93-3189
Verwaltungsbehörden 18.06.1993 93.3189
18. Juni 1993Deutsch17 min
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18. Juni 1993 N 1429 Interpellation Miesen centra, per di più ubicato a Chiasso, solleva non pochi interrogativi. Se il criterio è quello di offrire un servizio a una clientela essenzialmente ticinese, quell'ubicazione, completamente a sud del Cantone, contrasta con le esigenze di un servizio rapido e razionale. Il risultato sarebbe che la mercé proveniente d'Oltre Goliardo dovrebbe prima essere convogliala a Chiasso per ferrovia e poi risalire, su slrada, tutto il Cantone. Con evidenli perdiledilempo. Se il crilerio è quello di creare un centro «transfrontaliero» allora è legittimo il dubbio che un solo centro basti a garantire un servizio attrattivo a tutta la possibile clientela II mantenimenlo, in Ticino, di due cenlri regionali, di cui uno silualo al cenlro del Cantóne (Cadenazzo o piano del Vedeggio) appare quindi la scelta più logica nell'interesse del servizio stesso e della sua attrattività. Ma anche dal punto di vista occupazionale una tale scelta si giustificherebbe. Il Canton Ticino è oggi fra le regioni della Svizzera più duramente colpite dalla crisi. I disoccupati superano gli 8000 e le previsioni parlano di ulteriori aggravamenti. Non sembra il momento migliore per eliminare altri posti di lavoro, aumentando di conseguenza gli oneri a carico dell'assicurazione disoccupazione. Il mantenimento di due centri regionali del servizio «Cargo Domicilio» delle FFS costituirebbe un modesto ma importante contributo alla lotta contro la disoccupazione per di più giustificato dalle stesse esigenze del servizio. Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 7. Juni 1993 Risposta scritta del Consiglio federale del 7 giugno 1993 Rapport écrit du Conseil fédéral du 7 juin 1993 Le FFS hanno sottoposto all'approvazione del Consiglio federale il programma Cargo Domicilio. Non è ancora stata presa una decisione definitiva Al momento attuale il Consiglio federale può pronunciarsi come segue: a. I criteri adottati, conformemente al mandato di prestazioni del 1987, sono di natura esclusivamente aziendale, ossia:
Erwägungen
1.
presenza di un sufficiente volume di trasporti nella regione e
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buoni allacciamenti sia stradali che ferroviari. Quale parametro base per la determinazione del volume di traffico spettante ad ogni centro regionale ci si è fondati sullo standard internazionale di un terminale per piccole partite che oscilla tra 400 e 500 tonnellate giornaliere di mercé trasbordabile. b. Il quantitativo dì mercé trasportata su tutto il territorio ticinese, circa 200 tonnellate giornaliere, è chiaramente inferiore alla media e, secondo i criteri suddetti, da solo non basterebbe nemmeno a giustificare l'esercizio di un unico centro regionale. L'ubicazione a Chiasso, in zona di confine, permette, oltre ad un migliore sfruttamento dell'attuale potenziale, anche l'assorbimento di un ulteriore volume di trasporti a piccole partite proveniente dalla limitrofa area economica dell'Italia del Nord e diretto in Svizzera e. Gli studi relativi alla determinazione delle sedi definitive hanno preso avvio. Saranno analizzate anche le varianti Cadenazzo e Lugano-Vedeggio. Per contro, per i motivi predetti le probabilità di mantenere in Ticino due centri regionali risultano scarse. Riguardo al trasporto a piccole partite, il Parlamento ha conferito alle FFS, nell'ambito del mandato di prestazioni del 1987, l'esplicito incarico di adottare criteri di economia di mercato e di garantire un servizio che copra i costi. Attuando una privatizzazione parziale, le FFS danno seguito a questo mandato. In tal modo tuttavia, la decisione definitiva sull'ubicazione dei centri regionali non spetta più esclusivamente alle FFS, ma compete soprattutto alla nuova società privata costituitasi, d. Il mandato di prestazioni (art. 1 cpv. 3 e 4) definisce esplicitamente i casi in cui le FFS, per motivi di politica regionale, occupazionale o altri, possono adottare criteri diversi da quelli aziendali, ossia se è
