88-509
Verwaltungsbehörden 06.10.1989 88.509
6. Oktober 1989Deutsch12 min
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6. Oktober 1989 N 1751 Interpellation Carobbio #ST# 88.509 Interpellation Carobbio Erwerb des Schweizer Bürgerrechts und Militärdienst in Italien Interpellanza Carobbio Italiani che acquistano la cittadinanza svizzera. Obbligo del servizio militare in Italia Interpellation Carobbio Ressortissants suisses astreints au service militaire en Italie Wortlaut der Interpellation vom 22. Juni 1988 Nach einem Rundschreiben des italienischen Konsulates in Zürich bleiben Italiener, die das Schweizer Bürgerrecht nach Vollendung des 18. Altersjahres erwerben, in Italien bis zum 31. Dezember des Jahres, in dem sie das 45. Altersjahr vollenden, militärdienstpflichtig. Dies gilt nach dem Rundschreiben auch für unmündige Italiener (unter 18 Jahren), die das Schweizer Bürgerrecht selber, d. h. nicht mit den Eltern, erwerben und die nach dem 18. Altersjahr auf die zweite Staatsangehörigkeit, nämlich die italienische, verzichten. Der gleichen Regelung sollen Italiener unterstehen, die in die Einbürgerung oder die Wiedereinbürgerung ihrer geschiedenen oder getrennt lebenden Mutter einbezogen worden sind und mit 18 Jahren auf das italienische Bürgerrecht verzichten. Wir fragen den Bundesrat: a) Handelt es sich bei den im Rundschreiben des italienischen Konsulates in Zürich genannten Bestimmungen tatsächlich um Bestimmungen, die in Kraft sind und angewendet werden? b) Stimmt es, dass in den genannten Fällen gebürtige Italiener, die durch Einbürgerung Schweizer geworden sind, bis zum 45. Altersjahr in Italien, also in einem fremden Staat, Militärdienst leisten müssen? c) Ist der Bundesrat - falls die Fragen a) und b) zu bejahen sind - nicht der Ansicht, dass die erwähnten Bestimmungen den Vorschriften widersprechen, wonach ein Schweizer Bürger im Ausland keinen Militärdienst leisten darf? d) Hält er es in diesem Fall nicht für nötig, auf der Ebene bilateraler Abkommen mit Italien und auf der Ebene der schweizerischen Gesetzgebung alle erforderlichen Schritte zu unternehmen, damit die genannten Bestimmungen, falls diese rechtskräftig sind, abgeschafft und eingebürgerte Schweizer italienischer Herkunft von der Militärdienstpflicht in Italien gänzlich befreit werden? lesto dell'interpellanza del 22 giugno 1988 Secondo una circolare del Consolato Italiano di Zurigo gli italiani che acquistano la cittadinanza svizzera dopo i 18 anni restano «obbligati a prestare servizio militare in Italia sino al 31 dicembre dell'anno in cui compiono i 45 anni». Una identica disposizione vale, secondo la circolare in questione, anche per l'italiano minorenne (sotto i 18 anni) che acquista la cittadinanza svizzera per proprio conto, cioè non cori i genitori, e che dopo i 18 anni rinuncia alla seconda nazionalità, quella italiana appunto. Analogo trattamento è riservato al minorenne italiano «compreso nella naturalizzazione o nella reintegrazione della madre separata» che a 18 anni rinunciasse alla seconda nazionalità, quella italiana. Visto quanto sopra i sottoscritti chiedono al Consiglio federale: a) se le disposizioni citate dalla circolare del Consolato Italiano di Zurigo sono effettivamente quelle in vigore e applicate; b) se corrisponde quindi al vero che, nei casi citati, i cittadini di origine italiana naturalizzati svizzeri sono tenuti a prestare, fino a 45 anni, servizio militare in Italia, quindi in uno Stato estero; c) se non ritiene, in caso di risposta affermativa ai punti a, b, che tali disposizioni siano in contrasto con le norme che impediscono a un cittadino svizzero di prestare servizio militare all'estero; d) se non ritiene, in questo caso, di intraprendere tutti i passi necessari a livello di accordi bilaterali con l'Italia e a livello legislativo interno perché le disposizioni citate, nel caso fossero valide, vengano abolite e il cittadino naturalizzato svizzero, di origine italiana, venga completamente liberato dall'ob'bligo di prestare servizio militare in Italia. Texte de l'interpellation du 22 juin 1988 Selon une circulaire émanant du Consulat d'Italie à Zurich, les Italiens qui acquièrent la citoyenneté suisse après 18 ans restent tenus «d'accomplir leur service militaire en Italie jusqu'au
Erwägungen
31.
