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Schweizerisches Rechenzentrum in Manno. Zukunft?

431 · Amtliches Bulletin

Vom 21. März 2000

https://lexipedia.io/de/docs/ch/ab-bo-bu/431/de/schweizerisches-rechenzentrum-in-manno-zukunft

Abgerufen am 10. Sept. 2026

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Geschäft: Schweizerisches Rechenzentrum in Manno. Zukunft? (98.3276)

98.3276

Schweizerisches Rechenzentrum in Manno. Zukunft?

Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion

Permettez-moi, en tant que nouveau conseiller national, d'exprimer mon étonnement de voir que la réponse rapide du Conseil fédéral - elle date de septembre 1998 - n'est traitée dans ce Conseil qu'un an et demi plus tard. Je ne sais pas si c'est la vitesse normale bernoise!

A part ça, au nom de mon collègue auteur de l'interpellation, M. Cavalli, je ne me déclare que partiellement satisfait de la réponse du Conseil fédéral. Je me permets toutefois de mettre en évidence deux éléments: d'une part, des réaménagements importants, au niveau des structures, du mandat de recherche et de l'infrastructure ont été apportés pour le maintien et le développement de ce centre de pointe dans le canton du Tessin. D'autre part, au cours des dernières années, on a pu relever, au niveau du management, maintes irrégularités, qualifiables presque de "mobbing structuré", qui ont touché plus de dix collaborateurs scientifiques qui ont été poussés hors du Centre suisse de calcul scientifique. Ce sont des actes qui mettent en évidence le conflit concurrentiel entre le centre de décision de l'EPF de Zurich et celui du Centre suisse de calcul scientifique de Manno.

Madame la Conseillère fédérale, avez-vous connaissance de ces nouveaux problèmes, et quelles sont les mesures prévues pour assurer un futur fiable au centre de Manno?

Simoneschi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion

Il Centro svizzero di calcolo scientifico è un centro di importanza nazionale e dipende dal Politecnico di Zurigo, ma serve a tutti gli istituti di grado terziario della Svizzera. Il supercalcolatore è dunque un centro di servizi al servizio di tutti, ed è per questo che si chiama "Centro svizzero". Che le cose non siano state molto tranquille fin dal suo inizio, è un dato di fatto. Da un paio di anni in qua, le cose sono però sicuramente peggiorate. Dapprima ci sono state tutte le varie peripezie intorno al calcolatore. Lo aggiorniamo, non lo aggiorniamo? Lo comperiamo e lo portiamo a Zurigo? Lo comperiamo e lo mettiamo a Manno? Finalmente poi si è deciso. Quindi sono cominciate le peripezie dei collaboratori, la maggior parte dei quali, pur lavorando da anni con piena soddisfazione e svolgendo mansioni altamente qualificate e specializzate, sono stati tenuti in uno stato di precariato assolutamente inaccettabile. Questo precariato ha favorito di certo tutta una serie di manovre che hanno portato, negli ultimi sei mesi, a partenze più o meno libere e svuotato di fatto il "Kerngeschäft" che è la "Service and user support section" dei suoi più validi collaboratori. Da 15, praticamente nove se ne sono andati o sono stati licenziati.

Alcuni di essi - delusi e demotivati - se ne sono andati da soli, altri hanno fatto anche ricorso al Consiglio dei Politecnici, ma questo ricorso è stato tenuto fermo dal settembre 1999 al gennaio di quest'anno. Le persone che hanno fatto ricorso o che sono andate via, sono proprio quelle persone che maggiormente hanno contribuito alla costruzione del Centro di calcolo, che recentemente ha ricevuto anche un riconoscimento positivo dalla valutazione degli esperti internazionali. Queste persone sono anche quelle che avevano criticato fortemente, a suo tempo, i temporeggiamenti riguardo all'acquisto del calcolatore. Risultato: allontanati dal Centro. Anch'io credo di poter usare una parola molto forte, come l'ha usata il collega Pedrina, e questo si potrebbe chiamare mobbing. È comunque inaccettabile che in un Centro nazionale si gestisca il personale in questo modo.

