Geltung: Wie spätere Gerichte diesen Entscheid behandelt haben, wurde nicht ausgewertet. Keiner der 1 zitierenden Entscheide wurde ausgewertet.

67 III 89

28. Sentenza 6 giugno 1941 nella causa Cappello.

Ari, 141 cp. 1 e art. 17 cp. 2 LEF.

Ha veste per aggravarsi qualsiasìi interessato che interponga reclamo entro dieci giorni dall’incanto per ottenere l’annullamento dell’aggiudicazione fatta in urto con la regola, secondo cui i crediti pignoratizi poziori debbono essere coperti dall’offerta. Anche Pufficio che ha proceduto all’aggiudicazione irregolare ha facoltà di annullarlo entro il termine di dieci giorni dall’incanto.

Art. 141 Abs. 1 und Art. 17 Abs. 2 SchKG.

Iet das Deckungsprinzip bet der Versteigerung missachtet worden, s0 kann (abgesehen vom Beschwerderecht der direkt betroffenen vorgehenden Pfandgläubiger und des Schuldners) : 1. jeder irgendwie Interessierte binnen zehn Tagen seit der Steigerung den. Zuschlag durch Beschwerde anfechten ;

2. das Betreibungsamt selbst den fehlerhaften Zuschlag binnen der nämlichen Frist widerrufen.

Art. 141 al. 1 ei 17 al. 2 LP.

Lorsque l’adjudication a été prononcée en violation de la règle qui veut que l’ofíre soit supérieure à la somme des créances garanties par l’immeuble préférables à celle du poursuivant, tout intéressé a qualité pour en demander l’annulation par voie de plainte dans les dix jours gui suivent.

En pareil cas, il est loisible à l'office, dans le même délai, d'annuler lui-même l'adjudication.

Sachverhalt

A. — Nell’esecuzione 25335 promossa contro la Massa ereditaria fu Giovanni Torregiani e fu Teresa Morogoli IUfficio di Lugano, su istanza della creditrice ipotecaria di primo grado, fissava pel 26 novembre 1940 l’incanto del pegno immobiliare.

L’Ufficio sospendeva però l’incanto in virtù di una dilazione (art. 123 LEF e 19 dell’Ordinanza 17 ottobre 1939 del Consiglio federale che mitiga temporaneamente le disposizioni gsull’esecuzione forzata), ma lo indiceva nuovamente pel 22 aprile 1941, poichè gli escussi non avevano versato gli acconti promessÌ.

La cifra 1 delle condizioni d’incanto stabiliva che l’aggiu dicazione sarebbe stata fatta dopo tre chiamate al maggior offerente « genza riguardo al valore di stima », quantunque nell’elenco degli oneri figurasse iscritto in grado privilegiato un credito di fr. 255,90 assistito da un’ipoteca legale sui beni messì in vendita.

90 Schuldbetreibungs- und Konkursrecht. N° 28, All’incanto Giuseppe Cappello sì rendeva deliberatario per fr. 100.— degli stabili messì all’asta, stimati officialmente fr. 5180, — Contro questa delibera inoltrava reclamo, il 25 aprile, la creditrice ipotecaria di primo grado, adducendo che il bando apparso sul Foglio officiale del Cantone Ticino l’aveva indotta in errore, poichè non indicava con sufficiente chiarezza che 81 trattava d’un incanto unico.

Con decisione 9 maggio 1941 l’Autorità cantonale di vigilanza annullava l’aggiudicazione gu proposta delPUfficio di Lugano, il quale per isvista non aveva tenuto conto che, siccome la vendita era stata chiesta dalla creditrice ipotecaria di primo grado, il prezzo di aggiudicazione doveva superare il credito privilegiato di fr. 255,90.

B. — Giuseppe Cappello ha interposto tempestivo ricorso alla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale federale, chiedendo l’annullamento della suddetta deciSÍONe, Considerando ùn diritto :

E’ pacifico che in concreto l’aggiudicazione viola. la regola secondo cui l’offerta accettata deve eccedere l’importo del credito pignoratizio poziore a quello del creditore procedente.