décembre de l'année où ils ont 45 ans révolus». La même disposition est applicable, selon la circulaire en question, à l'Italien mineur (de moins de 18 ans) qui acquiert la nationalité suisse par lui-même, c'est-à-dire non pas conjointement avec ses parents, et qui, après 18 ans, renonce à la seconde nationalité, l'italienne en l'occurence. Un traitement analogue s'applique aux enfants mineurs italiens «compris dans la naturalisation ou dans la réintégration de la mère séparée», qui renonceraient à 18 ans à la seconde nationalité, l'italienne précisément. Etant donné ce qui précède, les soussignés demandent au Conseil fédéral: a) si les dispositions mentionnées dans la circulaire du Consulat d'Italie à Zurich sont effectivement en vigueur et appliquées; b) s'il est vrai que, dans les cas cités, les citoyens d'origine italienne naturalisés suisses sont tenus d'accomplir, jusqu'à 45 ans, du service militaire en Italie, donc dans un Etat étranger; c) si, dans le cas d'une réponse affirmative aux points a) et b), le Conseil fédéral ne considère pas que de telles dispositions sont contraires aux règles qui interdisent à un citoyen suisse d'accomplir du service militaire à l'étranger; d) si, dans ce cas, le Conseil fédéral envisage de prendre toutes les mesures nécessaires, aussi bien au niveau d'accords bilatéraux avec l'Italie qu'au niveau de notre propre législation, en vue d'obtenir l'abolition des dispositions citées, dans l'hypothèse où elles sont valables, pour que le citoyen naturalisé suisse et d'origine italienne soit totalement libéré de l'obligation d'accomplir du service militaire en Italie? Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Bäumlin Richard, Borei, Braunschweig, Fankhauser, Ledergerber, Leuenberger-Solothurn, Longet, Matthey, Mauch Ursula, Stappung, Uchtenhagen, Ulrich, Ziegler (13) Schriftliche Begründung - Motivazione scritta Développement par écrit L'interpellante rinuncia alla motivazione e desidera una risposta scritta. Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 31. August 1988 Risposta scritta del Consiglio federale del 31 agosto 1988 Rapport écrit du Conseil fédéral du 31 août 1988 a) Le disposizioni citate sono basate sulla legge italiana sulla cittadinanza, del 13 giugno 1912, che all'articolo 8 prevede che la perdita della cittadinanza italiana da parte di chi spontaneamente acquista una cittadinanza straniera e stabilisce o ha stabilito all'estero la propria residenza non esime dagli obblighi del servizio militare, salvo le facilitazioni concesse dalle leggi speciali. b) I cittadini italiani che ottengono la cittadinanza svizzera per naturalizzazione rimangono sottoposti all'obbligo militare in Italia fino al 31 dicembre dell'anno in cui raggiungono l'età di
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anni. Si tratta in particolare degli italiani naturalizzati svizzeri dopo i 18 anni di età (maggiore età per l'Italia), che hanno perso automaticamente la nazionalità italiana, come pure degli italiani naturalizzati individualmente prima dei 18 anni, che sono diventati doppi nazionali. Questi ultimi, secondo le informazioni forniteci dalle autorità italiane, hanno la possibilità di -- 1 of 4 -Interpellation Leuba 1752 N 6 octobre 1989 rinunciare alla nazionalità italiana e di farsi in seguito liberare dagli obblighi militari in Italia. Gli italiani naturalizzati svizzeri che restano obbligati al servizio militare in Italia e che hanno lasciato l'Italia prima dei 17 anni, hanno la possibilità di chiedere presso il Consolato d'Italia competente una dispensa dal presentarsi alle armi in tempo di pace. Coloro che sono partiti dall'Italia dopo i 17 anni, al momento in cui adempiono alle condizioni di naturalizzazione in Svizzera hanno già dovuto effettuare il loro servizio militare obbligatorio in Italia. Le persone domiciliate in Svizzera non hanno alcun problema, nella