16.447
Für eine Grundversorgung in der ganzen Schweiz
Verfahrensbeitrag
Antrag der Mehrheit
Der Initiative keine Folge geben
Antrag der Minderheit
(Ammann, Allemann, Amherd, Candinas, Graf-Litscher, Hadorn, Hardegger, Maire, Regazzi)
Der Initiative Folge geben
Proposition de la majorité
Ne pas donner suite à l'initiative
Proposition de la minorité
(Ammann, Allemann, Amherd, Candinas, Graf-Litscher, Hadorn, Hardegger, Maire, Regazzi)
Donner suite à l'initiative
Carobbio Guscetti Marina · 2VP-F · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion
Con la mia iniziativa voglio trattare un problema che è più che mai attuale. Infatti, chiedo che la Confederazione e i cantoni assicurino che tutti in questo paese abbiano accesso ad un servizio universale sufficiente. Questo servizio deve comprendere i beni e le prestazioni di usuale necessità e garantire a tutta la popolazione una buona qualità e l'utilizzo a condizioni eque - come dicevo, è un tema più che mai di attualità.
Le disuguaglianze nell'offerta dei servizi universali sono una realtà davanti agli occhi di tutti. Quanto sta succedendo con la chiusura degli uffici postali - ne abbiamo parlato anche qui - è purtroppo una triste realtà. La loro rapida chiusura comporta difficoltà di accesso ai servizi della posta per una parte della popolazione, quella più anziana o che vive nelle regioni più discoste. Come hanno mostrato ancora le più recenti decisioni, non da ultimo per esempio quella annunciata oggi nel mio cantone, se si vive in determinate regioni l'accesso a questo tipo di servizi non è sicuramente risolto con la trasformazione degli uffici postali in agenzie.
Certamente è necessario dare una risposta immediata in grado di assicurare a tutta la popolazione l'accesso ai servizi di base, come abbiamo deciso nel Parlamento, in questo Consiglio, la scorsa settimana o dieci giorni fa, migliorando l'offerta e i servizi delle agenzie postali o meglio ancora, come richiesto dal gruppo socialista, facendo una moratoria per quanto riguarda la chiusura degli uffici postali. Ma oltre ai singoli aspetti come quelli della chiusura degli uffici postali, ci vuole oggi finalmente anche chiarezza nella definizione del servizio pubblico, che purtroppo è definito a livello legislativo solo in maniera vaga e settoriale.
Perché ci vuole chiarezza? La chiarezza garantirebbe a tutta la popolazione l'accesso al servizio universale e ai servizi di base, indipendentemente dal fatto che una persona viva in zone più periferiche o di montagna o abbia difficoltà, come dicevo, all'accesso ai servizi per altri motivi.
Per beni e servizi di base si intendono quelli che appartengono al fabbisogno normale e di cui oggi praticamente tutti abbiamo bisogno nella vita quotidiana, quindi non i beni di lusso, ma possono essere i trasporti pubblici, i servizi postali o l'accesso ad internet o anche la sanità.
In più occasioni il Parlamento si è chinato su questa questione e sulla necessità di garantire l'accesso al servizio universale a tutta la popolazione, senza però riuscire a dare una risposta adeguata. L'introduzione di una base legale più ampia o anche costituzionale in tal senso, permetterà di conciliare le esigenze di concorrenzialità ed efficienza del mercato con quelle del cittadino: essa non avrà mero carattere declamatorio, ma fonderà un diritto giustiziabile ad ottenere beni e servizi di qualità quando l'ordinamento in essere non lo garantisce. Vista l'importanza del servizio pubblico e del relativo dibattito, questa mia richiesta, contenuta nell'iniziativa parlamentare, è più che giustificata.
Essa permetterà di avere finalmente, appunto, chiarezza sulla definizione di servizio pubblico; chiarezza sulla responsabilità verso i cittadini e le cittadine affinché l'accesso ai servizi e la qualità delle prestazioni di servizio pubblico sia garantita e rimanga nella responsabilità dell'ente pubblico; chiarezza circa i diritti dei cittadini e delle cittadine grazie, come ho già detto, a un diritto giustiziabile - un elemento centrale che purtroppo oggi manca, una lacuna che va colmata -; infine permetterà pari opportunità a tutta la popolazione, indipendentemente da dove si viva o dalla situazione economica o sociale.
