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Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP/EVP/glp · 2008-03-17

Wortprotokoll

Non è affatto pensabile una 11a revisione dell'AVS senza un sistema di pensionamento flessibile a carattere sociale. A sanzionare un diverso esito sarebbe il popolo stesso che riproporrebbe il verdetto del 2004, malgrado che una parte di questo Parlamento e anche della commissione sembri essersene dimenticato o forse, probabilmente, aspetti di riuscire ad impantanare e bloccare un indirizzo di affinamento e di miglioramento dal profilo sociale dell'AVS.

Eppure, se guardiamo alla realtà, soprattutto alla realtà nel mondo del lavoro, alla realtà della sfera sociale, ci rendiamo immediatamente conto che sia l'economia che le imprese sono invischiate in un clima di grande competizione, del quale pagano un prezzo importante soprattutto i lavoratori più anziani. Del resto, è una situazione che è anche amplificata da una politica del personale delle aziende stesse, che tende a penalizzare chi è più avanti negli anni. Sotto l'aspetto della politica sociale non dovremmo nemmeno dimenticare che un modello sociale di prepensionamento è reso tanto più giustificato dal fatto che il secondo pilastro non è ancora a pieno regime, perché per ottenere le prestazioni complete del secondo pilastro bisogna avere versato i contributi per una quarantina d'anni, il che per le generazioni di entrata evidentemente non è il caso.

Se poi guardiamo alla realtà sociale, dal profilo anche di un'attenzione specifica a temi di giustizia sociale, ci rendiamo conto, come oggi di fronte al prepensionamento si verificano delle chiare disparità: una grande fetta di lavoratori rimane esclusa dalla possibilità di prepensionamento. Perché? Perché non appartengono né alle cerchie privilegiate né sono dipendenti delle grandi aziende sia pubbliche che private, che dispongono di sistemi di previdenza professionale generosi. Ma c'è un altro elemento che non va dimenticato: è la diversità di fronte alla durata di vita, alle prospettive di vita. Le categorie professionali meno qualificate, quelle che appartengono alle categorie manuali, in media hanno sovente una durata di vita inferiore. Proprio per queste categorie va introdotto un pensionamento anticipato a carattere sociale che consenta di contribuire a superare queste disparità che le penalizzano.

Per tutte queste ragioni ricade su di noi come Parlamento la precisa responsabilità di disegnare una soluzione che risponda ai bisogni odierni del mercato del lavoro e che faccia riferimento a dei criteri di carattere sociale.

Evitiamo perciò di cadere nel tranello di quella parte della commissione che ha ridotto questa revisione a una pura farsa. Ma evitiamo anche di seguire la proposta dilatoria di chi vorrebbe rispedire al Consiglio federale questa 11a revisione dell'AVS. Incamminiamoci con fermezza e determinazione verso l'11a revisione, entriamo in materia, diamo forma ad un prepensionamento a carattere sociale che consenta di fare un passo innanzi nell'affinamento e nel miglioramento del sistema AVS.