pratica, per regolarizzare i loro obblighi militari in Italia. e) II fatto che in circostanze particolari un cittadino svizzero resta obbligato al servizio militare in Italia anche dopo la perdita della nazionalità italiana, dal punto di vista del diritto internazionale è irrefutabile. In effetti la Svizzera nella sua dichiarazione del 22 luglio 1868 relativa all'articolo 4 del Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e l'Italia, della stessa data (RS 0.142.114.541) ha riconosciuto e accettato questa situazione giuridica. Conformemente alla citata dichiarazione la liberazione dal servizio militare italiano (art. 4 del Trattato) non è valevole per i cittadini italiani naturalizzati in Svizzera. Questa dichiarazione si riferisce ai casi di perdita della cittadinanza italiana elencati nell'articolo 11 del Codice civile del Regno d'Italia del 1865. Giusta l'articolo 12 di questo codice, la perdita della cittadinanza italiana non esentava «nei casi espressi nell'articolo precedente» dagli obblighi del servizio militare italiano (vedasi nota a pie di pagina in RS 0.142.114.541, pag. 8), ed entrambi gli Stati si sono esplicitamente richiamati a questo articolo 12 nella loro dichiarazione. L'articolo 11 designava nei dettagli tutte le possibilità di perdita della cittadinanza italiana. Di conseguenza la nuova regolamentazione italiana relativa agli obblighi militari degli Italiani naturalizzati all'estero è tuttora garantita dalla dichiarazione del 22 luglio 1868. d) Perciò che concerne l'eventuale stipulazione di un accordo in materia militare tra la Svizzera e l'Italia, effettivamente il costante aumento dei casi di doppia cittadinanza ha già sollevato tale questione. Proprio quest'anno l'Ufficio federale dell'aiutantura ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di esaminare il problema. Il gruppo di lavoro esaminerà pure se la dichiarazione del 22 luglio 1868 dovrà essere abrogata, in accordo con le autorità italiane. Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundesrates teilweise befriedigt. #ST# 89.374 Interpellation Leuba Aussagen eines Beamten des Bundesamtes für Polizeiwesen Déclaration télévisée d'un fonctionnaire de l'Office fédéral de la police Wortlaut der Interpellation vom 8. März 1989 Im September 1988 hat die Loterie romande eine «europäische Serie» angeboten, die insbesondere einen Haupttreffer von einer Million Franken enthielt, den eine Vereinbarung mit der belgischen Staatslotterie ermöglicht hatte. Es handelte sich um einen Zusatztreffer, den der Käufer eines Loses aus der «europäischen Serie» der Loterie romande oder aus der entsprechenden Serie der belgischen Staatslotterie gewinnen konnte. In der offensichtlich irrigen Annahme, es werde für diese Ziehung irreführende Werbung betrieben, hat das welsche Fernsehen die «europäische Serie» zum Thema ihrer Sendung «A bon entendeur» gemacht. Im Verlauf dieser Sendung erschien auf dem Bildschirm ein Beamter des Bundesamtes für Polizeiwesen, Herr Arnold Bolliger (sein Name wurde eingeblendet). Herr Bolliger sprach im Zusammenhang mit der genannten Serie der Loterie romande von der «Durchführung einer verbotenen Lotterie, Verletzung des Bundesgesetzes betreffend die Lotterien und die gewerbsmässigen Wetten» sowie von der Anzeige, die er beim Staatsanwalt des Kantons Waadt (dem Sitzkanton der Loterie romande) einzureichen beschlosssen habe. Im Zeitpunkt, zu dem Herr Bolliger am Fernsehen seine Erklärungen abgab, war der Losverkauf der Loterie romande in vollem Gang. Die Verantwortlichen der Lotterie wussten noch nichts von der Anzeige des Bundesamtes für Polizeiwesen. Der Direktor der Loterie de la Suisse romande erfuhr erst im Verlauf der Sendung, dass gegen seine Einrichtung Anzeige erstattet worden war. Es ist klar, dass die Sendung «A bon entendeur» ganz allgemein und die von einem Beamten des Bundesamtes für Polizeiwesen