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Entscheid

R 2017 83

Regionalgericht Plessur

18. Mai 2018Deutsch10 min

Source gr.ch

Sachverhalt

1. Oggetto d'impugnazione è la decisione del convenuto del 22 agosto 2017, notificata il 5 settembre 2017. La competenza del Tribunale amministrativo di giudicare il contenzioso è data dall'art. 49 cpv. 1 lett. a della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). I ricorrenti sono legittimati al ricorso, in quanto sono destinatari della decisione impugnata ed hanno evidentemente un interesso degno di tutela alla sua abrogazione (art. 50 LGA). Sebbene il ricorso contenga soltanto una formulazione indiretta di un petito, esso risponde alle condizioni di forma (art. 38 LGA) ed è inoltre tempestivo (art. 52 cpv. 1 LGA), per cui è ricevibile in ordine.

2. Il litigio verte solamente sulla questione dell'ammissibilità dell'installazione, stando ai ricorrenti durante 3-5 settimane all'anno, di una tettoia di ca. 25 m2 sulla loro particella no. 2188, a scopo di protezione da sole e pioggia.

3. a) Di regola, edifici o impianti possono essere costruiti o trasformati solo con l'autorizzazione dell'autorità (cfr. art. 22 cpv. 1 legge federale sulla pianificazione del territorio [LPT; RS 700). Di principio, un'autorizzazione è rilasciata solo se gli edifici o gli impianti sono conformi alla funzione prevista per la zona d'utilizzazione (cfr. art. 22 cpv. 2 lett. a LPT). Giusta la giurisprudenza federale, per edifici e impianti si intendono delle installazioni artificiali a lungo termine strettamente connesse al suolo e atte ad influenzare l'ordinamento pianificatorio di utilizzazione, sia se modificano in modo sostanziale lo spazio esterno, sia se incidono sull'accessibilità o inquinano l'ambiente. A questa categoria appartengono pure le costruzioni mobili che sono utilizzate fisse al suolo, lungo periodi rilevanti (cfr. Ruch in: Aemisseger/ Moor/Ruch/Tschannen [ed.], Commentario alla LPT, Zurigo 2010, art. 22 n. 24 seg. con riferimenti in particolare a DTF 113 Ib 314 cons. 2b). Il criterio decisivo per decidere se una misura edilizia debba essere sottoposta alla procedura di autorizzazione è dato dalla domanda, se alla sua realizzazione sono legate delle conseguenze pianificatorie così importanti da affermare un interesse pubblico o di vicinato ad un suo precedente controllo (cfr. fra i vari DTF 120 Ib 379 cons. 3c). Inoltre, già in PTC 1989 n. 25, il Tribunale amministrativo affermava che, fondamentale per la qualifica di costruzione mobile o immobile, non sarebbe tanto la rimovibilità, quanto piuttosto il materiale utilizzato, il legame con il suolo (fisso e duraturo oppure transitorio) nonché la destinazione d'utilizzo perseguita dall'impianto.

b) La tettoia che i ricorrenti intendono realizzare è costituita da una struttura metallica, fissata in due punti all'edificio adiacente e in altri due nel terreno, e da un telo di copertura in cotone. Sebbene essa sia rimovibile, considerata la sua utilizzazione di anno in anno – stando ai ricorrenti, da 3 a 5 settimane nelle stagioni estive –, e quindi lungo un periodo rilevante di indefinita durata, essa va qualificata quale costruzione mobile con utilizzo fisso, dunque quale impianto ai sensi della LPT (e della legge sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni [LPTC; CSC 801.100]). Ma anche se si volesse qualificarla come costruzione mobile in senso stretto, essa dovrebbe in ogni caso rispettare le norme edilizie e pianificatorie materiali (cfr. art. 40 cpv. 3 dell'ordinanza cantonale sulla pianificazione territoriale [OPTC; CSC 801.110]). Norme che essa tuttavia, come si vedrà in seguito, lede.

4. La tettoia verrebbe a trovarsi per ca. 5 m2 in zona di conservazione, e per i restanti ca. 20 m2 in zona agricola sovrapposta da zona di protezione del paesaggio.