Dopo i tentativi fatti in passato di affrontare il tema del servizio pubblico universale e eventualmente anche di legiferare a livello costituzionale, penso che sia giunto il momento di chinarsi ancora una volta sulla questione. Dando seguito a quest'iniziativa parlamentare in prima fase si avrà la possibilità di approfondire il tema e di trovarvi finalmente delle risposte adeguate. Vi invito quindi a sostenere l'iniziativa parlamentare.
Ammann Thomas · Mit-M · Nationalrat · St. Gallen · CVP-Fraktion
Ich spreche für die Minderheit und möchte Sie bitten, dieser Initiative Folge zu geben. Die Qualität der Dienstleistung in der Grundversorgung ist je nach Landesgegend heute noch sehr unterschiedlich. Um eben den nationalen und sozialen Zusammenhalt in unserem Land sicherzustellen, sollte - wie dies diese parlamentarische Initiative fordert - die ganze Bevölkerung der Schweiz gleichmässigen Zugang zu den Gütern und Dienstleistungen des üblichen Bedarfs in bestmöglicher Qualität und zu gerechten Bedingungen haben. Es ist auch so, dass die Grundversorgung von allen drei Staatsebenen - Bund, Kantonen und Gemeinden - gefordert ist und sie bei der Erbringung der Grundversorgung Partner sind. Mit dem heute geltenden Recht ist dies jedoch nicht in allen Bereichen gewährleistet. Auch aus diesem Grunde wäre dieser parlamentarischen Initiative eben Folge zu geben.
Auch wir von der Minderheit sprechen uns für das Primat des Wettbewerbs aus. Güter werden nämlich in der Regel unter Wettbewerbsbedingungen effizienter produziert und vertrieben und Dienstleistungen effizienter erbracht als in einem gelenkten Markt. Doch gerade weil es eben auch in unserer Schweiz Gebiete gibt, die für den Markt weniger interessant sind, ist eine Regelung der Grundversorgung zu finden, die diesen Namen letztlich auch verdient. Wir wollen nicht, dass die staatliche Tätigkeit unter dem Deckmantel der Grundversorgung ausgedehnt wird, sondern fordern einfach eine Abdeckung der gesamten Schweiz mit der Grundversorgung, was letztlich im Sinne des Grundsatzes einer solidarischen Schweiz zu verstehen ist.
Ich bitte Sie, dieser parlamentarischen Initiative Folge zu geben.
Guhl Bernhard · Mit-M · Nationalrat · Aargau · Fraktion BD
Vorweg: Die Kommission beantragt mit 16 zu 9 Stimmen, der parlamentarischen Initiative 16.447, "Für eine Grundversorgung in der ganzen Schweiz", keine Folge zu geben. Die Minderheit Ammann, wie eben erwähnt, beantragt, der parlamentarischen Initiative Folge zu geben, weil sie Handlungsbedarf sieht.
Die Mehrheit der Kommission anerkennt das Anliegen und spricht sich für eine hochstehende Grundversorgung aus, verneint aber, dass diese parlamentarische Initiative die einzige Lösung sei.
Die parlamentarische Initiative fordert, dass Bund und Kantone für alle den Zugang zu den Dienstleistungen der Grundversorgung sicherzustellen haben. Dabei sollen Bund und Kantone der gesamten Bevölkerung in allen Landesgegenden den Zugang zu den Gütern und Dienstleistungen des üblichen Bedarfs in bestmöglicher Qualität und zu gerechten Bedingungen gewährleisten.
Die parlamentarische Initiative ist weder in finanzieller noch in praktischer Hinsicht umsetzbar. Die Grundversorgung ist sehr komplex und muss differenziert betrachtet werden. Für eine allfällige Umsetzung gibt es kein sogenanntes Patentrezept. Vielmehr wären unzählige detaillierte Bereiche zu regeln, und es sind dann unzählige Abgrenzungsfragen zu klären. Der bessere Lösungsweg ist, konkrete Änderungen in einzelnen Bereichen zu fordern. Wir haben in dieser Session zum Beispiel bereits über Details im Postbereich oder bei den SBB abgestimmt. Die richtige Lösung geht also über die Regelung der Details in den einzelnen Sektoren.