am Fernsehen abgegebenen unangebrachten Erklärungen im besonderen der Loterie romande einen beträchtlichen Schaden zugefügt haben. Während die «europäische Serie» in den meisten der beteiligten Länder guten Erfolg hatte, war sie für die Loterie romande ein Misserfolg. Dafür werden die Hilfswerke und die kulturellen Institutionen der welschen Schweiz büssen müssen, da der Gewinn der Loterie romande an sie geht. Wie leicht vorauszusehen war, verfügte der Untersuchungsrichter des Kantons Waadt, der die Anzeige des Bundesamtes für Polizeiwesen behandelte, die Einstellung des Verfahrens. Dessen ungeachtet bekräftigte Arnold Bolliger im Februar 1989 - in einer anderen Sendung «A bon entendeur» - seine Aussagen. Anstatt sich zu fragen, ob die vom Bundesamt für Polizeiwesen erstattete Anzeige vielleicht schlecht begründet war, beklagte er sich darüber, dass die Einstellungsverfügung nicht der Beschwerde unterlag, was ebenfalls nicht zutraf. Der Staatsanwalt des Kantons Waadt hätte nämlich, wenn er von der Berechtigung der Anzeige überzeugt gewesen wäre, gegen die Einstellungsverfügung Beschwerde erheben können. Zudem kündigte Arnold Bolliger an, der Bundesrat werde die Verordnung ändern, um einer höheren Gerichtsinstanz das Beschwerderecht einzuräumen. Die Unterzeichneten stellen dem Bundesrat die folgenden Fragen:
1.
Was für Vorschriften gelten für Bundesbeamte, die nicht einem Dienst vorstehen, hinsichtlich des Amtsgeheimnisses, wenn sie sich im Fernsehen oder in einem ändern Medium äussern?
2.
Findet es der Bundesrat normal, dass der Direktor einer Institution durch am Fernsehen abgegebene Erklärungen eines Bundesbeamten erfährt, dass gegen ihn oder seine Institution Strafanzeige erstattet worden ist?
3.
Wie lassen sich die Aussagen von Arnold Bolliger mit dem Untersuchungsgeheimnis des waadtländischen Strafverfahrens vereinbaren?
4.
MUSS ein Bundesbeamter, der öffentliche Erklärungen abgibt, nicht bedenken, welchen Schaden er einem Handelsbetrieb zufügen kann, wenn er ihn zu Unrecht namentlich der Gesetzesverletzung oder der Durchführung einer verbotenen Lotterie bezichtigt, ohne dass eine Strafuntersuchung die Vorwürfe erhärtet hat?
5.
Ist der Bundesrat nicht der Meinung, ein nicht angefochtener und demzufolge rechtskräftig gewordener Justizentscheid wie die Einstellungverfügung des Untersuchungsrichters des Kantons Waadt sei auch für Staatsangestellte, einsctiliesslich der Beamten des Bundesamtes für Polizeiwesen, bindend?
6.
Wurde Arnold Bolliger wegen seines Vorgehens gerügt? Sind gegen ihn Sanktionen ergriffen worden?
7.
Ist der Bund bereit, die Loterie romande zu entschädigen, falls diese nachweist, dass ihr aus den Erklärungen, die Arnold Bolliger abgegeben hat, ein Schaden erwachsen ist? Texte de l'interpellation du 8 mars 1989 En septembre 1988, la Loterie romande a mis en vente une
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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali Interpellation Carobbio Erwerb des Schweizer Bürgerrechts und Militärdienst in Italien Interpellation Carobbio Ressortissants suisses astreints au service militaire en Italie Interpellanza Carobbio Italiani che acquistano la cittadinanza svizzera. Obbligo del servizio militare in Italia In Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Dans Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale In Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale Jahr 1989 Année Anno Band IV Volume Volume Session Herbstsession Session Session d'automne Sessione Sessione autunnale Rat Nationalrat Conseil Conseil national Consiglio Consiglio nazionale Sitzung 16 Séance Seduta Geschäftsnummer 88.509 Numéro d'objet Numero dell'oggetto Datum 06.10.1989 - 08:00 Date Data Seite 1751-1752 Page Pagina Ref. No 20 017 834 Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale.
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