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previsto dal mandato di prestazioni (nel caso del traffico viaggiatori regionale e huckepack);
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previsto da un altro decreto federale che contempla anche la corrispondente indennità;
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richiesto da altri interessati (Cantoni, Comuni, imprese, ecc.) che versano una corrispondente indennità La ristrutturazione in corso presso le FFS comporterà a livello svizzero lo smantellamento di 600 posti. Tenuto conto di un incremento quantitativo del volume di traffico del 40 percento, in termini reali, il prospettato smantellamento viene ridimensionato della metà. Le FFS sono peraltro consapevoli del loro ruolo sociale e vogliono quindi evitare licenziamenti. Tuttavia il risanamento di Cargo Domicilio richiederà la rapida adozione di prowedimenti mirati e coerenti che comporteranno per taluni anche aspetti spiacevoli. Nel complesso per, l'operazione risulterà più vantaggiosa che non la completa rinuncia a Cargo Domicilio. Pertanto, il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire presso le FFS. Il necessario risanamento dell'azienda non potrà essere realizzato senza determinati sacrifici. Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundesrates nicht befriedigt und verlangt Diskussion. Abstimmung - Vote Für den Antrag auf Diskussion Dagegen Verschoben - Renvoyé offensichtliche Mehrheit Minderheit #ST# 93.3189 Interpellation Miesch Gefährdete Abhörsicherheit im Natel-D-Telefonnetz Réseau téléphonique Natel D. Sécurité de l'écoute menacée Wortlaut der Interpellation vom 19. März 1993
1.
Ist der Bundesrat bereit, den zunehmenden Bemühungen privater, Steuer- und politpolizeilicher und geheimdienstlicher Kreise zur rechtswidrigen Informationsbeschaffung mittels Telefonabhörung nachdrücklich entgegenzuwirken, insbesondere durch technische Schutzmassnahmen im digitalisierten drahtlosen Telefonverkehr (GSM, Natel D), dessen international festgelegter, eingebauter Abhörschutz auf Veranlassung von gewissen Geheimdiensten durch die Europäische Gemeinschaft entscheidend verwässert werden soll?
2.
Ist der Bundesrat bereit, sich bei den zuständigen Gremien (Cept, GSM, Europäische Gemeinschaft usw.) einzusetzen für die Beibehaltung und gelegentliche Anhebung des von denselben mit den betroffenen Verwaltungen und Wirtschaftskreisen ausgehandelten Abhörschutzstandards «A5», welcher den Bedürfnissen der Justiz zur Verbrechensbekämpfung vollauf genügt, jedoch nur richterlich angeordnete Telefonüberwachungen in den Telefonzentralen erlaubt (im Gegensatz zum abhörfreundlicheren und dem Missbrauch Tür und Tor öffnenden Standard «A5X», welcher von der Europäischen Gemeinschaft gefördert wird)?
3.
Ist der Bundesrat ebenfalls bereit, dem Primat des Schutzes der Privatsphäre und der Berufs- und Geschäftsgeheimnisse durch geeignete eigenständige technische und andere Massnahmen auf schweizerischem Territorium Nachachtung zu verschaffen (z. B. durch Verwirklichung des abhörsicheren Natel-D-Netzes auf der Schutzstufe «A5» oder höher, wobei dessen Euro-Kompatibilität mit den abhörfreundlicheren, eventuell als Natel E bezeichneten GSM-Netzen der anderen Staaten durch entsprechende Zusatzausrüstung der Schweizer Telefonzentralen und der hierzulande zugelassenen, eventuell als Natel DE bezeichneten Doppelstandard-Handgeräte sichergestellt werden könnte)?