Ma non è finita lì. Il direttore di questa sezione importante, cioè del "Kerngeschäft" del Centro di calcolo di Manno, proprio perché anche lui ha criticato i temporeggiamenti sul calcolatore, ha messo addirittura in evidenza alcune discrepanze nei costi che venivano esposti sul Centro, anche questo direttore è stato praticamente spostato dalla sua mansione. Nel mese di novembre 1999, senza alcuna motivazione scritta, al dottor Djordje Maric - questo è il suo nome - sono state tolte tutte le responsabilità, egli è stato tolto dall'organico e di conseguenza messo in una condizione di doversi licenziare, cosa che lui non ha fatto, perché è molto attaccato al suo Centro. Comunque, nei vari organigrammi che si trovano su Internet, il dottor Maric non esiste più.

Addirittura ultimamente ricompare, perché ci sono stati anche degli utilizzatori che hanno reclamato. Appare in una posizione molto, molto ambigua accanto all'addetto alla ricerca dell'ETH Zürich. Non si sa bene cosa starà a fare a Zurigo, però praticamente è stato allontanato da Manno.

Cosa significa tutto questo? Sono le domande che mi permetto di porre. Come mai ci si comporta in questo modo eticamente inaccettabile? Come mai il personale non riceve motivazioni quando gli si disdice il contratto? Come mai le persone non ricevono mai una motivazione scritta? Perché la gente ha dovuto aspettare quattro mesi che si rispondesse al suo ricorso da parte del Consiglio dei Politecnici, e perché il ricorso è stato preso in mano solo quando il contratto era già scaduto e la gente ha dovuto andar via? Perché si rimuove, senza motivo, il capo della sezione del servizio supporto utenti che ha avuto anche dei riconoscimenti internazionali? Lo si rimuove, non gli si da più né un budget né una posizione. Lo si sposta in qua e in là, e adesso lo si sposta addirittura a Zurigo.

Credo che queste cose devono avere una risposta. Perché lo si fa, di chi è la responsabilità? Mi pare che non sia accettabile andare avanti così. La domanda finale è quella che i Romani ponevano: "Cui prodest?", a chi giova tutto questo? Ho paura che di sicuro non giovi al Centro di calcolo scientifico di Manno.

Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion

Approfitto anch'io di parlare in italiano, per una volta tanto, così non sottopongo le vostre orecchie alla tortura di un francese un po' italianizzato.

Vorrei aggiungere anch'io un brevissimo commento sulle vicende vissute da questo Centro di calcolo scientifico di Manno. A me sembra che gli episodi che hanno contraddistinto l'evoluzione di questo Centro negli ultimi anni, testimoniano una insufficiente percezione di quello che è il ruolo del Canton Ticino e della Svizzera italiana all'interno del contesto svizzero. A mio avviso, non si capisce ancora a sufficienza che il Ticino ha un ruolo strategico favorevole a tutto il paese, nella misura in cui è una regione che facilita i contatti della Svizzera verso il Sud dell'Europa. È un ponte, è un elemento di transizione e di relazione accentuata con il Sud dell'Europa sul quale la Svizzera intera ha interesse a investire, valorizzando appunto questo stesso ruolo.

Ora, il Centro di calcolo è tra l'altro uno degli elementi di maggior valore all'interno del polo tecnologico che è andato costituendosi nella regione del luganese. Proprio il suo sostegno deve consentire uno sviluppo ulteriore di quelle iniziative che hanno preso vita e corpo negli ultimi anni. Questa evoluzione va anche letta in relazione a quelli che sono gli sviluppi che avverranno prossimamente, a dipendenza dell'introduzione - se passeranno in votazione - degli accordi bilaterali. Ora la presenza di un polo come il Centro di calcolo, arricchito appunto dalle iniziative prodottesi negli ultimi anni, rafforza quella che è la potenzialità del Ticino nell'ambito della regione transfrontaliera.

