Lexipedia

Entscheid

93-1005

Verwaltungsbehörden 29.04.1993 93.1005

29. April 1993Deutsch13 min

Source admin.ch

Erwägungen

3.

marzo 1993, attorno a Palazzo federale, impedendo l'entrata e l'uscita dei parlamentari in maniera corretta, al fine di un normale svolgimento dei lavori legislativi, l'interpellante chiede al Büro ed anche al Consiglio federale di valutare quanto segue:

1.

La protezione fisica e morale del Palazzo federale, la Casa della democrazia del popolo svizzero, è un dovere che deve essere puntualmente sorretto dai servizi preposti all'ordine pubblico di competenza comunale, cantonale e federale.

2.

L'Autorità comunale della città di Berna deve, in collaborazione con l'Autorità federale, garantire meglio la richiesta protezione.

3.

Non si ritiene necessario, in occasioni palesemente importanti come quella di un'elezione complementare in seno al Governo della Confederazione, di finalmente garantire, attraverso un corretto servizio di ordine pubblico, il normale accesso a Palazzo federale e l'incolumità medesima dei parlamentari e dei funzionar! federali?

4.

Quali misure concrete il Büro dell'Assemblea federale, in collaborazione con l'Autorità comunale della città di Berna, intende tempestivamente prendere per evitare la situazione praticamente di blocco dell'entrata ufficiale di Palazzo federale determinatasi stamane, 3 marzo 1993? Risposta del Consiglio federale del 26 aprile 1993

1. La protezione del Palazzo federale o la tutela della sovranità di polizia della Confederazione nel Palazzo federale sono oggetto di accordi stipulati tra la Confederazione e la città di Berna Tali disposizioni intendono, tra l'altro, garantire il libero accesso all'edificio del Parlamento e il normale svolgimento delle sedute delle Camere federali. Su iniziativa della Confederazione, nel 1925 il Consiglio municipale della città di Berna ha promulgato un divieto di effettuare dimostrazioni o altri raduni sulla Bundesplatz nei giorni delle sessioni parlamentari. Fino a pochi anni fa questo decreto municipale, confermato nel 1967, è sempre stato applicato in modo conseguente dalla polizia municipale della città di Berna Recentemente, vi è qualche incertezza da parte degli organi di sicurezza, dovuta, ad esempio, al fatto che singoli deputati si impegnano per gruppi d'interesse che desiderano esprimere le loro idee davanti al Palazzo federale, ma anche, non da ultimo, al fatto che nel 1991 gli organi dirigenti delle Camere federali si sono pronunciati a favore di una maggiore considerazione del principio di proporzionalità e per la tolleranza di piccole riunioni sul marciapiede davanti al Parlamento, per altro di proprietà della Confederazione. Soltanto qualora una siffatta dimostrazione assuma proporzioni e forme tali da ostacolare i membri dell'Assemblea federale nell'accedere o nel lasciare il Palazzo federale si dovrebbe autorizzare, su richiesta di uno dei presidenti delle Camere, un intervento delle forze dell'ordine commisurato alla situazione. La protezione del Palazzo federale non è pertanto illimitata, bensì garantita entro i limiti del diritto vigente e nel rispetto del principio di proporzionalità, anche se la polizia decide autonomamente circa i prowedimenti polizieschi da attuare per adempiere detto compito. 2./3. In pratica la protezione del Palazzo federale e i prowedimenti preventivi da attuare sono preparati e decisi per ogni singolo caso in stretta collaborazione tra il servizio di sicurezza dell'Amministrazione federale, i Servizi del Parlamento e la polizia della città di Berna Per le sessioni parlamentari, prima di ogni sessione viene effettuata un'analisi della situazione. Per il mercoledì 3 marzo 1993, i suddetti servizi avevano elaborato, come awiene per occasioni e dimostrazioni importanti, un dispositivo di sicurezza secondo il quale la polizia sarebbe intervenuta soltanto se fossero stati perpetrati atti di violenza Visto che la dimostrazione davanti a Palazzo federale, per la quale non era stata richiesta un'autorizzazione alla polizia, si svolse all'inizio in modo pacifico, un immediato intervento della polizia sarebbe stato sproporzionato. E' lecito comunque domandarsi se, data l'imponenza del raduno, non fosse stato opportuno garantire già nel corso della mattina il libero accesso al Palazzo. Del resto, all'interno del Palazzo federale l'ordine e la sicurezza erano garantiti conformemente alle circostanze. Giova inoltre rilevare che negli ultimi anni le elezioni al Consiglio federale si sono svolte pacificamente senza azioni dirette davanti o all'interno del Palazzo federale.