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Interpellation Miesch 1430 N 18 juin 1993
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Wie gedenkt der Bundesrat gegebenenfalls die gegen fundamentale Schweizer Interessen wirkende und von aussen aufgezwungene Anpassung der Schweizer Telefonzentralen zugunsten des abhörfreundlicheren Standards «A5X» zu rechtfertigen und zu finanzieren sowie die entsprechend geschädigten Schweizer Firmen und Personen zu entschädigen (geschätzte Zusatzkosten gemäss ausländischen PTT-Quellen: mehrere hundert Millionen Franken)? Texte de l'Interpellation du 19 mars 1992
1. Le Conseil fédéral est-il disposé à contrecarrer efficacement les efforts croissants des particuliers ainsi que des autorités fiscales, de la police politique et des services secrets qui procèdent illégalement à des écoutes téléphoniques pour se procurer des informations? Certains services secrets poussent la Communauté européenne à affaiblir les dispositions internationales réglant le dispositif de protection incorporé des téléphones mobiles. Le Conseil fédéral est-il prêt notamment à prendre les mesures techniques nécessaires pour protéger les réseaux de radiotéléphonie numérique (GSM, Natel D) contre les écoutes illégales?
1. Le Conseil fédéral est-il disposé à contrecarrer efficacement les efforts croissants des particuliers ainsi que des autorités fiscales, de la police politique et des services secrets qui procèdent illégalement à des écoutes téléphoniques pour se procurer des informations? Certains services secrets poussent la Communauté européenne à affaiblir les dispositions internationales réglant le dispositif de protection incorporé des téléphones mobiles. Le Conseil fédéral est-il prêt notamment à prendre les mesures techniques nécessaires pour protéger les réseaux de radiotéléphonie numérique (GSM, Natel D) contre les écoutes illégales?
2. Le Conseil fédéral est-il disposé à intervenir auprès des organes responsables (Cept, GSM, Communauté européenne etc.) en faveur du maintien, et éventuellement du renforcement, du standard de protection contre les écoutes «A5», qui a été mis au point par les organes susmentionnés, les administrations et les milieux économiques et qui satisfait absolument aux besoins de la justice dans sa lutte contre la criminalité? Ces normes n'autorisent dans les centraux téléphoniques que les écoutes ordonnées par un juge, contrairement au standard «A5X», beaucoup plus laxiste, défendu par la Communauté européenne, qui ouvre la porte à tous les abus.
3. Le Conseil fédéral serait-il éventuellement disposé à renforcer la protection de la sphère privée ainsi que du secret professionnel et du secret d'affaires en Suisse par des mesures nationales appropriées, techniques ou autres (p. ex en réalisant un réseau Natel D protégé, répondant au moins aux normes «A5» et dont la compatibilité avec les réseaux GSM moins protégés des autres Etats, éventuellement appelés Natel E, serait assurée par un équipement supplémentaire des centraux téléphoniques suisses et des radiotéléphones, qui répondraient ainsi aux deux systèmes de normes et seraient appelés Natel DE)?
