Lexipedia

Controprogetto indiretto (modifica della legge sull’energia nucleare) all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)»

Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC

Berna, 20 dicembre 2024

Controprogetto indiretto (modifica della legge federale sull’energia nucleare) all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» Rapporto esplicativo per l’avvio della procedura di consultazione

BFE-D-BDD93401/157

Compendio

Il 28 agosto 2024 il Consiglio federale ha adottato una decisione di principio in merito alla propria posizione sull’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)». Il Collegio ha deciso di raccomandare di re- spingere l’iniziativa e di contrapporvi un controprogetto indiretto. Propone quindi la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari. Il presente avam- progetto da porre in consultazione propone una modifica della legge federale sull’energia nucleare. Al tempo stesso, il Consiglio federale continua a dare la massima priorità al potenziamento delle energie rinnovabili.

Situazione iniziale Il Consiglio federale intende aumentare ulteriormente la sicurezza dell’approvvigiona- mento elettrico a lungo termine, promuovendo al contempo l’apertura tecnologica. In tale ottica, propone di riammettere l’impiego dell’energia nucleare per la produzione elettrica. I motivi sono da ricercare, oltre che nel notevole aumento del fabbisogno fu- turo di energia elettrica legato all’elevata crescita demografica e all’accelerazione della decarbonizzazione, anche nelle mutate condizioni geopolitiche e di approvvigiona- mento scaturite dall’aggressione militare russa contro l’Ucraina. La Svizzera si è impe- gnata inoltre a raggiungere l’obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050, il che ha determinato un cambiamento significativo delle condizioni quadro per la sicurezza dell’approvvigionamento dall’introduzione della Strategia energetica 2050. Non è più possibile soddisfare il maggior fabbisogno di energia elettrica con le centrali a gas, poiché le loro emissioni richiederebbero misure di compensazione onerose o il ricorso a gas rinnovabili scarsamente disponibili. In questo scenario permangono notevoli incertezze sulla possibilità di coprire il cre- scente fabbisogno di energia elettrica unicamente con energie rinnovabili. Il Consiglio federale continua a dare la massima priorità al potenziamento di questi vettori energe- tici. Tuttavia, secondo il rapporto di monitoraggio 2023 sulla Strategia energetica (Uffi- cio federale dell’energia 2024), il potenziamento in corso non procede allo stesso ritmo per tutti i nuovi tipi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Dal 2010 è il fotovoltaico ad aver registrato la crescita più significativa in termini assoluti. Nettamente più contenuto è stato, invece, l’incremento delle altre tecnologie per la produzione di elettricità: impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e rifiuti rinnovabili, impianti a legna e relative quote di legna, biogas ed energia eolica. Anche per quanto riguarda il geo- termico, finora non è stato realizzato alcun impianto per la produzione di energia elet- trica. Si registra inoltre una certa instabilità nella produzione netta da fonti idroelettriche, con una leggera flessione nel 2023 rispetto all’anno precedente. Anche se la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili

(FF 2023 2301) mira ad accelerare il potenziamento e l’ampliamento dei vettori ener- getici rinnovabili, non vi è alcuna certezza che gli obiettivi prefissati vengano raggiunti. Emerge che numerosi progetti vengono rimandati o persino bloccati per anni o decenni in ragione delle numerose opposizioni presentate contro centrali idroelettriche, eoliche e solari, oltre che per le difficoltà di natura tecnica ed economica. Alla luce di ciò, il Consiglio federale intende ripristinare, ove necessario, il ricorso all’energia nucleare, che permette una produzione di elettricità a basse emissioni di CO2.

Contenuto dell’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» e controprogetto indiretto Il 16 febbraio 2024 l’iniziativa popolare federale «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» è stata depositata in Cancelleria federale. Attraverso una mo- difica dell’articolo 89 della Costituzione, l’iniziativa chiede che l’approvvigionamento di energia elettrica sia garantito in ogni tempo e che la Confederazione ne definisca le relative responsabilità (cpv. 6). Chiede inoltre che l’energia elettrica venga prodotta nel rispetto dell’ambiente e del clima e che siano ammissibili tutti i tipi di produzione rispet- tosi del clima (cpv. 7).

Pregi e difetti dell’iniziativa Anche se non ne viene fatta specifica menzione, l’iniziativa mira, tra l’altro, a revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera. Di fatto, la produzione di elet- tricità da energia nucleare genera basse emissioni di CO2 e potrebbe aumentare, so- prattutto nel semestre invernale. Il Consiglio federale riconosce come fondata la richie- sta di produrre energia elettrica con diversi tipi di tecnologie per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Tuttavia, esprime delle riserve sull’iniziativa, poiché non in- tende modificare l’attuale ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni, ritenendo che ciò comporterebbe un notevole impegno a fronte di un plusvalore discu- tibile. Con un controprogetto indiretto verrebbe invece revocato il divieto di costruire nuove centrali nucleari mediante una revisione della legge federale sull’energia nu- cleare.

Proposta del Consiglio federale Il Consiglio federale chiede alle Camere federali di respingere l’iniziativa, presentando invece un controprogetto indiretto in cui propone di revocare il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari. La proposta prevede l’abrogazione delle disposizioni pertinenti della legge federale sull’energia nucleare (RS 732.1). Il controprogetto è oggetto della presente consultazione. Il Consiglio federale si adopera a favore di un approvvigionamento energetico sicuro, disponibile in qualsiasi momento, conveniente e rispettoso dell’ambiente. Promuove altresì l’utilizzo di tutte le tecnologie di produzione che contribuiscono a suddetto obiet- tivo. Questa apertura tecnologica dovrebbe includere espressamente anche l’energia nucleare. Il Consiglio federale propone pertanto di revocare il divieto di rilasciare auto- rizzazioni di massima per le centrali nucleari previsto dalla legge federale sull’energia nucleare. Questo divieto è stato introdotto contestualmente al primo pacchetto di mi- sure della Strategia energetica 2050 (revisione totale della legge sull’energia; FF 2016 6921). Esso poggia su due disposizioni che vietano il rilascio di autorizzazioni di massima sia per la costruzione di nuove centrali nucleari sia per eventuali modifiche a impianti esistenti. Il presente controprogetto prevede l’abrogazione, senza sostitu- zione, di queste due disposizioni. Questo consentirà, in futuro, di ripristinare il rilascio di nuove autorizzazioni di massima per la costruzione di centrali nucleari.

Rapporto esplicativo

1 Situazione iniziale

1.1 Iniziativa popolare e controprogetto indiretto

1.1.1 Scopo e tenore dell’iniziativa

L’iniziativa popolare federale «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blac- kout)» è stata depositata in Cancelleria federale (CF) il 16 febbraio 2024 con 126 707 voti1. Il 19 marzo la CF ha attestato la riuscita dell’iniziativa con un totale di 125 830 firme valide1. L’iniziativa mira ad ampliare l’articolo 89 della Costituzione fede- rale (Cost.)2: si propone di sancire che l’approvvigionamento di energia elettrica sia garantito in ogni tempo e che la Confederazione definisca le relative responsabilità (cpv. 6). Un ulteriore capoverso dovrebbe invece specificare che l’energia elettrica deve essere prodotta nel rispetto dell’ambiente e del clima e che siano ammissibili tutti i tipi di produzione (cpv. 7). Nelle sue argomentazioni3, il comitato promotore dell’inizia- tiva precisa che, se fino a poco tempo fa la Svizzera disponeva di una produzione elet- trica sicura e praticamente priva di CO2, ora la combinazione di energia idroelettrica e nucleare viene abbandonata senza un’evidente necessità. Né il potenziamento delle energie rinnovabili né la costruzione di eventuali centrali a gas hanno garantito un ap- provvigionamento sicuro. Inoltre, un potenziamento accelerato danneggerebbe la na- tura e il paesaggio. Le centrali a gas fossile, indipendentemente dall’incertezza legata alle importazioni delle materie prime, non sarebbero un’opzione percorribile in vista dell’obiettivo di neutralità climatica. Per garantire un’adeguata fornitura di energia elet- trica, soprattutto durante l’inverno, la Svizzera deve fare affidamento sulle fonti ener- getiche nazionali. Ha quindi bisogno di un approvvigionamento elettrico sicuro, indipen- dente, rispettoso dell’ambiente e del clima e dal costo sostenibile, e non di divieti tec- nologici. Di conseguenza, l’iniziativa punta a revocare, tra l’altro, il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari previsto dalla legge federale sull’energia nucleare4 (LENu; art. 12a). Se la produzione di energia elettrica non soddisfa i requisiti dell’iniziativa in termini di sicurezza dell’approvvigionamento né da fonti rinnovabili né da fonti fossili e se deve avvenire a livello nazionale, l’unica via percorribile è il potenziamento dell’energia nu- cleare. Si tratta di un’opzione a basse emissioni di CO2 per una produzione di energia

elettrica affidabile sia in inverno che di notte. Tuttavia, per poter garantire a lungo ter- mine la produzione di elettricità nazionale da energia nucleare è necessario stralciare il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari dalla legge federale sull’energia nu- cleare. L’eventuale approvazione dell’iniziativa popolare conferirebbe quindi un chiaro