Una tale aggiudicazione non è però radicalmente nulla e non può nemmeno essere annullata su reclamo in ogni tempo, ossía indipendentemente dall’osservanza del termine previsto dall’art. 17 ep. 2 LEF (ofr. RU 26 I 138 = Ed. sep. 3,26).

Direttamente interessati ad aggravarsi da un’aggiudicazione che urti contro la norma summenzionata s80n0 il creditore pignoratizio di grado poziore e il debitore, al quale, giusta gli art. 127 ep. 3 e 142 cp. 3 LEF (rispettivamente l’art. 71 cp. 1 RRF e l’art. 26 ep. 2, ultima frase, dell’Ordinanza CF del 24 gennaio 1941), Poggetto non Può essere tolto in caso di oferta insufficiente. Ci sì può chiedere se la facoltà d’aggravarsi non sía limitata a costoro. Ma una tale soluzione porterebbe seco il pericolo che in progresso di tempo il Comune di Cagiallo nella sua qualità di creditore privilegiato, o il rappresentante della massæ debitrice, il quale abita nel Marocco, inoltrino un reclamo ancora tempestivo, perchè venuti a conoscenza dell’irregolarità dell’aggiudicazione soltanto più tardi, e ne ottengano l’annullamento. Ora quest’annullamento pronunciato molto tempo dopo lincanto arrecherebbe un grave pregiudizio al deliberatario. E’ infatti ovvio l’interesse di costui a che il reclamo siía interposto entro breve tempo dall’incanto : avvertito in tale modo che la sua proprietà sulla cosa aggiudicatagli è incerta, egli sì asterTà da atti di disposizione (sía in fatto, sía in diritto) che potrebbero essergli eventualmente di danno.

Occorre adunque che la veste per aggravarsÌi sia riconosciuta a qualsiasi interessato che, come. in concreto, interponga reclamo entro i dieci giorni dall’incanto per ottenere l’annullamento dell’aggiudicazione fatta in urto con la regola secondo cui i crediti pignoratizi poziori devono essere coperti dall’offerta. Anzi si deve accordare all’ufficio che ha proceduto all’aggiudicazione irregolare la facoltà di annullarla entro il termine di dieci giorni dall’incanto. Una tale facoltà sí giustifica anche pel fatto che l'aggiudicazione irregolare mette in gioco la regponsabilità dell’ufficio e quella dello Stato.

In concreto la delibera ha avuto luogo il 22 aprile ed ò stata impugnata tre giorni dopo dalla creditrice ipotecaria di primo grado. Il reclamo era quindi ricevibile. Nel merito, Giuseppe Cappello non contesta l’insufficienza illegale dell’offerta, ma sí dichiara disposto a correggerla (almeno secondo ciò che sembra risultare dal ricors0), assumendo anche il pagamento di fr. 255,90 che rappresentano l’importo del credito privilegiato. Ma questa dichiarazione non basta per assegnare al deliberatario un onere garantito da pegno immobiliare e che eccede il prezzo di delibera. Infatti ci sí trova in presenza di un’ipo- 92 Sehuldbetreibungs- und Konkursrecht (Zivilabteilungen). N° 29, teca legale che. non rappresenta un credito non ancora scaduto al momento dell’incanto (vedi cifra 8 delle condizioni d'incanto .e art. 49 lett. b del RRF).

La Camera esecuzioni e fallimenti pronuncia :

II ricorso è respinto.

IL. ENTSCHEIDUNGEN DER ZIVILABTEILUNGEN ARRÊTS DES SECTIONS CIVILES 29. Extrait de l’arrêt de la ITe Section civile du 27 mars 1941 dans la cause Jaccoud contre Roto-Sadag S. A.

L'action de l’art. 273 LP n'appartient qu’au débiteur. Le tiers propriétaire des biens séquestrés qui entend demander la réparation du dommage que lui a causé le séquestre ne dispose que de Paction des art. 41 et suiv. CO et. encore la responsabilité du créancier n’est-elle engagée qu’en cas de dol ou de négligence grave.

