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Pedrina Fabio · Nationalrat · 2000-12-05

Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2000-12-05

Wortprotokoll

In Svizzera, come pure in Ticino, oltre i due terzi della popolazione abitano in alloggi in locazione. Gli svizzeri sono quindi un popolo di locatari.

In Svizzera vengono pagati annualmente oltre 40 miliardi di franchi per affitti. L'incidenza dell'affitto sul reddito lordo di un'economia domestica è mediamente il 24 percento. Per le classi di reddito medio-basso, tale incidenza oscilla tra il 30 e il 40 percento, e può addirittura andare anche oltre.

Di fronte a queste cifre e di fronte alla proposta di passare dall'attuale sistema del calcolo degli affitti basato sui costi (Kostenmiete) ad un nuovo sistema basato sui valori di mercato (Marktmiete), una scelta di campo s'impone, soprattutto quando si considerano le preoccupanti proposte maturate sin qui in alternativa all'iniziativa popolare oggi in discussione. Se dev'esserci una scelta di fondo a favore di un'ampia maggioranza della popolazione delle cerchie meno benestanti economicamente, allora la scelta non può che essere a favore del sistema basato sui costi, che può e deve essere migliorato, per l'appunto nella direzione proposta dall'iniziativa.

Quest'impostazione si contrappone agli intendimenti del Consiglio federale e della maggioranza della commissione, che, sotto il mantello di un presunto controprogetto - e qui mi chiedo se un controprogetto non dovrebbe riprendere l'idea di fondo dell'iniziativa e semmai migliorarla nel senso della commisurata alternativa - propongono in effetti l'esatto contrario, stravolgendo negli intendimenti, negli strumenti e negli effetti la proposta dell'iniziativa.

Lo sganciamento delle pigioni dai tassi ipotecari, che è uno fra gli obiettivi del Consiglio federale, non può essere perseguito con una proposta così iniqua, attraverso cioè un controprogetto che - come detto - non merita tale nome. Le proposte di modifica del Codice delle obbligazioni creeranno sì le premesse per una maggiore flessibilità sul mercato dell'alloggio - che è pure uno degli obiettivi dichiarati dal Consiglio federale nel proprio messaggio - ma questa flessibilità sarà di fatto tale solo verso l'alto. Le proposte di modifica favoriranno perciò, sia a breve che a medio termine, una micidiale spirale al rialzo degli affitti, alimenteranno inutilmente l'inflazione e penalizzeranno in ultima analisi, in termini di salario reale, la maggioranza della popolazione, in particolare le classi di reddito medio-basse, salariati e non. A ciò si aggiunga il regime di assoluto privilegio che verrebbe concesso ai proprietari, cui sarebbe garantito il rincaro integrale sugli affitti: un trattamento inammissibile se si pensa che né le rendite AVS né i salari godono di un simile trattamento di favore.

Vi rendo attenti sulla pericolosità in termini sociali e di coesione nazionale di questa ulteriore operazione di ripartizione della ricchezza dal basso verso l'alto, poiché, molto semplicemente, questo ne sarebbe l'effetto conclusivo.

Questa riforma rischia inoltre di pregiudicare l'ancora esitante ripresa economica contraendo i redditi disponibili di gran parte della popolazione, con effetti depressivi sulla domanda. Non è questa la direzione che responsabilmente possiamo seguire nella politica economica e sociale.

Vi ringrazio per l'attenzione e soprattutto per il voto negativo alla proposta della maggioranza della commissione e per il sostegno all'iniziativa popolare. Ci penserà semmai il popolo, in maggioranza di locatari, a respingere l'affronto oggi proposto dal controprogetto del Consiglio federale.