https://stop-al-blackout.ch/ 4 RS 732.1

mandato al legislatore di modificare opportunamente la legge federale sull’energia nu- cleare, sebbene il testo dell’iniziativa non chieda esplicitamente la revoca dell’attuale divieto di costruire nuove centrali nucleari. Il divieto, sancito nella LENu e non nella Costituzione, non può essere revocato direttamente tramite un’iniziativa popolare. In caso di approvazione dell’iniziativa (senza un controprogetto indiretto), a causa della mancanza di giurisdizione costituzionale, l’autorità interpretativa finale sulla revoca del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari dovrebbe essere esercitata dal Parla- mento ed, eventualmente, passare di nuovo dal Popolo. Il Parlamento dovrebbe pre- vedibilmente attuare l’iniziativa modificando la LENu (abrogazione dell’art. 12a) e defi- nire quali tecnologie saranno ancora ammesse in futuro e quali no. Non è chiaro come vada interpretata la formulazione presente nel testo dell’iniziativa, secondo cui la Confederazione deve definire le «responsabilità» per garantire l’approv- vigionamento di energia elettrica in ogni tempo (cpv. 6 secondo periodo). Ci si chiede se ciò implichi l’attribuzione di nuove competenze alla Confederazione, o se essa debba assumersi responsabilità anche in ambiti attualmente di competenza dei Can- toni5. In effetti il termine «responsabilità» può essere interpretato sia come sinonimo di «competenza» sia come l’atto di rispondere (rendere conto) delle proprie azioni, che generalmente ne deriva. Il fatto che né i capoversi dal 2 al 4 dell’articolo 89 Cost. né l’articolo 91 Cost. siano stati modificati sembrerebbe contraddire la prima ipotesi. Non si può escludere, inoltre, che l’iniziativa richieda solo un rafforzamento delle compe- tenze esistenti. Nel diritto vigente, la Confederazione ha facoltà di emanare i principi per l’utilizzazione razionale delle energie indigene e di quelle rinnovabili e per un con- sumo energetico parsimonioso e razionale (art. 89 cpv. 2 Cost.). Inoltre, essa emana prescrizioni sul consumo energetico di impianti, veicoli e apparecchi, promuove lo svi- luppo di tecniche energetiche, in particolare nei settori del risparmio energetico e delle energie rinnovabili (art. 89 cpv. 3 Cost.). La Confederazione possiede inoltre ampie competenze nei settori dell’energia nucleare, del trasporto e dell’erogazione di energia

(art. 91 cpv. 1 Cost.). La produzione di energia elettrica è invece di competenza dei Cantoni, eccetto per l’energia nucleare. Le imprese di approvvigionamento elettrico sono di proprietà dei Cantoni e dei Comuni, responsabili anche dell’autorizzazione delle centrali idroelettriche, solari, eoliche e geotermiche. Inoltre, spetta ai Cantoni o, a se- conda della legge cantonale, ai Comuni, rilasciare le concessioni di diritti d’acqua.

1.1.2 Vantaggi e svantaggi dell’iniziativa

L’intento dei promotori di evitare un’imminente penuria di elettricità a lungo termine, causata dall’abbandono del nucleare, attraverso una produzione di energia elettrica locale aperta verso ogni tipo di tecnologia, rispettosa dell’ambiente e del clima, è legit- timo. Il 9 giugno 2024 l’elettorato ha approvato la legge federale su un approvvigiona- mento elettrico sicuro con le energie rinnovabili6, che mira a potenziare e accelerare la produzione elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050. Tuttavia, sussistono incertezze

Considerato l’obiettivo dell’iniziativa (garantire un approvvigionamento elettrico sicuro in Svizzera in ogni tempo), l’unica possibile modifica delle «responsabilità» sembrerebbe essere una centralizzazione di queste a livello federale. 6 FF 2023 2301

significative sulla riuscita di questo potenziamento. Quanto all’ampliamento, si riscon- trano difficoltà sul piano economico, politico e tecnico. Particolarmente problematico risulta l’ampliamento dei grandi impianti idroelettrici, poiché i progetti di maggiore rile- vanza7 si trovano spesso a dover affrontare opposizioni e ritardi pluriennali. Lo stesso vale per l’energia eolica8. Anche le procedure di autorizzazione per la costruzione di grandi impianti solari alpini si rivelano complesse, in quanto non è sempre garantita la possibilità di ottenere consensi a livello comunale. Con l’integrazione del capoverso 6 nell’articolo 89 della Costituzione, l’iniziativa chiede che l’approvvigionamento di energia elettrica sia garantito in ogni tempo. In questo senso, la disposizione non completa la Costituzione sul piano materiale. Infatti, il capo- verso 1 dell’articolo 89 richiede già un approvvigionamento energetico sicuro. L’inizia- tiva chiede inoltre che la Confederazione definisca le responsabilità per garantire la fornitura di energia elettrica. Tuttavia, le affermazioni ivi contenute rimangono vaghe e non chiariscono cosa si intenda concretamente. L’attuazione di questa disposizione risulterebbe comunque difficoltosa a causa della complessità dell’approvvigionamento energetico. Il Consiglio federale ritiene che potrebbero sorgere nuove incertezze rela- tive alla ripartizione federalistica delle competenze, con il rischio di controversie con i Cantoni. Con l’articolo 89 capoverso 7, i promotori chiedono che la produzione di energia elet- trica avvenga nel rispetto dell’ambiente e del clima e che siano ammissibili tutti i tipi di produzione rispettosi del clima. Secondo le affermazioni del comitato promotore dell’ini- ziativa, l’attuale Strategia energetica della Confederazione rinuncerebbe a una produ- zione di energia elettrica basata su fonti idroelettriche e nucleari, rispettosa dell’am- biente e del clima. Nonostante il potenziamento delle energie rinnovabili, sussisterebbe la minaccia di una penuria di elettricità, anche perché le centrali a gas fossile sarebbero incompatibili con l’obiettivo del saldo netto pari a zero e non rappresenterebbero quindi un’opzione percorribile per la Svizzera. Per questo motivo, dovrebbero essere consen- titi tutti i tipi di produzione di elettricità rispettosi del clima, comprese le centrali nucleari.

Con questa argomentazione, i promotori puntano a revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari. Tuttavia, poiché il divieto è sancito dalla legge federale sull’energia nucleare, non può essere revocato direttamente tramite un’iniziativa popolare. Il Con- siglio federale ritiene quindi che la principale preoccupazione del comitato promotore dell’iniziativa possa essere affrontata mediante una revisione della legge federale sull’energia nucleare e non della Costituzione.

1.1.3 Decisione di principio del Consiglio federale

Il Consiglio federale chiede alle Camere federali di respingere l’iniziativa, presentando invece un controprogetto indiretto in cui propone di revocare il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari. La proposta prevede l’abrogazione delle disposizioni pertinenti della legge federale sull’energia nucleare. Conformemente alla legge sul Parlamento9 (art. 97 cpv. 2), il Consiglio federale è tenuto a trasmettere al Parlamento il messaggio Esempio: progetto «Trift» delle Kraftwerke Oberhasli AG (KWO). Esempio: parco eolico Montagne de Buttes. 9 RS 171.10

concernente un’iniziativa o un controprogetto indiretto entro 18 mesi dalla presenta- zione dell’iniziativa. Nel caso specifico, il Consiglio federale sottoporrà il messaggio all’Assemblea federale entro il 16 agosto 2025.

1.2 Condizioni quadro modificate per l’approvvigionamento elettrico

Il Consiglio federale condivide l’opinione dei promotori, secondo cui le condizioni qua- dro per l’approvvigionamento energetico sono cambiate in modo radicale dopo il refe- rendum sull’abbandono graduale dell’energia nucleare nel 2017(cfr. spiegazioni se- guenti). La nuova situazione, in particolare riguardo alla sicurezza a lungo termine dell’approvvigionamento elettrico, rende necessario riconsiderare la decisione di ab- bandonare gradualmente l’energia nucleare. L’articolo 89 della Costituzione prevede un’ampia diversificazione della produzione di energia volta a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento.

1.2.1 Obiettivo del saldo netto pari a zero nella politica climatica

L’Accordo sul clima di Parigi è stato ratificato dalla Svizzera il 6 ottobre 2017 ed è en- trato in vigore nel Paese il 5 novembre 201710. Nell’agosto 2019 il Consiglio federale ha deciso che entro il 2050 la Svizzera non dovrà emettere più gas serra di quanto i sistemi di stoccaggio naturali e tecnici siano in grado di assorbire (obiettivo del saldo netto pari a zero)11. Il 18 giugno 2023 il Popolo ha approvato la legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicu- rezza energetica (LOCli)12 come controprogetto indiretto all’iniziativa popolare federale «Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)»13. Considerando l’obiettivo del saldo netto pari a zero, il sistema energetico deve essere completamente decarbonizzato entro il 2050. Questo traguardo può essere raggiunto solo se i settori dell’elettricità, del riscaldamento e della mobilità vengono integrati tra loro e se i combustibili e i carburanti fossili vengono sostituiti direttamente con applica- zioni elettriche o con sostanze sintetiche generate principalmente con elettricità rinno- vabile. Alla luce di questi sviluppi, l’incremento della produzione di elettricità attraverso nuove centrali a gas alimentate con combustibili fossili non è più un’opzione percorri- bile, a meno che il CO2 generato non sia catturato direttamente in loco, il che comporta costi molto elevati. Le emissioni delle centrali a gas potrebbero anche essere compen- sate nel sistema di scambio di quote di emissioni, con conseguenti ulteriori costi; in alternativa, le centrali potrebbero essere alimentate a gas rinnovabili, tuttavia questi ultimi non sono attualmente disponibili in quantità sufficienti. Entrambe le soluzioni ge- nererebbero costi opportunità da evitare. In un’ottica generale, data l’urgenza di rag- giungere la neutralità climatica, ha poco senso puntare sulle centrali a gas fossile come fonte supplementare di energia elettrica.