Die Klage aus Art. 273 SchKG steht nur dem Schuldner zu. Der Dritteigentümer der arrestierten Sachen kann Schadenersatz _ wegen der Árresiierung nur allenfalls auf Grund von Art. 41 ffÆ. OR verlangen, und dies nur bei Arglist oder grober Fahr- lässigkeit des Arrestgläubigers. ‘ L’azione dell’art. 273 LEF spetta soltanto al debitore. Il terzo proprietario dei beni sequestrati può chiedere la riparazione del danno che gli ha causato il sequestro solamente in virtù degli art. 41 e seg. CO, e ciò soltanto in caso di dolo o di negligenza grave a carico del creditore.

La - Société anonyme Roto-Sadag a fait exécuter en 1936 plusieurs séquestres contre s0on débiteur Albert Jaccoud. Ces séquestres ont porté gur « toutes prétentions, créances, etc. de M. Albert Jaccoud et éventuellement de M. Arthur Jaccoud sur divers tiers à Lausanne et à Genève ». Ces créances ayant été revendiquées par Arthur Jaccoud, frère du débiteur, Roto-Sadag a introduit contre Iui plusieurs actions en contestation de revendication. De son côté, Albert Jaccoud a intenté contre Roto-Sadag des actions en contestation du cas de séquestre qui ont été reconnues fondées. Des actions intentées par Arthur Jaccoud, une seule a été jugée, mais suivant un accord intervenu entre les parties, ce jugement devait valoir également dans les autres causes.

Le 7 avril 1938, Arthur Jaccoud a assigné Roto-Sadag en payement de 10 000 fr. à titre de dommages-intérêts pour le préjudice matériel et moral qui lui avait été causé par les séquestres. Roto-Sadag s’est opposée à la demande. Invoquant la collusion qui aurait existé entre les deux frères, elle a soutenu qu’elle ne disposait, au moment des séquestres, d’aucun élément lui permettant d’admettre les revendications du demandeur. Elle n’avait jamais eu l’intention de faire réaliser des biens d'Arthur Jaccoud et n’avait donc commis aucune faute.

Par avis du 7 janvier 1941, confirmant le jugement rendu par le Tribunal de première instance, la Cour de Justice civile de Genève a débouté le demandeur de ses conclusions et l’a condamné aux dépens.

Arthur Jaccoud a recouru en réforme en reprenant ges conclusions.

Consîidérant en droit :

1, — Le Tribunal fédéral a déjà eu l’occasíion de juger que l’action prévue à l’art. 273 LP n’appartient qu’au débiteur, autrement dit que le tiers propriétaire de biens séquestrés qui entend rendre le créancier responsable du dommage que le séquestre lui a causé est réduit à l’action des art. 41 et suiv. CO, et doit en conséquenece, à la différence du débiteur, prouver non seulement le dommage mais aussìí la faute du créancier (RO 25 IT 14). Le Tribunal fédéral ne voit pas de raisons de se départir de ce principe. Certes on pourrait être tenté à première Vue, en se contentant de mettre en parallèle la sítuation du tiers et celle du débiteur, de dire que sí le dernier est recevable à actionner le créancier en réparation du préjudice causé

Seither geänderte Bestimmungen

Dieser Entscheid legt Bestimmungen aus, deren Erlass seither erneut konsolidiert wurde. Ob der Artikel selbst geändert hat, ist nicht erfasst.

  • Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Art. 17, Art. 123, Art. 141 und Art. 273 — der Erlass wurde am 1. Januar 1997, 1. Januar 2001, 1. April 2003, 1. Juli 2004, 1. Januar 2005, 1. Januar 2007, 1. Juli 2007, 1. Januar 2008, 1. Januar 2010, 1. Dezember 2010, 1. Januar 2011, 1. Februar 2011, 1. September 2011, 1. Januar 2012, 1. Januar 2013, 1. Januar 2014, 1. Januar 2016, 1. Juli 2016, 1. Januar 2017, 28. März 2017, 1. Januar 2018, 1. Januar 2019, 1. Januar 2020, 20. Oktober 2020, 1. August 2021, 1. Januar 2023, 1. Juli 2024, 1. Januar 2025 und 1. Januar 2026 erneut konsolidiert.

Zitiert in