Quindi vorrei che si percepisca fino in fondo che il fatto di investire su questo Centro di calcolo vuol dire investire sul Ticino, regione più esposta a quelle che sono le ricadute degli accordi bilaterali, vuol dire investire in un polo tecnologico anche a sud delle Alpi, vuol dire avere una rinnovata concezione del ruolo strategico della Svizzera italiana, a profitto dei rapporti dell'intero paese verso il Sud dell'Europa.

Dreifuss Ruth · BR-F · Bundesrat · Genf

Le débat au Parlement est tardif. Le retard n'est pas imputable au Conseil fédéral, mais à votre surcharge de travail. La réponse donnée à l'époque était l'instantané d'une situation qui a évolué depuis. Je me permets donc de répondre librement aux questions posées et aux remarques faites à la tribune, et d'actualiser la situation. Pour celles et ceux qui sont déçus que le débat ait lieu si tard, je dirai que le contact avec les parlementaires a toujours été extrêmement utile. L'avertissement qu'il fallait veiller au Centre suisse de calcul scientifique de Manno (CSCS) a souvent été relayé par des parlementaires. Cela m'a permis de faire en sorte que le secrétaire d'Etat et le Conseil des EPF interviennent auprès de la direction de l'EPF de Zurich, et je vous en remercie. Les années n'ont pas passé sans qu'il y ait un échange important et très utile d'informations à travers et par-dessus le Saint-Gothard.

Quel est le statut exact du CSCS de Manno? Il a été intégré comme une unité décentralisée de l'EPFZ. Au départ, il avait une tâche de services pour l'ensemble des utilisateurs. Puisque je me suis permise de parler du Parlement, je vous rappelle que la Délégation des finances a insisté auprès du Conseil fédéral pour dire qu'il n'y avait aucune raison pour que la Confédération fournisse gratuitement de tels services. Si ces services sont bons, ils ont un prix. Les universités doivent payer pour cela. On ne peut pas laisser, dans le cadre d'une école polytechnique, une telle offre généreuse se poursuivre avec ce que cela suppose de concentration en matière de frais pour la Confédération pour des activités beaucoup plus larges.

C'est à partir de ce moment, et en liaison avec le vieillissement des machines, que la question s'est posée de savoir quelle était la vocation du CSCS. Mme Simoneschi a décrit la valse-hésitation qui a eu lieu quant au renouvellement, à la location, à l'achat, etc., des machines. Est-ce que le CSCS de Manno est un centre de services gratuits, mis à la disposition de tous ceux qui l'utilisent par la Confédération? Est-ce un centre scientifique et de recherche important dans une optique de décentralisation des activités de recherche? Ce choix fondamental a été fait à la suite de nos interventions et de l'étude qui a été menée l'année passée en recourant à des experts internationaux. Il y a une vocation pour le CSCS qui n'est pas simplement de services, mais aussi de centre de recherche.

Etant donné - c'est une conversation que nous aurons souvent au cours des prochaines années - l'autonomie dans ce domaine de l'EPFZ, il était déjà extraordinaire d'intervenir et de dire: "Attention, il y a une volonté de politique régionale et de modeler le paysage universitaire qui fait que vous devez veiller à ce que le CSCS soit non seulement installé au Tessin, mais qu'il joue un rôle vital dans l'ensemble du paysage universitaire et qu'il ne soit pas discuté." Voilà la démarche que nous avons faite. Nous sommes intervenus auprès de l'EPFZ pour mettre fin à la première valse-hésitation dont vous avez parlé.

Nous sommes également intervenus pour une autre question, qui était liée au statut du CSCS, le statut du personnel. La plupart des personnes étaient engagées à Manno avec des contrats de durée déterminée, comme cela est traditionnel dans le monde des universités, lorsqu'il ne s'agit pas de postes permanents d'enseignement et de recherche de niveau professeur ou maître de recherche et d'enseignement. Nous avons dû demander la clarification du statut de ce personnel.