RU 2017 5733 Comunicato stampa del Consiglio federale: https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-76206.html 12 FF 2022 2403 13 FF 2023 2015

I combustibili fossili vengono infatti utilizzati esclusivamente per le centrali elettriche di riserva in caso di emergenza. Le esperienze della Confederazione con la messa a di- sposizione delle centrali di riserva dal 2022 dimostrano che anche in questo caso ci sono problemi di attuazione legati alle emissioni di CO2, ai costi e alle procedure di autorizzazione.

1.2.2 Crescita demografica e accelerazione della decarbonizzazione

La popolazione svizzera è in costante crescita. Quest’ultima è aumentata quasi del 24 per cento tra il 2000 e il 2023. Sebbene in questo periodo il consumo di energia elettrica pro capite in Svizzera si sia ridotto del 13,5 per cento, l’aumento assoluto del consumo (a livello nazionale) è stato del 7,1 per cento14. Nonostante la crescita demo- grafica ed economica, grazie al progresso tecnologico e alle misure politiche l’aumento dell’efficienza energetica è riuscito a stabilizzare il consumo di elettricità. Con la cre- scente elettrificazione della mobilità e del calore (riscaldamento), necessaria per la de- carbonizzazione del sistema energetico al fine di raggiungere l’obiettivo del saldo netto pari a zero, il consumo di elettricità continuerà ad aumentare anche in futuro. Le Pro- spettive energetiche15 dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) mostrano un’inversione di tendenza per i prossimi anni: il fabbisogno di energia elettrica (consumo nazionale) aumenterà costantemente passando, a seconda dello scenario, dai circa 60 terawat- tora (TWh) attuali a circa 68–81 TWh nel 2050.

1.2.3 Incertezze sul piano geopolitico

Dopo la decisione di abbandonare gradualmente l’energia nucleare, la situazione geo- politica è cambiata radicalmente. L’aggressione militare russa contro l’Ucraina ha messo in luce la vulnerabilità e la dipendenza energetica dell’Europa, facendo emer- gere nel 2022 il rischio di una carenza di energia in Svizzera. Ciò è in contrasto con le stime della Strategia energetica 2050, che ipotizza una disponibilità di energia sempre sufficiente in Europa. In particolare, con il conflitto in Ucraina sta crescendo la consa- pevolezza che la Svizzera non può più dare per scontato un approvvigionamento sicuro di energia e di elettricità, anche se molti aspetti, sia a livello economico che privato, dipendono da questa sicurezza. Inoltre è sempre più chiaro che una produzione elet- trica nazionale sufficiente costituisce un plusvalore strategico per il nostro Paese. Da alcuni anni, anche in altri Paesi europei si sta delineando un cambiamento di mentalità nei confronti dell’energia nucleare. Oltre a Francia, Finlandia e Gran Bretagna, anche altri Stati, come ad esempio i Paesi Bassi, la Polonia, la Svezia o la Slovacchia, vo- gliono investire nuovamente in questa tecnologia.

Strategia energetica 2050, Rapporto di monitoraggio 2024, Ufficio federale dell’energia. Prospettive energetiche 2050+, Ufficio federale dell’energia.

1.3 Potenziamento e incremento della produzione di elettricità da fonti rinno-

vabili

1.3.1 Stato attuale della produzione elettrica da fonti rinnovabili16

La produzione di elettricità da fonti rinnovabili (esclusa l’energia idroelettrica) è in co- stante aumento dal 2000. Secondo il rapporto di monitoraggio 202317 dell’Ufficio fede- rale dell’energia, lo scorso anno ha raggiunto circa 6,8 terawattora (TWh), pari al 10,2 per cento della produzione totale netta di energia elettrica. A titolo di confronto, nel 2010 la produzione di elettricità da fonti rinnovabili ammontava a 1,4 TWh. Dal 2011 è aumentata in media di 415 gigawattora (GWh) all’anno, registrando fin dagli anni 2022 e 2023 una crescita pari a 786 GWh. Per raggiungere l’obiettivo di 35 TWh pre- visto per il 2035 dalla nuova legge sull’energia, la produzione dovrebbe aumentare in media di 2,35 TWh all’anno18. Se la crescita del 2023 viene presa come valore di rife- rimento, di conseguenza deve essere triplicata per raggiungere l’obiettivo del 2035. Tra il 2035 e 2050 dovrebbero essere prodotte altre 10 TWh, il che corrisponde a un au- mento medio di 0,66 TWh. La ripartizione per tecnologia mostra che il potenziamento non avviene allo stesso ritmo per tutti i tipi di produzione elettrica da fonti rinnovabili: dal 2010 è il fotovoltaico ad aver registrato la crescita più significativa in termini assoluti. A oggi rappresenta il 68 per cento circa della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Le altre tecnologie hanno registrato una crescita notevolmente inferiore: produzione di elettricità da impianti di incenerimento dei rifiuti e rifiuti rinnovabili (quota 2023: 15,4 %), impianti a legna e relative quote di legna (quota 2023: 7,9 %), biogas (quota 2023: 6,1 %), energia eolica (quota 2023: 2,5 %). La produzione netta media attesa per l’energia idroelettrica nel 2023 era di 36,7 TWh, rispetto ai circa 35,5 TWh del 2011. Dal 2012, questa produzione è aumentata in media di 95 GWh all’anno. La nuova legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rin- novabili prevede un valore target di 39,2 TWh per la produzione di energia idroelettrica entro il 2050. Per raggiungere l’obiettivo prefissato, le previsioni di produzione netta media dovrebbero aumentare di 99 GWh all’anno. Tuttavia, l’attuazione dei progetti necessari è destinata a incontrare opposizioni e ricorsi, oltre a difficoltà di natura tec- nica ed economica. La modifica della legge sull’energia (atto sull’accelerazione19) mira

a semplificare le procedure per la pianificazione e la costruzione di grandi impianti per l’impiego delle energie rinnovabili, allo scopo di promuovere il rapido potenziamento della produzione di energia elettrica. Gli obiettivi rimangono comunque impegnativi. Si osserva peraltro che per motivi tecnici alcuni dei 16 progetti idroelettrici elencati nella legge sull’energia potrebbero non essere realizzati come previsto o essere ridimensio- nati. Inoltre, fino alla scadenza della loro concessione, le centrali idroelettriche autoriz- zate prima del 1992 sono soggette a disposizioni sui deflussi residuali meno severe. Per le centrali idroelettriche che dovranno rinnovare la propria concessione – un nu- mero significativo nei prossimi anni – si applicheranno invece norme più rigorose sui I dati sono tratti dalla Statistica svizzera sulle energie rinnovabili: statistiche parziali (admin.ch) Strategia energetica 2050, Rapporto di monitoraggio 2024, Ufficio federale dell’energia. Articolo 2 capoverso 1 LEne (RS 730.0; ma non ancora in vigore, cfr. FF 2023 2301) 19 FF 2023 1602

deflussi residuali. Ciò potrebbe comportare notevoli perdite di produzione. Peraltro, la strategia di riversione perseguita da diversi Cantoni complica la situazione relativa all’energia idroelettrica.

1.3.2 Previsioni di potenziamento e incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

La nuova legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rin- novabili prevede anche un aumento della produzione elettrica da centrali idroelettriche ad accumulazione, centrali eoliche e impianti solari alpini, che sono di grande impor- tanza per l’approvvigionamento elettrico nella stagione invernale. La promozione e il finanziamento di questo ampliamento sono disciplinati dalla legge sull’energia. Queste misure saranno incentivate (fino al 2035) dal Fondo per il supplemento di rete, sovven- zionato dai consumatori di energia elettrica per un importo di circa 1,3 miliardi di franchi all’anno. Seguendo la logica della Strategia energetica, nel 2050 il fabbisogno di ener- gia elettrica, stimato tra 68 e 81 TWh a seconda dello scenario, dovrebbe essere sod- disfatto principalmente da fonti idroelettriche e fotovoltaiche. La rapida crescita del fo- tovoltaico su tetti e facciate, in atto da alcuni anni, è accompagnata da progressi tec- nologici che potrebbero portare a ulteriori riduzioni dei costi e a un aumento dell’effi- cienza. Per il 2024 si prevede l’installazione di circa 1,8 GW di impianti fotovoltaici, con una produzione stimata di 1,8 TWh. Ciò significa che questa tecnologia coprirà oltre il 10 per cento del consumo di elettricità della Svizzera nel corso dell’anno. Una volta che molti degli edifici più idonei saranno già dotati di fotovoltaico («low hanging fruits»), diventerà tuttavia sempre più difficile sfruttare il potenziale residuo teoricamente dispo- nibile. A ciò si aggiunge il fatto che l’incremento della produzione da energie rinnovabili si complica a causa del gran numero di opposizioni contro gli impianti idroelettrici, eolici e solari. Non è quindi certo che il fabbisogno di elettricità nel 2050 possa essere coperto esclu- sivamente dall’energia idroelettrica e fotovoltaica. Nello specifico, non è chiaro come verranno gestite nel 2050 le elevate eccedenze di elettricità estive (con prezzi tendenti allo zero o addirittura negativi) e le significative carenze invernali20, dovute ad esempio a condizioni meteorologiche sfavorevoli per la produzione di energie rinnovabili sia in Svizzera che all’estero. La nuova legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili continua quindi a prevedere importazioni dai Paesi

vicini durante l’inverno, a condizione che vi sia una produzione estera sufficiente e af- fidabile nonché capacità di rete adeguate. Attualmente non è possibile prevedere in modo attendibile in che misura lo stoccaggio stagionale di elettricità (ad es. sotto forma di combustibili sintetici) possa favorire l’approvvigionamento elettrico invernale.