Die Kommission für Verkehr und Fernmeldewesen des Ständerates hatte schon früher mit einer Kommissionsmotion eine allgemeine Verfassungsbestimmung über die Grundversorgung verlangt. Der Vorstoss wurde im Zusammenhang mit dem Geschäft 13.036, "Grundversorgung. Allgemeine Verfassungsbestimmung", welches ebenfalls das Ziel einer allgemeinen Verfassungsbestimmung über die Grundversorgung hatte, abgeschrieben. Jene Vorlage wurde vom Nationalrat 2015 versenkt, nachdem er sich zum zweiten Mal gegen die geplante Änderung ausgesprochen hatte, dies mit 110 zu 75 Stimmen. Zusätzlich möchte ich noch erwähnen, dass die Volksinitiative "pro Service public" vor einem Jahr vom Schweizervolk mit 67 Prozent der Stimmen abgelehnt wurde.
Ich komme zum Schluss: Mit 16 zu 9 Stimmen beantragt Ihre KVF, dieser parlamentarischen Initiative keine Folge zu geben, weil sie das Thema Grundversorgung differenziert betrachten möchte.
Carobbio Guscetti Marina · 2VP-F · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion
Sehr geehrter Kollege Guhl, Sie haben gesagt, dass meiner parlamentarischen Initiative keine Folge gegeben werden sollte, auch aus finanziellen Gründen. Meine Initiative will einerseits eine Regelung - das ist etwas, was wir jetzt im Gesetz und in der Verfassung für den Service public nicht haben -, andererseits einen qualitativ hochstehenden Service public. Gehen Sie davon aus, dass wir aus finanziellen Gründen nicht in allen Landesregionen einen qualitativ guten Service public haben können?
Guhl Bernhard · Mit-M · Nationalrat · Aargau · Fraktion BD
Ich muss jetzt ehrlich sagen, dass ich die Frage nicht wirklich verstanden habe.
Carobbio Guscetti Marina · 2VP-F · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion
Sie haben gesagt, dass diese Initiative aus finanziellen Gründen nicht zu unterstützen sei. Meine Initiative will, dass die ganze Bevölkerung der Schweiz das Recht auf einen qualitativ guten Service public hat. Heisst das, dass Sie aus finanziellen Gründen keinen guten Service public wollen, der für die ganze Schweiz, die ganze Bevölkerung zugänglich ist?
Guhl Bernhard · Mit-M · Nationalrat · Aargau · Fraktion BD
Der Hintergrund für diese Äusserung ist folgender: Gemäss der Formulierung der parlamentarischen Initiative muss in allen Landesgegenden der Zugang zu allen Gütern und Dienstleistungen des üblichen Bedarfs, was auch immer alles darunter zu verstehen ist, in bestmöglicher Qualität und zu gerechten Bedingungen gewährleistet werden. Das bedingt, dass darunter sehr viele Güter und Dienstleistungen, die sehr viel kosten, subsumiert werden. Das muss irgendwie finanziert werden, und letztendlich wird das der Steuerzahler berappen müssen. Daher meine Äusserung bezüglich der grossen finanziellen Folgen.
Borloz Frédéric · Mit-M · Nationalrat · Waadt · FDP-Liberale Fraktion
La Commission des transports et des télécommunications s'est réunie le 11 avril 2017 pour traiter l'initiative parlementaire Carobbio Guscetti, déposée en 2016, qui a pour thème le service universel. Elle vise à ce que la Confédération et les cantons garantissent un service universel suffisant et accessible à tous. D'ores et déjà, je vous donne le résultat du vote de la commission: par 16 voix contre 9, la commission a décidé de ne pas donner suite à l'initiative. Le porte-parole de la minorité s'est exprimé précédemment.
