.
Le prestazioni della medicina complementare possono in ogni momento già oggi essere integrate nel catalogo delle prestazioni obbligatorie, ma devono fornire la prova dell'efficacia. Se abbandoniamo questo criterio, apriamo le porte all'arbitrio, all'onnipotenza del desiderio soggettivo, alle preferenze personali di ogni sorta. Sì, quindi, alla medicina complementare ed ai suoi approcci, sì alla loro diffusione nel nostro sistema sanitario. No invece alla corsia preferenziale, che l'iniziativa popolare in discussione intende loro conferire; sarebbe ingiusto ed iniquo. La medicina tradizionale e la medicina complementare devono esistere con pari dignità ed essere assoggettate agli stessi identici requisiti di giudizio. L'iniziativa finirebbe col togliere alle prestazioni complementari la loro dignità medica, il che col tempo le squalificherebbe.
Per queste ragioni non mi è possibile sostenere l'iniziativa nella sua formulazione attuale.