1. La protezione del Palazzo federale o la tutela della sovranità di polizia della Confederazione nel Palazzo federale sono oggetto di accordi stipulati tra la Confederazione e la città di Berna Tali disposizioni intendono, tra l'altro, garantire il libero accesso all'edificio del Parlamento e il normale svolgimento delle sedute delle Camere federali. Su iniziativa della Confederazione, nel 1925 il Consiglio municipale della città di Berna ha promulgato un divieto di effettuare dimostrazioni o altri raduni sulla Bundesplatz nei giorni delle sessioni parlamentari. Fino a pochi anni fa questo decreto municipale, confermato nel 1967, è sempre stato applicato in modo conseguente dalla polizia municipale della città di Berna Recentemente, vi è qualche incertezza da parte degli organi di sicurezza, dovuta, ad esempio, al fatto che singoli deputati si impegnano per gruppi d'interesse che desiderano esprimere le loro idee davanti al Palazzo federale, ma anche, non da ultimo, al fatto che nel 1991 gli organi dirigenti delle Camere federali si sono pronunciati a favore di una maggiore considerazione del principio di proporzionalità e per la tolleranza di piccole riunioni sul marciapiede davanti al Parlamento, per altro di proprietà della Confederazione. Soltanto qualora una siffatta dimostrazione assuma proporzioni e forme tali da ostacolare i membri dell'Assemblea federale nell'accedere o nel lasciare il Palazzo federale si dovrebbe autorizzare, su richiesta di uno dei presidenti delle Camere, un intervento delle forze dell'ordine commisurato alla situazione. La protezione del Palazzo federale non è pertanto illimitata, bensì garantita entro i limiti del diritto vigente e nel rispetto del principio di proporzionalità, anche se la polizia decide autonomamente circa i prowedimenti polizieschi da attuare per adempiere detto compito. 2./3. In pratica la protezione del Palazzo federale e i prowedimenti preventivi da attuare sono preparati e decisi per ogni singolo caso in stretta collaborazione tra il servizio di sicurezza dell'Amministrazione federale, i Servizi del Parlamento e la polizia della città di Berna Per le sessioni parlamentari, prima di ogni sessione viene effettuata un'analisi della situazione. Per il mercoledì 3 marzo 1993, i suddetti servizi avevano elaborato, come awiene per occasioni e dimostrazioni importanti, un dispositivo di sicurezza secondo il quale la polizia sarebbe intervenuta soltanto se fossero stati perpetrati atti di violenza Visto che la dimostrazione davanti a Palazzo federale, per la quale non era stata richiesta un'autorizzazione alla polizia, si svolse all'inizio in modo pacifico, un immediato intervento della polizia sarebbe stato sproporzionato. E' lecito comunque domandarsi se, data l'imponenza del raduno, non fosse stato opportuno garantire già nel corso della mattina il libero accesso al Palazzo. Del resto, all'interno del Palazzo federale l'ordine e la sicurezza erano garantiti conformemente alle circostanze. Giova inoltre rilevare che negli ultimi anni le elezioni al Consiglio federale si sono svolte pacificamente senza azioni dirette davanti o all'interno del Palazzo federale.