4. Le cas échéant, comment le Conseil fédéral pense-t-il justifier et financer l'adaptation des centraux téléphoniques suisses au standard «A5X», qui assure une protection moindre, alors que ces mesures vont à rencontre des intérêts fondamentaux de notre pays et lui sont imposées? Comment pense-t-il indemniser les entreprises et les personnes suisses lésées (coûts supplémentaires selon des entreprises étrangères des PTT: plusieurs centaines de millions de francs)? Mitunterzeichner - Cosignataires: Aregger, Bezzola, Dettling, Fischer-Seengen, Fritschi Oscar, Mühlemann, Nabholz, Spoerry, Stamm Luzi, Stucky, Wyss Paul (11 ) Schriftliche Begründung - Développement par écrit Im Rahmen der von allen europäischen PTT- und Telefonverwaltungen und den bedeutendsten Herstellerfirmen von Fernmeldegeräten beschickten Groupe Special Mobile (GSM) sind in langjährigen Verhandlungen die technischen Standards der digitalen Telefonie festgelegt worden. Die damit ermöglichte europaweite Ablösung der traditionellen Analogtechnik ist unter Einsatz von über einer Milliarde Franken auch in der Schweiz schon weit fortgeschritten und wird auf zahlreichen gesellschaftlich und wirtschaftlich bedeutsamen Gebieten wesentliche Fortschritte und Neuerungen bringen, so zum Beispiel im Bereich des Abhörschutzes. Es liegt an uns, ob wir die damit verbundenen Möglichkeiten zum Wohle aller nutzen oder ob wir durch zu wenig bedachtes Tun und Lassen zum Schaden unserer Bürger und unserer Wirtschaft, zum Beispiel der illegalen Telefonschnüffelei und der Wirtschaftsspionage, Vorschub leisten werden (siehe «Sunday Times» vom 31. Januar 1993). Bezüglich Tonqualität sollten wir also doch noch erleben können, dass Telefonieren auch in Zügen kein unverhältnismässig teures Lärmärgernis sein muss. Auch wird das mit der digitalen Telefonie (ISDN/RNIS) massiv vergrösserte Leistungsangebot in den kommenden Jahrzehnten die derzeitigen Arbeits- und Kommunikationsformen voraussichtlich tiefgreifend beeinflussen und Wesentliches zur Stärkung der Konkurrenzfähigkeit der Schweizer Wirtschaft beitragen können. Und bezüglich Abhörsicherheit werden erstmals auch die Benutzer des drahtlosen Telefonnetzes die Vorteile modernster Chiffriertechnik zum Schutz ihrer Privatsphäre geniessen können. Bei der wachsenden Bedeutung des mobilen drahtlosen Telefonverkehrs ist dies zum Schutz des Berufs- und Geschäftsgeheimnisses auch dringend notwendig geworden (siehe z. B. die einem ausländischen Geheimdienst zugeordnete Abhörung und Veröffentlichung von intimen Telefongesprächen eines ausländischen Thronanwärters aus offenkundig politischen Motiven). Dieser elektronische Abhörschutz beschränkt übrigens in nichts die legale, von einem Richter angeordnete und in Telefonzentralen vorgenommene Telefonüberwachung zum Zwecke der Verbrechensbekämpfung. Dagegen erschwert bzw. verunmöglicht die vom GSM festgelegte Sicherheitsstufe «A5» die Durchbrechung des Chriffrierschlüssels mittels mobiler kommerziell erhältlicher Computern, wie sie zu Zwecken eingesetzt werden mögen, für die kein Richter ein Ueberwachungsmandat hierzulande rechtens ausstellen könnte (z. B. Auskundschaftung der wirtschaftlichen Verhältnisse eines Abonnenten ohne begründeten Verdacht, Wirtschaftsspionage gegenüber einer Firma). Unter dem - damit offenkundig irreführenden - Hinweis auf die Bedürfnisse der Verbrechensbekämpfung wird dieser hohe Abhörschutz von gewissen einflussreichen staatlichen Kreisen im nachhinein und mit bedeutenden Kosten- und anderen Folgen erfolgreich bekämpft (z. B. von den amerikanischen Geheimdiensten, welche seit dem Friedensabkommen mit Deutschland ihren Zugang zum deutschen Telefonnetz auf die rechtmässigen Ueberwachungsfälle beschränkt sehen und damit von einer Hauptquelle für Wirtschaftsinformationen ausgeschlossen sind, sowie