1.4 Monitoraggio degli sviluppi della tecnologia nucleare

L’UFE effettua regolarmente un monitoraggio degli sviluppi della tecnologia nucleare ai sensi della LENu (art. 74a). L’ultimo rapporto è stato pubblicato nell’autunno 202421. Modellierung der Erzeugungs- und Systemkapazität (System Adequacy) in der Schweiz im Bereich Strom, UFE, 2022. Technology Monitoring of Nuclear Energy 2024, PSI, ETHZ, EPFL, disponibile su www.ufe.admin.ch  Approvvigionamento  Statistiche  Moni- toraggio Strategia energetica 2050

Le seguenti spiegazioni si basano su questo rapporto, redatto da esperti del Paul Scherrer Institut (PSI), del Politecnico di Zurigo e dell’EPFL di Losanna.

1.4.1 Stato della tecnica

Stato dei reattori ad acqua leggera della generazione III/III+ I reattori di generazione III/III+ rappresentano un’evoluzione delle centrali nucleari ba- sate sulla stessa tecnologia dei reattori ad acqua leggera (LWR) utilizzata negli impianti correntemente in uso; tuttavia, i nuovi reattori si differenziano per le avanzate caratte- ristiche di sicurezza e per le innovazioni strutturali, progettate alla luce delle lezioni apprese dai tre principali incidenti nucleari della storia22. A dicembre 2023 erano in uso 38 grandi unità LWR della generazione III/III+; dei 60 reattori attualmente in fase di costruzione, 51 sono grandi LWR della generazione III/III+. Sono già state commissio- nate ulteriori unità o aperti i relativi bandi di gara (ad es. tre unità in Polonia, due unità nel Regno Unito, una nella Repubblica Ceca ecc.) e diverse altre sono in fase di piani- ficazione.

Stato dei piccoli reattori modulari SMR Gli «small modular reactors» (SMR) sono reattori moderni con una potenza nominale massima pari a 300 MWe23 per unità. Sono progettati per la costruzione in fabbrica e il trasporto nel luogo di impiego e di norma vengono installati sotto terra. L’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE (AEN) parte dal presupposto che gli SMR costituiranno fino al 9 per cento della capacità di tutte le nuove centrali nucleari entro il 203524. At- tualmente sono in funzione 10 SMR in Russia e Cina e molti altri sono in fase di costru- zione o in attesa di approvazione (USA, Canada).

Stato della tecnologia dei microreattori Negli ultimi sette anni si è delineata una tendenza verso i cosiddetti microreattori, im- pianti progettati per generare energia elettrica fino a circa 10 MWe. Molti di questi ven- gono sviluppati negli Stati Uniti. Questi reattori, interamente realizzati in fabbrica e al- loggiati in un container ISO per il trasporto verso il luogo di impiego, sono progettati per operare in modo continuativo per 5–10 anni o più, senza necessitare di rinnovo del combustibile. Possono funzionare in modo indipendente, come parte della rete elettrica o all’interno di una microrete. Possono essere impiegati in aree isolate (p. es. in siti minerari) o fornire corrente e calore a stabilimenti industriali energivori (p. es. desali- nizzazione dell’acqua di mare, produzione dell’idrogeno ecc.). Tuttavia, sono interes- santi anche per i settori industriali che necessitano di un certo grado di indipendenza dalla rete elettrica per la sicurezza dell’approvvigionamento. Il raffreddamento avviene tramite gas (elio), metallo liquido, sali fusi o tubi di calore (per il sodio) (heat pipes).

Stato della generazione IV e dei reattori non ad acqua leggera I reattori non refrigerati ad acqua sono stati concepiti per aumentare l’efficienza, sia migliorando il rendimento termodinamico sia ottimizzando l’utilizzo del combustibile,

International Atomic Energy Agency, «Safety of nuclear power plants: design, IAEA Safety Standards Series No.SSR-2/1», 2016. MWe: megawatt elettrico. Nuclear Energy Agency, «Small Modular Reactors: nuclear energy market potential for near-term deployment», NEA No. 7213, OECD, 2016.

nonché per ridurre ulteriormente la quantità di scorie altamente radioattive, chiudendo così il ciclo del combustibile nucleare.

Stato della tecnologia di fusione La fusione nucleare racchiude un enorme potenziale come fonte energetica futura, tut- tavia si trova ancora in fase sperimentale e un impianto dimostrativo funzionante per la produzione di energia elettrica deve ancora essere testato. Pertanto, al momento, la fusione resta ancora molto lontana dalle applicazioni commerciali. Si prevede che que- sta tecnologia non avrà un ruolo significativo negli scenari energetici prima del 2050.

1.4.2 Costi dell’energia nucleare

Secondo le stime dell’attuale rapporto di monitoraggio sull’energia nucleare25 del PSI, i costi di produzione dell’energia elettrica delle nuove centrali nucleari si attestano tra i 7 e i 12 centesimi per kWh. Fintantoché il periodo di costruzione rimane inferiore agli 8 anni, è possibile contenere i costi di produzione a 7 centesimi26. Secondo gli autori del rapporto, questo valore rientra nel quadro dei costi di produzione attuali e futuri per le fonti di energia rinnovabili e le centrali idroelettriche esistenti in Svizzera. A seconda del tipo di reattore, per un impianto con una potenza di 1 GW solo i costi di costruzione sono compresi tra i 4 e i 7 miliardi di franchi. Sono esclusi i costi per lo smaltimento delle scorie, ad esempio per l’immagazzinamento finale. Attualmente, i costi di produ- zione delle quattro centrali nucleari svizzere si situano tra i 4 e i 5,5 ct./kWh. Un eser- cizio a lungo termine di questi impianti, esteso su 60 anni, comporterebbe un incre- mento massimo dei costi di produzione dell’elettricità pari a un centesimo27. Esempi recenti da Paesi esteri mostrano che i costi possono arrivare a cifre molto più alte: la costruzione dei reattori EPR di terza generazione a Olkiluoto (Finlandia) e Flamanville (Francia), ad esempio, ha comportato una spesa rispettivamente di circa 11 e 13,2 mi- liardi di euro. Inoltre, essi sono stati messi in funzione con grande ritardo. In generale, si può affermare che i potenziali costi di investimento per la costruzione di nuove cen- trali nucleari in Svizzera sono caratterizzati da notevoli incertezze. Lo studio in oggetto condotto dallo PSI mette in evidenza che il concetto di costi di produzione dell’elettricità ha una valenza limitata in un sistema energetico sempre più complesso, caratterizzato da una quota crescente di energie rinnovabili variabili. Per- tanto, non si dovrebbero considerare solo i costi per generare energia elettrica con le tecnologie di generazione, ma anche i costi di sistema complessivi (costi di compensa- zione, costi di potenziamento della rete, costi di backup). In tale ottica, gli autori rico- noscono il vantaggio dell’energia nucleare, che fornisce una preziosa energia di banda. Osservano inoltre che la sfida rappresentata dagli elevati costi di capitale delle grandi centrali nucleari è attenuata dalla tecnologia dei piccoli reattori modulari (SMR) e, in

gran parte, superata dai microreattori. I costi totali di questi ultimi sono paragonabili a quelli degli impianti solari alpini. Secondo gli autori dello studio, altri fattori contribuireb-

Technology Monitoring of Nuclear Energy 2024, PSI, ETHZ, EPFL. Technology Monitoring of Nuclear Energy 2024, PSI, ETHZ, EPFL, pag. 13. Langzeitbetrieb von Kernkraftwerken 2024, UFE.

bero a ridurre i costi di costruzione delle nuove centrali nucleari, ovvero il completa- mento di componenti chiave prima dell’inizio dei lavori, la presenza di una catena di fornitura consolidata, l’accesso a manodopera qualificata e un quadro normativo sta- bile. Il tempo di costruzione medio (escluse le procedure a monte per l’autorizzazione delle centrali nucleari) per i 38 reattori della nuova generazione III/III+ operativi nel mondo si attesta a 7,7 anni, con una mediana di 8 anni. In confronto, il tempo di costruzione medio per i 413 reattori della generazione II e III ammonta in totale a 7,5 anni, con un valore mediano di 6,3 anni. Secondo il rapporto dello PSI, in presenza di una catena di fornitura funzionante per i componenti chiave, è tecnicamente possibile fornire un si- stema chiavi in mano in meno di 6 anni. Uno studio28 condotto nel 2008 ha stimato il tempo di costruzione di una nuova centrale nucleare in Svizzera in 5 anni (escluse le procedure a monte). Tuttavia, la realizzazione di un nuovo progetto di centrale nucleare in Svizzera potrebbe richiedere anche fino a vent’anni. La revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari avrebbe tuttavia il vantaggio di fornire una «garanzia effettiva» tecnologicamente neutrale per la produzione di energia elettrica, qualora le fonti rinno- vabili non riuscissero a soddisfare pienamente il fabbisogno futuro di energia elettrica.