4. In previsione del 10 marzo 1993 i servizi della Confederazione e della città di Berna preposti alla sicurezza hanno analizzato gli eventi del 3 marzo 1993 e tratto le debite conseguenze. La città di Berna, dopo aver consultato il presidente dell'Assemblea federale, ha rilasciato un'autorizzazione per la dimostrazione sulla Bundesplatz e ha assicurato, mediante i -- 1 of 3 -Einfache Anfragen 860 Questions ordinaires necessari sbarramenti, l'accesso al Palazzo. Gli ingenti provvedimenti di sicurezza erano necessari visto quanto accaduto il 3 marzo 1993. Le esperienze effettuate nei due giorni d'elezioni daranno ancora adito a discussioni con i servizi competenti, i quali hanno manifestato il più grande interesse ad una definizione chiara e precisa del loro mandato. #ST# 93.1001 Einfache Anfrage Baumberger »Bahn 2000». Anbindung der Ostschweiz durch die Realisierung des Brüttemer Tunnels Question ordinaire Baumberger »Rail 2000». Désenclavement de la Suisse orientale par la réalisation du tunnel de Brutten Wortlaut der Einfachen Anfrage vom 1. März 1993 Bekanntlich soll das Projekt «Bahn 2000» aus Kostengründen redimensioniert werden. Teil jenes Projektes bildet der Neubau der Strecke Flughafen-Winterthur, für welche als einzige das Plangenehmigungsverfahren bereits abgeschlossen ist und mit deren Realisierung noch in diesem Jahr begonnen werden sollte.

1. Ist dem Bundesrat bewusst, dass diese Neubaustrecke auch aus Kapazitätsgründen für die Verbesserung der Bahnverbindungen der gesamten Ostschweiz (sowie für die S-Bahn-Verbindungen der Stadt Winterthur) von entscheidender Bedeutung ist?

2. Ist der Bundesrat deshalb bereit, für die rasche (und damit auch kostensparende) Realisierung des Brüttemer Tunnels den SBB raschmöglichst «grünes Licht» zu erteilen?