von den französischen und englischen Steuerbehörden, welche seit dem Fiasko ihres orwellschen OECD/Europarats-Steuerdatenaustausch-Systems Interfipol nach alternativen Wegen zur grenzüberschreitenden Steuerfahndung suchen). Bereits haben sie die Telekommunikations-Kommission der Europäischen Gemeinschaft zur Herabsetzung des Abhörschutzes auf einen für mobile Computer überwachbaren Standard «A5X» und zur Ausarbeitung einer entsprechenden EG-Richtlinie gewinnen können. Von einer parlamentarischen Prüfung dieses Vorhabens ist bisher nichts bekanntgeworden. Soweit ersichtlich hat die Schweiz weder ein Interesse noch die Pflicht bei diesem üblen Spiel bürokratischer Schlaumeier mitzutun - oder dies auch nur zu tolerieren. Gegebenenfalls, d. h. bei zeitigem, nachhaltigen und prinzipientreuen Festhalten am derzeitigen höheren Abhörschutzstandard «A5», dürfte es ihr gelingen, dessen gemeinschädliche Verwässerung mit breiter Unterstützung zu verhindern. Sollte dies wider aller Erwartung misslingen, ergäbe sich für die Schweizer Wirtschaft ein neuer, unerwarteter Standortvorteil zufolge ihrer Abgrenzung gegenüber dem orwellschen Standard «A5X» des Auslandes: Wer legale Geschäfte machen will, ohne von fremden Geheimdiensten per illegale Telefonschnüffelei um die Früchte seiner Arbeit gebracht zu werden, kommt in die Schweiz. Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 5. Mai 1993 Rapport écrit du Conseil fédéral du 5 mai 1993 Technisch gesehen ist Natel D, auch als GSM (Global System for Mobile Communications) bezeichnet, ein paneuropäisches Digital-Funktelefonsystem. Praktisch gesehen ist es ein Paradebeispiel für die europäische Zusammenarbeit in Forschungs- und Normierungs-, aber auch regulatorischen Belangen. Die für GSM anwendbaren technischen Vorschriften entstanden ursprünglich im Rahmen der Cept (Conférence -- 2 of 4 -18. Juni 1993 N 1431 Interpellation Cavadini Adriano Européenne des Postes et des Télécommunications), die derzeit 34 Mitgliedstaaten zählt, und wurden vom ETSI (European Technical Standards Institute), dem auch die Schweiz angehört, ausgearbeitet. Sie sind in über 40 Staaten verbindlich. Die geschilderte Zusammenarbeit ist ein unverzichtbarer Faktor für die Entwicklung des Telekommunikationssektors in ganz Europa Für die Schweiz, die nicht zum Europäischen Wirtschaftsraum (EWR) gehört, erlässt das Bundesamt für Kommunikation (Bakom) die anwendbaren technischen Vorschriften auf der Grundlage der harmonisierten Normen des ETSI, die ihrerseits ebenfalls die Grundlage für die Vorschriften der Europäischen Gemeinschaft (EG) sind. Zu den einzelnen Fragen nimmt der Bundesrat wie folgt Stellung:
1. In Anwendung der derzeitigen technischen Vorschriften des Bakom lässt sich sagen, dass GSM die Abhörsicherheit der Telefongespräche mittels eines Verschlüsselungsverfahrens, das auf der Stufe des Netzes (Basisstation) wie auch der zugelassenen Funktelefone (Endgeräte) eingesetzt wird, effizient gewährleisten kann. Das Natel-D-Netz der PTT-Betriebe, das kürzlich in Betrieb genommen wurde, basiert auf diesen GSM-Normen. Zusätzliche Sicherheit gewährt das Fernmeldegeheimnis gemäss Artikel 15 des Fernmeldegesetzes (FMG). Die zitierte Bestimmung untersagt jedem, der mit fernmeldedienstlichen Aufgaben betraut ist, Dritten Angaben über den Fernmeldeverkehr eines Teilnehmers zu machen oder Dritten zu ermöglichen, Angaben darüber zu machen. Erlaubt sind hingegen die amtlichen Ueberwachungsmassnahmen nach Artikel 179octies des Schweizerischen Strafgesetzbuches (StGB). Diese amtlichen Abhörmassnahmen, die unter gerichtlicher Aufsicht erfolgen, können angeordnet werden, um ein Verbrechen oder Vergehen zu verfolgen oder zu verhindern, dessen Schwere oder Eigenart den Eingriff rechtfertigt. Dasselbe gilt für Straftaten, die mittels Telefon begangen wurden.