1.4.3 Gestione dei rifiuti radioattivi

In Svizzera, tutti i costi associati allo smaltimento delle scorie radioattive (art. 31 LENu) sono a carico degli esercenti delle centrali nucleari. I costi di disattivazione e smalti- mento delle scorie radioattive sono finanziati tramite i contributi che questi versano nel Fondo di disattivazione e nel Fondo di smaltimento (STENFO) (art. 77 cpv. 3 LENu). L’obiettivo di questi fondi è coprire integralmente i costi di disattivazione delle centrali nucleari e di smaltimento delle scorie radioattive (art. 77 cpv. 1 e 2 LENu). Alla fine del 2023, le riserve del Fondo di disattivazione ammontavano a 2749 milioni di franchi, quelle del Fondo di smaltimento a 5972 milioni29. Si tratta di fondi indipendenti, ovvero non vincolati agli esercenti, e soggetti alla vigilanza del Consiglio federale (art. 81 cpv. 1 LENu). Le previsioni di costo per la disattivazione e lo smaltimento vengono aggiornate ogni cinque anni e, se necessario, adeguate (art. 4 dell’ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento, OFDS30). Come è noto, dal settem- bre 2022 la Società cooperativa nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive (Nagra) sta pianificando la realizzazione di un deposito di scorie radioattive in strati geologici profondi nell’area di Nördlich Lägern (Comune di Stadel, Cantone di Zurigo). A novembre 2024 ha presentato la relativa domanda di autorizzazione di massima. Con tale autorizzazione il Consiglio federale definirà, tra l’altro, il sito e la capacità mas- sima di immagazzinamento. Nella sua domanda, la Nagra presuppone che le attuali centrali nucleari rimarranno operative per 60 anni. Tuttavia, poiché il loro esercizio può essere prorogato finché soddisfano i requisiti di sicurezza, la domanda prevede anche

Kosten neuer Kernkraftwerke, 2008, Prognos AG. STENFO, Jahresbericht 2023, punto 2.8.1, disponibile su www.stenfo.ch 30 RS 732.17

delle riserve di capacità. Queste riserve, tuttavia, non includono nuove centrali nu- cleari31. Prima che le scorie di eventuali nuove centrali nucleari possano essere imma- gazzinate nel deposito, è necessario avviare una nuova procedura per l’autorizzazione di massima.

1.4.4 L’energia nucleare nel contesto internazionale

Attualmente 32 Paesi nel mondo utilizzano l’energia nucleare, altri 13 sono in fase avanzata di pianificazione o costruzione per integrare questa fonte nel loro mix elettrico e altri 17 sono in fase decisionale. Quattro Paesi, invece, hanno programmato l’abban- dono del nucleare; nel 2023 la Germania ha definitivamente interrotto la produzione di elettricità da questa fonte di energia. La Spagna prevede di uscire dal nucleare entro il 2035, mentre il Belgio ha esteso la durata di vita di due dei suoi sette reattori nono- stante la decisione di abbandono del nucleare. In totale, nel marzo 2024 si contavano 415 centrali nucleari a livello globale con una potenza installata di circa 373 GWe32. Si contano inoltre 57 centrali nucleari in fase di costruzione, per una capacità supplemen- tare di circa 59 GWe. In Europa ci sono 167 centrali nucleari operative (148 GWe) e 9 in costruzione (10,1 GWe). I Paesi con il numero maggiore di centrali in attività sono la Cina, la Francia, la Russia e gli Stati Uniti. Nel 2023, 16 Paesi europei hanno costituito la cosiddetta Alleanza europea per il nucleare33. Il suo obiettivo consiste nel pianificare la creazione di un’industria nucleare integrata a livello europeo. I membri dell’alleanza si sono impegnati a raggiungere una quota pari a 150 GWe di energia nucleare nel mix elettrico dell’UE entro il 2050, il che si tradurrebbe in un aumento del 50 per cento ri- spetto alla quota attuale34. Inoltre, la dichiarazione sull’energia nucleare rilasciata da 22 Paesi35 a dicembre 2023, in occasione della 28a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 28), mira a triplicare la produzione di energia nucleare en- tro il 2050. Alcuni Paesi, come la Svezia, che produce circa il 30 per cento dell’elettricità da energia nucleare, si trovano in una fase di decarbonizzazione simile a quella della Svizzera. Il governo svedese ha annunciato di voler costruire fino a 10 nuovi reattori entro il 2045. A tal fine, il Parlamento svedese ha approvato, tra l’altro, modifiche legi- slative che consentiranno di costruire nuovi reattori in siti diversi da quelli esistenti. Inoltre, è stata rafforzata la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato in tutti gli ambiti legati all’energia nucleare. Le esperienze internazionali nella costruzione di

nuove centrali nucleari mostrano che limitare tempi e costi di costruzione sono indi- spensabili una catena di fornitura efficiente, manodopera qualificata e procedure di au- torizzazione snelle. In caso contrario, potrebbero verificarsi ritardi significativi e un au- mento incontrollato dei costi, come accaduto ad esempio nel Regno Unito (Hinkley Point) o in Francia (Flamanville), dove i lavori hanno subito 12 anni di ritardo.

Cfr. https://nagra.ch/ein-zweites-tiefenlager-ist-fuer-die-nagra-kein-thema/ GWe: gigawatt elettrico. Francia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Estonia, Svezia, Italia, Regno Unito. Con circa il 21,9 per cento, la produzione di energia elettrica da fonti nucleari costituisce la quota più alta del mix elettrico dell’Unione Europea. Fonte: www.consilium.europa.eu, «Produzione netta di energia elettrica dell'UE per tipo di combustibile» (2022). Tra cui USA, Canada, Francia, Giappone, Corea del Sud, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito.

1.4.5 Disponibilità di uranio arricchito

Per poter essere utilizzato come combustibile nucleare nelle centrali, l’uranio deve es- sere sottoposto a un processo a più fasi che lo trasforma in barre ed elementi di com- bustibile. Le riserve naturali di uranio sono una risorsa ampiamente diffusa in tutti i continenti. I Paesi con la maggiore produzione di uranio sono Australia, Canada, Ka- zakistan, Namibia, Niger, Sudafrica e Russia36. Vi sono altri Paesi che producono quan- tità significative di questo metallo, tra cui il Brasile, la Cina, l’Ucraina, la Mongolia, gli USA e l’Uzbekistan. Il combustibile a bassa concentrazione, utilizzato nei reattori ad acqua leggera come quelli delle centrali nucleari svizzere, viene prodotto in diversi im- pianti di arricchimento in tutto il mondo. Gli esperti del PSI escludono rischi a lungo termine per la sicurezza dell’approvvigionamento di combustibile nucleare in Sviz- zera37. Le centrali nucleari svizzere acquistano combustibile nucleare sul mercato mon- diale, in parte dalla Russia e in parte da Paesi occidentali come Canada, Australia e Stati Uniti. Guardando alla seconda metà di questo secolo, lo PSI prevede inoltre che un fabbisogno più elevato di energia nucleare porti a un intensificarsi delle attività di esplorazione dei giacimenti e quindi a maggiori riserve di uranio. Inoltre, la tecnologia dei reattori con un ciclo di combustibile chiuso continuerà a progredire, consentendo l’utilizzo di altri combustibili con un potenziale energetico superiore a quello dell’uranio- 235.

1.5 Rapporto con il programma di legislatura e il piano finanziario, nonché con

le strategie del Consiglio federale L’avamprogetto non è annunciato né nel messaggio del 29 gennaio 202038 sul pro- gramma di legislatura 2019–2023 né nel decreto federale del 21 settembre 202039 sul programma di legislatura 2019–2023. Come illustrato in precedenza, l’obiettivo principale dell’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» è garantire il futuro potenziamento della produzione elettrica da energia nucleare. La revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari è una richiesta legittima; tuttavia non richiede necessariamente una nuova disposizione costituzionale. L’obiettivo di tale iniziativa può essere raggiunto in modo più diretto attraverso una modifica legislativa. Ciò rende opportuna una revisione della LENu.

1.6 Interventi parlamentari

Segue nel quadro del messaggio.

Uranium Exploration Planning, Management and Practice, 2024, AIEA. Vedi la cartina dei giacimenti di uranio su World Distribution of Uranium Deposits, Third Edition | AIEA. Technology Monitoring of Nuclear Energy 2024, PSI, ETHZ, EPFL. 38 FF 2020 1777 39 FF 2020 8385

2 Diritto comparato, in particolare rapporto con il diritto europeo

La politica energetica dell’Unione europea è disciplinata dall’articolo 194 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)40. Si basa sui principi di decarbonizza- zione, competitività, sicurezza dell’approvvigionamento e sostenibilità. In quest’ottica, nella sua visione strategica a lungo termine del 2018, l’UE ha affermato che l’energia nucleare è una forma di energia a emissioni zero e che le energie rinnovabili, insieme all’energia nucleare, costituiranno la colonna portante di un sistema elettrico europeo privo di CO₂ nel 205041. Ogni Stato membro dell’UE ha il diritto di «determinare le condizioni di utilizzo delle sue fonti energetiche, la scelta tra varie fonti energetiche e la struttura generale del suo approvvigionamento energetico» (art. 194 par. 2 TFUE). In questo contesto, gli Stati membri possono decidere liberamente come comporre il proprio mix elettrico e le forme di produzione di energia elettrica consentite. I singoli Stati membri hanno quindi un approccio non uniforme nei confronti dell’energia nucleare (cfr. punto 1.4.4). Diversi Paesi, come Austria, Danimarca e Irlanda, hanno scelto di non utilizzare l’energia nucleare. L’Italia e la Germania hanno abbandonato questo tipo di energia rispettivamente nel 1990 e nel 2023. Spagna e Belgio hanno deciso di uscire dal nucleare, tuttavia il Belgio ha concordato con l’esercente di due centrali nucleari di prolungarne la durata di vita fino al 2035, partecipando altresì con un contributo finanziario. Numerosi Stati membri dell’UE come Francia, Svezia, Finlan- dia e Paesi Bassi, invece, continuano a consentire l’uso di energia nucleare. Molti Paesi (oltre a quelli già citati: Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria) hanno in programma di potenziare l’energia nucleare per garantire il proprio approvvi- gionamento energetico e raggiungere gli obiettivi climatici. La Polonia intende iniziare a utilizzare l’energia nucleare.