Dans le fond, nous sommes tous favorables au titre de l'initiative, c'est-à-dire à un service universel de qualité pour tous. Cela fait partie de notre histoire. Ne serait-ce que la volonté de mettre en place un service universel de qualité pour tous, cela a sans doute contribué à l'union de notre pays, à l'intégration de zones tellement différentes entre elles, non seulement sur le plan de la langue que l'on y parle, mais aussi sur le plan économique. La volonté politique de mise en place d'un service universel pour tous, de manière à ce qu'un peu partout dans le pays on retrouve les mêmes prestations publiques, a sans doute joué un rôle de ciment national.
C'est la volonté politique. Mais, bien entendu, elle est confrontée à la réalité politique et, cette réalité, c'est que nous avons parfois dû faire des choix, secteur par secteur. Les débats ont eu lieu secteur par secteur. Et comme le disait mon préopinant il y a un instant, il faut rester nuancé par rapport à cette volonté politique de conserver un service universel de qualité pour tous, parce qu'un service pour tous, partout, tout le temps, c'est quelque chose qui n'est pas réalisable. Pas seulement pour des raisons financières, mais aussi pour des questions pratiques.
Dans le texte de l'initiative, d'ailleurs, il est fait mention du rôle des cantons et de la Confédération. Mais vous savez que les communes sont confrontées à la même problématique, elles font des choix, année après année, sur les prestations qu'elles offrent à leur population. La volonté de la commune est d'offrir les mêmes prestations à tout le monde, mais en pratique, ce n'est parfois pas possible de le faire, et pas seulement pour des questions financières.
Donc, les trois échelons institutionnels qui constituent notre pays et qui constituent aussi le pouvoir politique, si je peux m'exprimer ainsi, font des choix et ces choix sont multiples. Mais à chaque fois, ce qu'il n'est pas possible de faire et ce qui n'est pas fait au niveau communal, ni au niveau cantonal, c'est de considérer l'ensemble des prestations en même temps et d'avoir une règle qui soit la même pour toutes les prestations qu'on veut donner à la population. Chaque fois, je le répète, les débats ont lieu au cas par cas, secteur par secteur, et des décisions sont prises pour savoir jusqu'à quel point les prestations doivent être offertes à la population de manière équitable.
J'en viens aux raisons pour lesquelles la commission a décidé de ne pas entrer en matière sur cette demande. Avant cela, j'aimerais dire aussi qu'il y a eu une votation populaire, récemment, laquelle faisait suite au dépôt de l'initiative populaire "en faveur du service public". Or, la population a clairement affirmé son choix, qui était de maintenir un système, tel que celui que nous connaissons aujourd'hui.
La volonté politique de nous tous, je crois, c'est de toujours faire mieux, de toujours faire plus dans le mesure où c'est possible, dans la mesure où nous en avons les moyens, et dans la mesure où c'est une prestation qui est attendue par la population, et non pas d'offrir quelque chose de coûteux à des gens qui n'en ont finalement pas besoin.
J'aimerais également résumer ce qu'une minorité de la commission relève à ce sujet. La minorité de la commission estime que des mesures doivent être prises et que les dispositions pertinentes doivent être créées. C'est la seule manière à ses yeux de garantir le service universel dans les régions périphériques, là où les lois du marché ne déploient pas les effets escomptés. Enfin, elle estime essentiel, dans un souci de solidarité, que le service universel soit accessible à tous et autant que possible dans les mêmes proportions.
Je crois que les nuances qui ont été énoncées par la minorité démontrent qu'on n'arrive pas à avoir une systématique et que ce sujet - je le répète - est extrêmement important et doit être traité et débattu ici, ainsi qu'à tous les échelons politiques de notre pays, cas par cas, secteur par secteur. D'ailleurs, on l'a vu dans ce conseil, cette dernière année a été assez riche en débats sur le service public et sur les prestations que l'on souhaite offrir, un débat global étant parfaitement impossible et certainement stérile en termes de décisions politiques.
La commission vous recommande de ne pas donner suite à cette initiative parlementaire.
Abstimmung
Präsident (Stahl Jürg, Präsident): Die Kommissionsmehrheit beantragt, der parlamentarischen Initiative keine Folge zu geben. Eine Minderheit beantragt, der parlamentarischen Initiative Folge zu geben.
Abstimmung - Vote
Für Folgegeben ... 75 Stimmen
Dagegen ... 100 Stimmen
(3 Enthaltungen)