2. Der Bundesrat wird sich für die Beibehaltung der aktuellen Sicherheitsvorschriften, die derzeit sowohl auf der nationalen Ebene wie auch im Rahmen unserer Mitarbeit in verschiedenen internationalen Gremien verlangt werden, einsetzen. Eine Abänderung dieser Vorschriften im Sinne einer Abschwächung des Abhörschutzes für Telefongespräche hätte erhebliche wirtschaftliche Folgen (technische Anpassungen des Netzes, Rückzug oder Anpassung der bereits im Verkehr befindlichen Apparate). Allerdings muss hervorgehoben werden, dass mit der Einführung von Natel D jegliche Art von Abhörung, auch im Rahmen des Gesetzes erfolgende Kontrollen, aus technischen Gründen schwieriger geworden sind. Unsere Haltung gegenüber unseren europäischen Partnern, mit denen wir das paneuropäische Funktelefonsystem gemeinsam erarbeitet haben, darf uns nicht in die Isolation führen. Eine solche Situation könnte schwerwiegende Folgen für die Benutzer wie für den Betreiber des Netzes haben.
3. Die Entwicklung eigener schweizerischer technischer Lösungen erscheint uns nicht angebracht, müssten doch sowohl das Netz wie auch die Endgeräte abgeändert werden. Ausserdem könnte die Einführung nationaler Vorschriften dazu führen, dass Natel D mit dem GSM inkompatibel wäre. Schliesslich ist zu erwähnen, dass die Erarbeitung der notwendigen Techniken, um das legale Abhören von Telefongesprächen möglich zu machen, wahrscheinlich weniger Zeit beanspruchen wird als das Verfahren zur Abänderung der harmonisierten europäischen GSM-Normen.
4. Im vorliegenden Fall hat das Bakom zurzeit keinerlei Abänderungen der technischen Vorschriften vorgesehen. Sollte eine Abänderung Nachteile für die Bürger mit sich bringen, hätten diese dennoch keinen Anspruch auf Schadenersatz. Die Möglichkeit einer Gesetzesänderung bleibt immer vorbehalten. Erklärung des Interpellanten: nicht befriedigt Déclaration de l'interpellateur: non satisfait #ST# 93.3088 Interpellation Cavadini Adriano Bahnverbindungen Tessin-Mailand Interpellanza Cavadini Adriano Collegamenti ferroviari Ticino-Milano Interpellation Cavadini Adriano Liaisons ferroviaires Tessin-Milan Wortlaut der Interpellation vom 9. März 1993 Am 4. Oktober 1990 habe ich eine Motion eingereicht, deren Ziel die Herstellung besserer Bahnverbindungen zwischen dem Kanton Tessin und Mailand war. Tatsächlich legen nur je zwei Züge pro Tag in Richtung Mailand bzw. in Richtung Zürich die 77 Bahnkilometer lange Strecke Lugano-Mailand in rund einer Stunde zurück; die übrigen 16 internationalen Züge benötigten und benötigen dafür bis heute zwischen 90 und
95 Minuten (sofern sie nicht verspätet sind), und zwar wegen des längeren Halts an der Grenze für die Zollkontrolle und wegen des Lokomotivwechsels. In seiner Antwort räumte der Bundesrat ein, es sei notwendig, die Fahrzeiten zwischen Lugano-Chiasso und Mailand zu reduzieren, und wies darauf hin, dass für die Verwirklichung dieses Ziels die Anschaffung von Mehrstromtreibfahrzeugen erforderlich sei. Inzwischen hat der Kanton Tessin der Verwirklichung der Neuen Eisenbahn-Alpentransversale seine klare und unerlässliche Unterstützung zugesagt. Leider muss ich meiner Enttäuschung über einen kürzlich erfolgten Entscheid der SBB Ausdruck geben, der den mir seinerzeit gegebenen Zusicherungen praktisch zuwiderläuft. Mit dem Fahrplanprojekt 1993-1995 wollen die SBB nämlich einen Eurocity-Zug abschaffen, der Lugano um 9.17 Uhr verlässtund um 10.25 Uhr in Mailand ankommt beziehungsweise der Mailand um