3 Sviluppi politici in merito all’energia nucleare in Svizzera

In Svizzera, tra il 1969 e il 1984 sono entrate in funzione cinque centrali nucleari situate in quattro luoghi differenti. Dopo la messa fuori esercizio definitiva della centrale di Mühleberg, restano operativi quattro impianti, ubicati in tre diversi siti. Quest’anno tutte le centrali rimanenti raggiungeranno i 40 anni di attività, entrando così nella cosiddetta fase di esercizio a lungo termine. Esse dispongono tutte di una licenza d’esercizio a tempo indeterminato e possono rimanere operative finché sono sicure. L’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), autorità di sorveglianza indipendente, con- trolla costantemente che la sicurezza venga garantita.

3.1 Retrospettiva: introduzione del divieto di costruire nuove centrali nucleari

In seguito all’incidente al reattore di Fukushima, verificatosi in Giappone nel 2011, il Consiglio federale aveva incaricato il DATEC di rivedere la strategia energetica e di

Disponibile all’indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/treaty-on-the-functioning-of-the-european-union.html «Visione strategica europea a lungo termine per un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra», COM(2018) 773 final.

aggiornare le Prospettive energetiche 2035. Il Collegio aveva quindi adottato la deci- sione di principio di vietare la costruzione di nuove centrali nucleari42. L’approvvigiona- mento elettrico futuro sarebbe stato garantito da una maggiore efficienza energetica, dal potenziamento delle energie rinnovabili e da una produzione supplementare di elet- tricità da fonti fossili (impianti di cogenerazione e centrali a gas a ciclo combinato), nonché dalle importazioni. Nell’inverno del 2011, il Parlamento aveva inoltre approvato diverse mozioni (11.3436, 11.3426, 11.3257) a favore di un abbandono graduale del nucleare, incaricando il Consiglio federale di elaborare una Strategia energetica glo- bale. L’obiettivo era garantire un approvvigionamento elettrico il più possibile indipen- dente dall’estero, senza ricorrere all’energia nucleare. Nel settembre 2012, il Consiglio federale aveva messo a punto questa nuova Strategia energetica e avviato la proce- dura di consultazione. Un anno dopo è stato trasmesso al Parlamento il messaggio concernente il primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050. Il 31 gen- naio 2017 è riuscito il referendum contro questo pacchetto di misure, adottato dal Par- lamento il 30 settembre 2016. Il 21 maggio 2017 il Popolo ha approvato la nuova legge sull’energia43.

3.2 Nuova situazione dal 2017

Nel 2011 il Consiglio federale ha preso la decisione strategica di rinunciare alla costru- zione di nuove centrali nucleari. Nel 2017 il Popolo ha votato a favore della Strategia energetica. Da allora ci sono stati diversi sviluppi che hanno reso necessario rivalutare il divieto di costruire nuove centrali (cfr. punto 1.2). Nella sua decisione di principio del 28 agosto 2024 sull’iniziativa popolare, il Consiglio federale ha quindi stabilito che la futura politica energetica della Svizzera sarebbe stata aperta verso ogni tipo di tecno- logia44. Questa apertura tecnologica dovrebbe includere espressamente anche l’ener- gia nucleare. Il divieto di autorizzazioni di massima per le centrali nucleari previsto dalla legge federale sull’energia nucleare deve quindi essere revocato.

3.3 Motivi alla base della revoca del divieto di costruzione di nuove centrali

nucleari In futuro la Svizzera avrà sicuramente bisogno di molta più energia elettrica. I motivi sono da ricercare nell’elevata crescita demografica e nell’accelerazione della decarbo- nizzazione, nonché nelle mutate condizioni geopolitiche e di approvvigionamento. La Svizzera si è inoltre impegnata a raggiungere l’obiettivo del saldo netto di emissioni di CO2 pari a zero entro il 2050, generando un cambiamento significativo delle condizioni quadro per la sicurezza dell’approvvigionamento dall’introduzione della Strategia ener- getica. Non è più possibile soddisfare il maggior fabbisogno di elettricità con centrali a gas fossile, poiché la compensazione delle relative emissioni risulta molto onerosa e i gas rinnovabili utilizzati sono scarsamente disponibili. Sussistono inoltre notevoli incer- tezze sulla possibilità di coprire il crescente fabbisogno di energia elettrica unicamente

Nuova strategia energetica: il Consiglio federale decide di abbandonare gradualmente l’energia nucleare – DATEC (admin.ch) 43 FF 2017 4865 https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa/comunicati-stampa-consiglio-federale.msg-id-102240.html

con energie rinnovabili (cfr. punto 1.2). Nonostante le misure introdotte per accelerare le procedure (nuova legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili; atto sull’accelerazione), è evidente che numerosi progetti vengono rimandati per anni o decenni o persino bloccati in modo definitivo in ragione delle nu- merose opposizioni alle centrali idroelettriche, eoliche e solari. Alla luce di ciò, il Con- siglio federale intende dare di nuovo la possibilità di ricorrere all’energia nucleare, a basse emissioni di CO2, qualora ve ne fosse bisogno in futuro. Al tempo stesso, il po- tenziamento delle energie rinnovabili rimane una priorità assoluta per l’Esecutivo.

3.4 Integrazione nella politica energetica attuale

Con le Prospettive energetiche 2050+, nel 2020 l’UFE ha disposto la verifica delle basi della Strategia energetica45. I risultati sono stati integrati nel progetto di legge federale per un approvvigionamento elettrico sicuro da fonti rinnovabili. Le prospettive energe- tiche non possono prevedere il futuro. Esse delineano scenari futuri, come l’obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050, e propongono percorsi plausibili per raggiun- gere questo obiettivo. L’aggiornamento delle Prospettive energetiche 2050+ non ha potuto tenere conto dello scoppio del conflitto in Ucraina e delle relative ripercussioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico a breve e a lungo termine in Europa e in Svizzera. Per raggiungere l’obiettivo del saldo netto pari a zero, il sistema energe- tico svizzero dovrà essere decarbonizzato entro il 2050. Anche per questo motivo, nel

2050 la Svizzera dipenderà ancora dalle importazioni di energia, come confermato

nelle Prospettive energetiche 2050+. Ciò significa che l’elettricità diventerà il principale vettore energetico destinato a sostituire i combustibili fossili nei settori del riscalda- mento e della mobilità. Inoltre, la nuova legge federale su un approvvigionamento elet- trico sicuro con le energie rinnovabili fissa il limite per le importazioni di elettricità nel semestre invernale a 5 terawattora (TWh). Con la nuova legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, il Popolo ha stabilito una prima fase dell’ulteriore sviluppo della Strategia energetica. La legge definisce nuovi obiettivi per l’ampliamento delle energie rinnovabili entro il 2035 o il 2050 e fissa misure per rafforzare l’efficienza energetica. Estende inoltre le misure di promozione esistenti, orientandole maggiormente al mercato. Inol- tre, l’atto di accelerazione mira a semplificare le procedure per la pianificazione e la costruzione di grandi impianti per le energie rinnovabili, al fine di accelerare il poten- ziamento della produzione. La legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli)46, adottata dal Popolo nel 2023, in- clude misure volte a rafforzare la sicurezza a lungo termine dell’approvvigionamento energetico in Svizzera. È inoltre prevista l’istituzione di una riserva di energia elettrica47 a livello legislativo, per fornire energia supplementare in caso di necessità. Infine, il

https://www.bfe.admin.ch/bfe/it/home/politica/prospettive-energetiche-2050-plus.html/ 46 FF 2022 2403 Cfr. Messaggio concernente la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico (Riserva di energia elettrica); FF 2024 710

1º ottobre 2022 è entrata in vigore con urgenza la legge federale sugli aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese di rilevanza sistemica del settore dell’energia elettrica (LAiSE)48, con validità fino alla fine del 2026. Questo strumento preventivo è stato concepito per garantire che l’approvvigionamento elettrico in Sviz- zera continui a funzionare, anche nel caso in cui ulteriori forti aumenti dei prezzi nel mercato internazionale dell’energia elettrica dovessero innescare una reazione a ca- tena nel settore, rischiando di provocare il collasso del sistema. La LAiSE sarà sostituita da disposizioni di legge a carattere permanente a partire dal 202749. Nel settore del gas, il Consiglio federale ha definito inoltre misure preventive in risposta alle conse- guenze del conflitto in Ucraina, tra cui, nell’agosto 2024, l’adozione di un messaggio da sottoporre al Parlamento per l’approvazione dell’accordo di solidarietà sul gas della Svizzera con la Germania e l’Italia, che mira a garantire la fornitura di gas in inverno anche in periodi di crisi50. Gli sviluppi sui mercati energetici, caratterizzati da significativi aumenti dei prezzi, pro- babilmente rafforzeranno nel medio termine gli incentivi per il necessario potenzia- mento della produzione di energia da fonti rinnovabili e per un consumo energetico parsimonioso. Ciononostante, rimane elevata la necessità di agire per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici entro il 2050: per conseguire l’obiettivo del saldo netto pari a zero, sarà fondamentale sfruttare appieno i potenziali di efficienza nell’ambito degli edifici, dei processi, degli impianti, degli apparecchi e dei trasporti nonché acce- lerare in modo significativo il potenziamento delle energie rinnovabili, inclusa l’energia idroelettrica. Resta da vedere con quale rapidità sarà possibile realizzare l’amplia- mento, considerando le sfide precedentemente illustrate. Nell'ambito della necessaria trasformazione del sistema energetico è fondamentale il mantenimento di un approvvi- gionamento energetico affidabile e sicuro. A lungo termine, il consumo di vettori ener- getici fossili come il petrolio e il gas naturale deve diminuire drasticamente e nel 2050 dovrà essere quasi completamente sostituito da vettori energetici rinnovabili. Pertanto,

nel futuro sistema energetico, l'energia elettrica e i vettori energetici basati sull'elettri- cità assumeranno un ruolo centrale. L’imminente revisione della legge sul CO2 dopo il

2030 intende fornire ulteriore sostegno a questo processo.