La clarification s'est faite avec des consolidations, des titularisations permanentes et avec des confirmations qu'à la fin du contrat il n'y avait pas automatiquement renouvellement. Vous soulevez un certain nombre de problèmes sur la façon dont ça s'est passé, sur les motivations qui ont été données aux personnes dont le contrat n'a pas été renouvelé, sur le soupçon que vous avez, Madame Simoneschi, de mesures qui auraient pu être des mesures de rétorsion. Suite à une dénonciation, une enquête administrative a été ouverte par le Conseil des EPF. Ce dernier est également en charge d'un recours administratif. Nous avons suivi la façon dont se font les choses. Il est fondamentalement bon de sortir du caractère provisoire des statuts des collaborateurs du CSCS et de voir quel est le nombre de collaborateurs appartenant à l'équipe permanente et quel est celui de l'équipe tournante, dans la tradition universitaire.

Vous comprenez bien que je ne peux pas m'exprimer ici au sujet des questions individuelles, des demandes qui ont été faites de réexamen de cas ou des motivations données par les uns ou par les autres. Ce n'est ni de mon ressort, que je conçois comme de veiller au respect de la procédure - elle n'a certainement pas toujours été suivie d'une façon totalement satisfaisante; il a fallu rappeler à l'ordre, entre guillemets, et la direction et l'EPFZ -, ni une procédure de recours. Ces questions nous préoccupent, et je veillerai à ce que la procédure normale soit respectée jusqu'au bout.

La définition de la vocation du CSCS, la mise en ordre des questions liées au personnel - ce sont les questions prioritaires -, mais aussi celles concernant l'équipement, tous ces processus ont connu des à-coups, mais vont dans l'ensemble dans une direction générale que j'approuve. Voilà ce que je peux dire. On gardera ce souvenir en mémoire quand on discutera de la révision de la loi sur les écoles polytechniques fédérales, car il illustre bien le fait que, quand on veut donner plus d'autonomie vers le bas, il est difficile, à un moment donné, par exemple, de dire à une école comme l'EPFZ: "Halte-là, les moyens que vous avez reçus pour ce centre de calcul, vous ne pouvez que les allouer à un centre qui est au Tessin, parce que c'est notre volonté politique, c'est la volonté du Conseil fédéral, c'est la volonté du Parlement", et de ne pas encourager ensuite la recherche d'une permanence, d'une solidité de cette institution, ce qui est notre but.

Le recours lui-même, la désignation d'un directeur permanent, les leçons à tirer de ce que j'ai appelé de façon légère - mais ça n'était pas du tout pour moi un manque de respect pour les inquiétudes qui ont été exprimées - des valses-hésitations, nous permettent d'espérer vraiment que le CSCS pourra bien fonctionner. Je remercie les parlementaires de tous les cantons, mais en particulier ceux du Tessin, de suivre cette affaire de près.

Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion

Vielen Dank, Frau Bundesrätin. Ich bin von Ihrer Antwort und vom Engagement, das Sie bei der Verfolgung dieses Falles gezeigt haben, befriedigt. Ich unterstreiche nochmals die strategische Bedeutung dieses Forschungs- und Dienstleistungszentrums für den Kanton Tessin. Darum werden wir die künftige Entwicklung ohnehin kritisch verfolgen und sicher intervenieren.

Inzwischen müssen vielleicht auch die Zürcher lernen, Konkurrenz aus dem Tessin zu dulden.

Verfahrensbeitrag

Präsident (Seiler Hanspeter, Präsident): Es war wohltuend zu merken, dass Italienisch auch eine Landessprache der Schweiz ist. Ich danke den Rednerinnen und Rednern, die sich der italienischen Sprache bedient haben.