a) Le zone di conservazione – ritenute zone non edificabili sovrapposte da una zona di costruzione limitata (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo R 17 29 del 29 novembre 2017 cons. 6b) – servono alla conservazione di piccoli insediamenti di valore paesaggistico e storico-culturale. Gli edifici e gli impianti devono essere conservati nel loro carattere originario e nella loro sostanza. I dintorni devono essere lasciati nel loro aspetto tipico per il paesaggio. Non sono ammesse nuove costruzioni. Tutti i progetti di costruzione sono sottoposti alla consulenza in materia di strutturazione. Sono ammessi miglioramenti di tipo strutturale (cfr. art. 31 cpv. 1 LPTC). Queste disposizioni vengono poi completate dalla legge edilizia del Comune convenuto. All'art. 45 cpv. 1 di detta legge si stabilisce, fra l'altro, che la configurazione del terreno esterno deve essere in ogni caso mantenuta allo stato esistente (cfr. cpv. 1); i dintorni di edifici e impianti devono essere lasciati nel loro stato originale. Non sono ammessi steccati fissi, giardini ornamentali, alberi e arbusti non tipici del luogo, aste per bandiere, camini da giardino, modifiche del terreno per posti a sedere nel giardino e simili (cfr. cpv. 4). L'utilizzo della striscia di terreno di ca. 5 m2, in zona di conservazione vicino all'edificio no. 2-99-A sulla particella no. 2188, per l'installazione di una tettoia allo scopo di riparare da sole e pioggia non è quindi conforme alla zona.

b) I restanti 20 m2 di superficie previsti per l'installazione della tettoia sono siti in zona agricola (sovrapposta da una zona di protezione del paesaggio). L'opera progettata, tuttavia, non persegue scopi agricoli. Anche a tal proposito va perciò constatato che la tettoia non è evidentemente conforme alla zona (cfr. art. 16a LPT, art. 32 LPTC e art. 53 legge edilizia del convenuto).

5. a) Occorre quindi valutare se può essere fatta un'eccezione per il rilascio di una licenza fuori zona edificabile (EFZ) ai sensi dell'art. 24 LPT, secondo cui, in deroga all'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, possono essere rilasciate autorizzazioni per la costruzione o il cambiamento di destinazione di edifici o impianti, se: a) la loro destinazione esige un'ubicazione fuori della zona edificabile; e b) non vi si oppongono interessi preponderanti. Nel caso di specie, viste le zone di conservazione e di protezione del paesaggio in cui verrebbe a trovarsi la tettoia progettata, come verrà esposto qui di seguito, è evidente che vi sono degli interessi preponderanti che si oppongono alla costruzione della tettoia progettata.

b) Giusta l'art. 34 LPTC le zone di protezione del paesaggio comprendono paesaggi di particolare bellezza e singolarità o con funzione ecologica (cpv. 1). Nuovi edifici ed impianti non sono ammessi. Restano riservati interventi di rivitalizzazione o rivalorizzazione, condutture sotterranee, edifici ed impianti agricoli e forestali, nella misura in cui la loro realizzazione in un'ubicazione al di fuori della zona agricola non sia ragionevole, nonché rifugi d'alta montagna (cpv. 2; cfr. anche art. 58 legge edilizia del convenuto). Per la zona di conservazione si veda quanto esposto sopra al cons. 4a.

c) Come giustamente sostenuto dal convenuto, la tettoia in questione sta in palese contraddizione con le norme sopracitate relative alla zona di conservazione e di protezione del paesaggio. Si tratta, infatti, di una nuova costruzione senza destinazione agricola che verrebbe realizzata con materiali estranei alla tipicità della zona. Il tutto in una regione che, segnatamente nei mesi estivi, è verosimilmente frequentata anche da escursionisti. Posto ciò, non vi è necessità di soffermarsi in ulteriori disquisizioni tese a dimostrarne l'evidente inammissibilità. Infine, è irrilevante che il tecnico comunale, arch. C._____, – stando ai ricorrenti – avrebbe assicurato che non ci sarebbe niente da obiettare contro delle tende per feste secondo gli usi commerciali. Non essendo egli competente per il rilascio di una licenza edilizia e di un permesso cantonale EFZ, i ricorrenti non potevano affidarsi alle sue eventuali affermazioni in questo caso non vincolanti.

6. a) Riassumendo, la tettoia in discussione va qualificata come impianto, per la cui realizzazione serve un'autorizzazione. Venendosi a trovare prevalentemente fuori zona edificabile e in zona di protezione del paesaggio nonché in parte in zona di conservazione, un'autorizzazione non può essere concessa. Per questi motivi il ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata.

b) Giusta la regola di cui all'art. 73 cpv. 1 LGA, i ricorrenti, quale parte soccombente, devono assumersi le spese della presente procedura di ricorso. Al convenuto non vengono assegnate ripetibili (art. 78 cpv. 2 LGA).

Erwägungen

Il Tribunale decide:

1.

Il ricorso è respinto.

2.

Vengono prelevate

- una tassa di Stato di

fr.

1'000.--

- e le spese di cancelleria di

fr.

219.

--

totale

fr.

1'219.--

il cui importo sarà versato da A._____ e B._____ in responsabilità solidale entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Ammini­strazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.

3.

[Vie di diritto]

4.

[Comunicazioni]