La riorganizzazione del sistema energetico comporta anche nuove sfide per le reti. Nel novembre 2022 il Consiglio federale ha approvato lo scenario di riferimento 2030/2040 per la pianificazione delle reti elettriche51. In futuro, oltre a queste ultime, assumeranno un’importanza sempre maggiore anche altre reti come quelle di idrogeno, di CO2 o le reti termiche. Al riguardo la Confederazione sta già elaborando le necessarie condizioni quadro.

48 FF 2022 1183 A tal fine sono previsti tre pacchetti di misure: la legge federale sulla vigilanza e la trasparenza nei mercati dell’energia all’ingrosso (LVTE; FF 2023 2864) e una modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico concernente i requisiti per le imprese di rilevanza sistemica e il «business continuity management». 50 FF 2024 2318 https://www.admin.ch/gov/it/start/dokumentation/medienmitteilungen.msg-id-91846.html

Alla luce di queste grandi sfide (obiettivo del saldo netto pari a zero, aumento del fab- bisogno di energia elettrica dovuto alla decarbonizzazione del sistema energetico, la costante crescita demografica, il progressivo accoppiamento settoriale, difficoltà di na- tura economica tecnica e politica per il potenziamento delle energie rinnovabili), è op- portuno definire la futura produzione di energia in Svizzera con diversi tipi di tecnologie. L’UFE sta lavorando alla preparazione di nuove Prospettive energetiche, esplorando diversi scenari che includono anche l’impiego della tecnologia nucleare per la produ- zione di energia elettrica. Questo per il caso in cui il potenziamento delle energie rin- novabili non dovesse procedere nella misura necessaria. Le prospettive presentano vari percorsi per l’approvvigionamento energetico, che permettono di trasformare il si- stema energetico in un modello a emissioni nette pari a zero nel lungo termine, garan- tendo una fornitura sicura, affidabile ed economica, con la minor quantità possibile di emissioni di CO2. Le Prospettive saranno pubblicate presumibilmente nel 2027. In linea di principio, il finanziamento di nuovi impianti per la produzione di energia (com- prese le centrali nucleari) è di competenza degli esercenti. I fornitori di energia svizzeri hanno accolto con favore il potenziamento delle energie rinnovabili e investono in que- ste tecnologie con il sostegno statale. Il settore proseguirà su questa strada, anche grazie al quadro normativo definito dal Parlamento e dal Popolo. Attualmente in Sviz- zera non sono previsti nuovi progetti di centrali nucleari. Va considerato inoltre che attualmente nel Paese manca la manodopera qualificata necessaria per la progetta- zione, la costruzione e l’esercizio di nuove centrali nucleari. Questo rende ancora più importante la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari, come segnale per la nuova generazione di manodopera qualificata. L’attuale divieto dissuade infatti molti giovani a intraprendere un percorso formativo nel settore dell’energia nucleare. La ri- cerca dell’Amministrazione federale, compresi i programmi specifici per la sicurezza dell’energia nucleare (cfr. in particolare art. 83 e 86 LENu e art. 77 dell’ordinanza sull’energia nucleare; RS 732.11), consente ormai da anni di motivare i ricercatori a

lavorare in questo settore. Tuttavia, è evidente che il numero fortemente limitato di posti disponibili nella ricerca non è sufficiente a fornire all’economia la necessaria manodo- pera qualificata nel lungo periodo. La disponibilità di manodopera qualificata è cruciale anche per garantire l’esercizio a lungo termine delle centrali nucleari.

4 Punti essenziali del progetto

4.1 La normativa proposta

Il controprogetto indiretto prevede la revoca del divieto di autorizzazioni di massima per le centrali nucleari sancito dalla legge sull’energia nucleare. Tale divieto si basa su due disposizioni di tale legge che impediscono il rilascio di autorizzazioni di massima sia per la costruzione di nuove centrali nucleari sia per le modifiche alle centrali nucleari esistenti. Nel quadro del presente controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energia elet- trica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» si richiede di abrogare senza sostitu- zione queste due disposizioni (art. 12a e 106 cpv. 1bis LENu). Si propone altresì di stral- ciare il rimando all’articolo 12a (art. 12 cpv. 1 secondo periodo).

Questo consentirà, in futuro, di ripristinare il rilascio di nuove autorizzazioni di massima per la costruzione di centrali nucleari.

4.2 Compatibilità tra compiti e finanze

L’attuazione della nuova normativa proposta non comporta alcun costo poiché prevede solo la revoca di un divieto.

5 Commento ai singoli articoli

Art. 12 cpv. 1 secondo periodo ..................... L’articolo 12 capoverso 1 stabilisce che per la costruzione o l’esercizio di un impianto nucleare è necessaria un’autorizzazione di massima del Consiglio federale (obbligo di autorizzazione). Questa disposizione rimane in vigore. Tuttavia, il secondo periodo, che si riferisce alla riserva di cui all’articolo 12a, deve essere stralciato. Tale riserva diviene nulla con l’abrogazione dell’articolo 12a.

Come illustrato in precedenza, la politica energetica della Svizzera deve essere aperta verso ogni tipo di tecnologia. L’articolo 12a LENu in vigore costituisce un ostacolo in tal senso, poiché impedisce la costruzione di nuove centrali nucleari. Per poter costruire un impianto nucleare è necessaria un’autorizzazione di massima (art. 12 segg. e art. 42 segg. LENu). Ai sensi dell’articolo 3 lettera d LENu, gli impianti nucleari non comprendono solo le centrali nucleari destinate a sfruttare l’energia nucleare, ma an- che gli impianti per il deposito di materiali nucleari e lo smaltimento di scorie radioattive. Il decreto federale del 6 ottobre 197852 concernente la legge sull’energia nucleare ha introdotto l’obbligo di ottenere un’autorizzazione di massima per la costruzione di im- pianti nucleari. Ciò ha reso possibile il coinvolgimento della popolazione nella proce- dura di autorizzazione. Data l’importanza politica degli impianti nucleari, a partire da quel momento la decisione sulla loro costruzione doveva essere presa da un’autorità politica o dal Parlamento. Con l’introduzione della LENu, i relativi contenuti e la proce- dura per l’autorizzazione di massima sono stati ulteriormente ampliati; nello specifico, la decisione relativa a tale autorizzazione è ora soggetta a un referendum facoltativo (art. 48 cpv. 4 LENu). L’autorizzazione di massima ha carattere politico: si tratta di una decisione di principio concernente la possibilità di costruire un determinato tipo di impianto nucleare in un luogo specifico. Essa costituisce un prerequisito per le ulteriori autorizzazioni necessa- rie. Non esiste alcun diritto al rilascio di un’autorizzazione di massima, pertanto i pro- gettisti devono accettare un eventuale rifiuto senza poter avanzare pretese di inden- nizzo.

52 FF 1978 II 879

La procedura per l’autorizzazione di massima prevede un’ampia partecipazione pub- blica. La domanda, le perizie e i pareri dei servizi specializzati della Confederazione e di tutti i Cantoni devono essere esposti pubblicamente (art. 45 LENu). Chiunque può sollevare obiezioni e le parti interessate possono opporsi al rilascio dell’autorizzazione di massima (art. 46 LENu). Il Cantone di sito, nonché i Cantoni e i Paesi situati nelle immediate vicinanze del sito previsto, rivestono un ruolo particolare: essi devono es- sere coinvolti nella preparazione della decisione di autorizzazione di massima e i loro interessi devono essere tenuti in considerazione, purché ciò non limiti il progetto in misura sproporzionata (art. 44 LENu). Il Consiglio federale decide sulla domanda, nonché sulle obiezioni e opposizioni (art. 48 cpv. 1 LENu). Sottopone, per approvazione, la decisione all’Assemblea federale (art. 48 cpv. 2 LENu). Il decreto dell’Assemblea federale sottostà al referendum facol- tativo (art. 48 cpv. 4 LENu). Il Popolo ha quindi l’ultima parola sulla decisione di princi- pio in merito alla costruzione di un nuovo impianto nucleare. L’articolo 12a LENu, introdotto con la Strategia energetica 2050, vieta il rilascio di au- torizzazioni di massima per la costruzione di nuove centrali nucleari. Nel caso in que- stione, si propone di abrogare questa disposizione. Di conseguenza, anche la riserva di cui al secondo periodo dell’articolo 12 capoverso 1 LENu diventerebbe superflua. In futuro, quindi, la normativa tornerà a riflettere la situazione giuridica in vigore al mo- mento dell’introduzione della legge federale sull’energia nucleare. In linea di principio, è di nuovo possibile costruire nuove centrali nucleari, a condizione che venga rilasciata un’autorizzazione di massima e che siano soddisfatti i requisiti necessari per autoriz- zarne la costruzione e l’esercizio.