7.05 Uhr verlässt und um 8.05 Uhr in Lugano ankommt (von wo er dann nach Zürich weiterfährt). Diesen ausgezeichneten Zug will man durch einen anderen Schnellzug ersetzen, der jedoch an der Grenze viel Zeit verliert. Das Vorhaben zeugt von einem völligen Mangel an Sensibilität seitens der SBB. Der erwähnte Zug mit seinen 192 Sitzplätzen ist zwar auf der Strecke Zürich-Bellinzona nur schwach besetzt (mit durchschnittlich etwa 50 Reisenden), weist aber zwischen Bellinzona-Lugano und Mailand sehr gute Frequenzen auf, nämlich im Durchschnitt über 130 Reisende auf der Strecke Lugano-Mailand, was einer Auslastung von 67 Prozent entspricht. In der Gegenrichtung ist die Frequenz schlechter, was sich aber mit dem völlig unattraktiven Fahrplan erklären lässt. Der Staatsrat des Kantons Tessin hat am 1. Februar 1993 u. a. auch gegen diesen Entscheid Beschwerde erhoben. Dieser verzögert die Verwirklichung der Forderung des Kantons nach schnelleren und häufigeren Bahnverbindungen um Jahre. Diese Verbindungen sollten Reisenden zugute kommen, die heute wegen der langen Wartezeiten in Chiasso benachteiligt sind. Es ist unverständlich, dass die SBB dem Kanton Tessin eine Mehrstromkomposition wegnehmen, die die Grenze ohne Lokomotivwechsel überqueren kann. Stattdessen wollen sie diese Komposition - wenn ich richtig informiert bin - auf der Strecke Zürich-Stuttgart einsetzen. Dort erübrigt sich jedoch der Einsatz von Mehrstromlokomotiven, weil das Stromversorgungssystem auf dem schweizerischen und dem deutschen Schienennetz das gleiche ist. Aufgrund dieser Überlegungen ersuche ich den Bundesrat,
1. das Gesuch des Tessiner Staatsrats an das Bundesamt für Verkehr erneut zu prüfen und gutzuheissen, damit vor allem die erwähnte Vormittagsschnellverbindung nach Mailand («Treno Manzoni») bestehen bleibt;
2. von den SBB zu verlangen, dass die Mehrstromkomposition des «Treno Manzoni» auf der Gotthardlinie verbleibt. Wenn deren Auslastung zwischen Zürich und dem Tessin un-
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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali Interpellation Miesch Gefährdete Abhörsicherheit im Natel-D-Telefonnetz Interpellation Miesch Réseau téléphonique Natel D. Sécurité de l'écoute menacée In Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Dans Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale In Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale Jahr 1993 Année Anno Band III Volume Volume Session Sommersession Session Session d'été Sessione Sessione estiva Rat Nationalrat Conseil Conseil national Consiglio Consiglio nazionale Sitzung 16 Séance Seduta Geschäftsnummer 93.3189 Numéro d'objet Numero dell'oggetto Datum 18.06.1993 - 08:00 Date Data Seite 1429-1431 Page Pagina Ref. No 20 022 930 Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale. Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.
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