3. Wie könnte der Bundesrat eine weitere Verzögerung (trotz realisierungsreifem Projekt) rechtfertigen, - in Anbetracht der schwierigen Lage der Bauwirtschaft mit steigender Arbeitslosigkeit, - im Hinblick auf die Entgegennahme des Postulates des Unterzeichnenden (92.3400. Aufwertung der Bahnverbindung Stuttgart-Zürich), welches nur bei Beseitigung des Bahnkapazitätsengpasses im Bereiche zwischen Winterthur und Flughafen verwirklicht werden kann? Antwort des Bundesrates vom 5. Mai 1993 Bei «Bahn 2000» zeichneten sich im Verlauf der detaillierteren Planungsarbeiten insbesondere infolge zusätzlicher Umweltschutzmassnahmen und gestiegener Begehrlichkeit der betroffenen Regionen und Kantone Kostenüberschreitungen ab, die eine Neuorientierung des Konzeptes notwendig erscheinen liessen. In Anbetracht dieser Situation hat das Eidgenössische Verkehrs- und Energiewirtschaftsdepartement den SBB den Auftrag erteilt, bis Ende Juni 1993 ein Konzept auszuarbeiten, das sich im vorgegebenen Kreditrahmen (zu heutigen Preisen rund 8 Milliarden Franken) realisieren lässt Die SBB werden sich dabei auf diejenigen Neu- und Ausbaustrecken beschränken müssen, die für die Erreichung der Ziele von «Bahn 2000» unverzichtbar sind. Bis zur Vorlage der Ergebnisse dieser Arbeiten kann und will der Bundesrat zur Frage nach der Realisierung der einen oder anderen Neubaustrecke keine Versprechen abgeben. Jedes der einzelnen Projekte muss von den SBB auf seine Notwendigkeit geprüft werden, so auch der Brüttemer Tunnel. Diese Ueberprüfung beinhaltet auch die Beantwortung der Frage, ob für die Beseitigung des Engpasses ein Tunnel die beste Lösung ist oder ob dasselbe Ziel kostengünstiger mit anderen, z. B. betrieblichen, Massnahmen erreicht werden kann. Falls sich der Brüttemer Tunnel als unverzichtbar erweist, wird der Bundesrat dafür sorgen, dass so rasch wie möglich mit seiner Realisierung begonnen werden kann. «Bahn 2000» ist weder ein Arbeitsbeschaffungsprogramm noch eine Förderungsmassnahmefürdie Bauwirtschaft. Es ist deshalb nicht sinnvoll, die Realisierung von Teilstrecken zu beschleunigen, nur weil dies arbeitsmarktpolitisch oder konjunkturpolitisch erwünscht wäre. Vielmehr muss sich die Staffelung der Arbeiten nach verkehrswirtschaftlichen Kriterien richten, das heisst, es müssen diejenigen Teilstücke zuerst gebaut werden, die dem gesamten Land den grössten Nutzen bringen. Die in der Begründung zum Postulat 92.3400 (Aufwertung der Bahnverbindung Stuttgart-Zürich) aufgeführten Argumente gelten immer noch. Angesichts der prekären finanziellen Situation bei Bund und SBB muss aber unvoreingenommen nach den kostengünstigsten Lösungen gesucht werden. Dabei wird u. a auch zu prüfen sein, wo kostspielige Infrastrukturen durch neues Rollmaterial (z. B. Neigezugtechnik) ersetzt werden könnten. Zurzeit klärt eine binationale Arbeitsgruppe die Notwendigkeit von Kapazitätserhöhungen auf dem deutschen Netz zur Bewältigung des Zulaufverkehrs zur Neat ab. In diesem Zusammenhang wird auch untersucht, wie die Linie Stuttgart-Zürich aufgewertet werden kann. #ST# 93.1003 Einfache Anfrage Ducret Erleichterte Einbürgerung der Ehegatten von Schweizer Bürgern Question ordinaire Ducret Naturalisation facilitée des conjoints de ressortissants suisses Texte de la question ordinaire du 1er mars 1993 En date du 1 er janvier 1992 est entrée en vigueur la disposition de la loi fédérale sur l'acquisition et la perte de la nationalité suisse qui accorde la naturalisation facilitée aux conjoints de ressortissants suisses. Le Conseil fédéral peut-il indiquer le nombre d'étrangers qui ont sollicité l'application de cette disposition en 1992 et le délai moyen nécessaire à l'examen de ces dossiers? Réponse du Conseil fédéral du 5 mai 1993 Jusqu'à la fin de 1992, l'Office fédéral de la police a reçu plus de 14 000 demandes de naturalisation facilitée de la part de conjoints étrangers de Suissesses. Ce chiffre comprend plus de 2000 demandes déposées dans la seconde partie de 1991 avant même l'entrée en vigueur de la révision de la loi sur la nationalité. Quatre cinquièmes environ des requérants sont domiciliés en Suisse. La révision de la loi a eu pour effet qu'en 1992 l'Office fédéral de la police a reçu en tout-y compris les demandes de naturalisation ordinaire et de réintégration - plus de trois fois le nombre des demandes reçues en moyenne au cours des années précédentes. Cela a conduit à des retards toujours plus considérables. La situation des autorités cantonales, chargées de procéder aux enquêtes, est similaire. Il faut ainsi compter avec une durée de procédure, pour les requérants domiciliés en Suisse, d'une année à deux ans et, pour les requérants domiciliés à l'étranger, de deux à trois ans.

-- 2 of 3 --

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali Einfache Anfrage Pini Sicherung des Zugangs zum Bundeshaus Question ordinaire Pini Sécurité de l'accès au Palais fédéral Interrogazione ordinaria Pini Protezione del Palazzo federale In Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Dans Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale In Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale Jahr 1993 Année Anno Band II Volume Volume Session Aprilsession Session Session d'avril Sessione Sessione di aprile Rat Nationalrat Conseil Conseil national Consiglio Consiglio nazionale Sitzung Z Séance Seduta Geschäftsnummer 93.1005 Numéro d'objet Numero dell'oggetto Datum 29.04.1993 - 08:00 Date Data Seite 859-860 Page Pagina Ref. No 20 022 693 Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale. Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.

-- 3 of 3 --