Le disposizioni transitorie della LENu consentono l’esercizio degli impianti nucleari esi- stenti senza autorizzazione di massima, fintantoché non vengono apportate modifiche che a norma dell’articolo 65 capoverso 1 LENu richiedono una modifica della corrispon- dente autorizzazione (cfr. art. 106 cpv. 1 LENu). Il divieto di nuove autorizzazioni di massima per le centrali nucleari ha implicato anche l’interdizione di autorizzazioni di massima per le modifiche alle centrali nucleari esistenti (art. 106 cpv. 1bis LENu). L’articolo 65 capoverso 1 LENu prevede una modifica dell’autorizzazione di massima in caso di modifiche significative agli impianti nucleari. Si intendono significative le mo- difiche che riguardano lo scopo o le caratteristiche fondamentali dell’impianto nucleare o il rinnovo sostanziale di una centrale nucleare volto a prolungare in modo significativo la durata dell’esercizio, segnatamente con la sostituzione del contenitore pressurizzato del reattore. Anche se la sostituzione del contenitore pressurizzato del reattore nelle centrali nu- cleari esistenti risulta impossibile o, quanto meno, economicamente non conveniente, non è più possibile giustificare il divieto di autorizzazioni di massima per le modifiche alle centrali nucleari esistenti nell’ottica di favorire l’apertura tecnologica. Dovrebbe pertanto essere abrogata anche la disposizione dell’articolo 106 capo- verso 1bis LENu.

Clausola di collegamento L’avamprogetto include, alla cifra II capoverso 2, una cosiddetta «clausola di collega- mento»: la revisione della LENu è un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)». Suddetta clausola stabili- sce un nesso tra le due proposte, in modo da permettere un ritiro condizionato dell’ini- ziativa popolare in favore del controprogetto indiretto. Il comitato promotore dell’inizia- tiva può quindi ritirarla, a condizione che entri in vigore la revisione della LENu. È possibile escludere la cosiddetta «clausola alternativa»; essa sarebbe necessaria in caso di contraddizioni sostanziali tra l’iniziativa popolare e il controprogetto indiretto. Tuttavia, l’abolizione del divieto di rilasciare autorizzazioni di massima per le centrali nucleari non è in conflitto con l’iniziativa popolare. Al contrario, la presente revisione recepisce a livello legislativo l’obiettivo principale dell’iniziativa popolare. Il Consiglio federale ritiene che la revoca del divieto di rilasciare autorizzazioni di massima do- vrebbe comunque essere sancita dal legislatore successivamente all’accettazione dell’iniziativa popolare. Qualora l’iniziativa popolare e il controprogetto indiretto venissero accettati contempo- raneamente, la parte concernente la revisione della LENu (cfr. art. 89 cpv. 7, se- condo periodo Cost.) risulterebbe già attuata. Le altre parti dell’iniziativa popolare (art. 89 cpv. 6 e 7, primo periodo) dovrebbero essere ulteriormente specificate a livello di legge federale.

6 Ripercussioni

6.1 Ripercussioni per la Confederazione

Ripercussioni finanziarie La nuova norma proposta nella legge federale sull’energia nucleare è volta a revocare il divieto di rilascio delle autorizzazioni di massima per nuove centrali nucleari. Si in- tende così ripristinare la possibilità di presentare al Consiglio federale domande per la costruzione di nuove centrali nucleari. Non si tratta di decidere in merito alla costruzione di nuove centrali nucleari. Pertanto, il finanziamento di future centrali nucleari non è oggetto della presente proposta. Essa non avrà quindi alcuna ripercussione sulle en- trate e sulle uscite delle finanze federali.

Ripercussioni sull’effettivo del personale La proposta di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari non ha alcun im- patto sul personale a livello federale.

6.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni, per le Città, gli agglomerati e le re- gioni di montagna L’avamprogetto si propone di garantire un approvvigionamento elettrico della Svizzera che sia tecnologicamente neutrale e rispettoso dell’ambiente e del clima, consentendo sul lungo periodo la produzione supplementare di elettricità a basse emissioni di CO2 attraverso nuove centrali nucleari. Questa opzione aggiuntiva per la sicurezza dell’ap- provvigionamento elettrico a lungo termine rafforza la stabilità energetica in tutte le re- gioni della Svizzera.

6.3 Ripercussioni sull’economia

Un approvvigionamento energetico sicuro, conveniente ed ecologico, sempre disponi- bile, è fondamentale per la competitività di un’economia nazionale. L’energia nucleare fornisce elettricità 24 ore su 24, durante tutto l’anno, senza generare costi di approvvi- gionamento aggiuntivi. Le centrali nucleari non necessitano di impianti di stoccaggio e hanno il vantaggio di contribuire alla stabilità della rete. Reti elettriche instabili sono esposte al rischio di blackout. Eventi passati, come il grande blackout elettrico del 2003 in Nord America, hanno dimostrato che episodi di questo tipo generano costi economici considerevoli. Tuttavia, la possibilità di ammettere nuovamente le domande di autorizzazioni di mas- sima per le nuove centrali nucleari può essere vista anche come un’ulteriore misura per proteggere la Svizzera dalla penuria di elettricità nel lungo periodo. Si parla di pe- nuria di elettricità quando la domanda di energia elettrica supera l’offerta per diversi giorni o settimane. Nella sua analisi nazionale dei rischi «Catastrofi e situazioni d’emer- genza in Svizzera»53, l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) ha identificato nella penuria di elettricità la principale minaccia per la Svizzera. L’UFPP stima le perdite finanziarie e i costi di gestione in circa 10 miliardi di franchi. Questo comporterebbe una riduzione dell’efficienza economica pari a circa 90 miliardi di fran- chi. Nell’elaborazione della Strategia energetica 2050, il Consiglio federale si era inizial- mente basato sull’assunto che l’energia e l’elettricità disponibili in Europa fossero sem- pre sufficienti. Questa posizione di partenza è cambiata radicalmente. L’aggressione militare russa ha messo in luce la vulnerabilità dell’Europa in termini di politica energe- tica. Ciò riguarda anche la Svizzera. Grazie alle misure adottate dal Popolo nella nuova legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, l’approvvigionamento elettrico sarà potenziato a breve e medio termine attraverso l’am- pliamento delle fonti rinnovabili. La revoca del divieto di rilascio di autorizzazioni di massima per nuove centrali nucleari offre un’ulteriore opportunità per garantire la sicu- rezza dell’approvvigionamento elettrico a lungo termine. Questa si rivela cruciale nel

caso in cui il potenziamento e l’ampliamento delle energie rinnovabili non avvengano nella misura desiderata. Grazie a questa garanzia effettiva dell’approvvigionamento elettrico, l’avamprogetto contribuisce a rafforzare la fiducia nella competitività della no- stra economia, sia a livello nazionale che internazionale.

6.4 Ripercussioni sulla società

La Svizzera dispone di un ottimo sistema energetico. L’elevata affidabilità della forni- tura di energia e di elettricità costituisce una base fondamentale per il benessere del nostro Paese. Questo è anche uno dei motivi per cui le aziende esportatrici possono garantire una produzione affidabile e conveniente, posizionandosi in modo ottimale nella concorrenza internazionale e creando posti di lavoro a livello nazionale. La Sviz- zera trae vantaggio dalla concorrenza internazionale tra le piazze economiche. L’inse- diamento di aziende attive a livello globale incide positivamente sulla creazione di va-

https://www.babs.admin.ch/it/analisi-nazionale-dei-rischi-correlati-a-catastrofi-e-situazioni-demergenza

lore aggiunto a livello nazionale e sull’occupazione della popolazione svizzera. A be- neficiarne sono l’artigianato, il settore dei servizi, l’industria e il turismo, nonché il nostro settore della ricerca e dell’istruzione e la società in generale. Anche se non prevede la costruzione di nuove centrali, l’avamprogetto riaccenderà il dibattito sociale sul ruolo futuro dell’energia nucleare e su un approvvigionamento elettrico nazionale aperto verso ogni tipo di tecnologia. Questa discussione aperta sul futuro dell’approvvigiona- mento energetico va accolta con favore e riflette le consuetudini democratiche della Svizzera.

6.5 Ripercussioni sull’ambiente

L’avamprogetto non incide direttamente sull’ambiente; piuttosto, si propone di ripristi- nare la possibilità di presentare alla Confederazione domande di autorizzazioni di mas- sima per nuovi progetti di energia nucleare. Le ripercussioni sull’ambiente dovrebbero essere valutate di caso in caso, qualora in futuro vengano presentati progetti concreti per l’autorizzazione. Questi dovrebbero garantire in particolare la protezione dell’uomo e dell’ambiente, escludendo eventuali motivi previsti dalla legislazione federale sulla protezione dell’ambiente che ostacolino il rilascio di suddette autorizzazioni (cfr. art. 13 cpv. 1 LENu).

7 Aspetti giuridici

7.1 Costituzionalità

L’avamprogetto si basa sull’articolo 90 della Costituzione, che conferisce alla Confede- razione una competenza legislativa esclusiva e completa nel campo dell’energia nu- cleare.

7.2 Compatibilità con gli impegni internazionali della Svizzera.

L’avamprogetto rispetta gli impegni internazionali della Svizzera.

7.3 Forma dell’atto

L’avamprogetto intende abrogare disposizioni attualmente in vigore nella legge fede- rale sull’energia nucleare (LENu). Le modifiche sono apportate secondo la procedura legislativa ordinaria e sono pertanto soggette a un referendum facoltativo ai sensi dell’articolo 141 capoverso 1 lettera a della Costituzione.

7.4 Subordinazione al freno alle spese

Il presente avamprogetto non contiene né nuove disposizioni in materia di sussidi (che comportano spese superiori a una delle soglie previste), né nuovi crediti d’impegno o limiti di spesa (che comportano spese superiori a una delle soglie previste).

Controprogetto indiretto (modifica della legge sull’energia nucleare) all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» | Lexipedia | Lexipedia