01.3033 · Interpellanza · 2001-03-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Negli ultimi anni, svariati sviluppi politici, economici e sociali hanno suscitato un numero
crescente di critiche, le quali si sono in parte manifestate sotto forma di proteste violente.
Nel nostro Paese sono regolarmente tenute conferenze internazionali grazie
all'atteggiamento aperto della Svizzera, alla sede dell'ONU a Ginevra e alla sue relazioni
economiche. Soprattutto gli oppositori alla globalizzazione si servono sempre più di questi
incontri per attirare, con manifestazioni alternative e dimostrazioni, l'attenzione sulle loro
rivendicazioni. Sebbene gli organizzatori tendano perlopiù all'osservanza dei mezzi
democratici, gruppi di estremisti abusano di tali incontri anche per la protesta militante e non
esitano a esercitare la violenza contro persone e cose. Inoltre, le conferenze internazionali
sono talvolta sfruttate da gruppi esteri di opposizione per volgere l'attenzione sui problemi e
conflitti del loro Paese d'origine. A questo va aggiunto che si sono già verificate aggressioni
fisiche ai danni di rappresentanti di governi esteri.
Nel suo rapporto del 16 marzo 1992 sull'estremismo, il Consiglio federale ha chiaramente
manifestato la propria preoccupazione in merito alla crescente polarizzazione e
all'incremento della violenza in Svizzera. In seguito, ha più volte espresso la propria opinione
su diverse forme di estremismo. Si è inoltre detto contrario a qualsiasi forma di estremismo e
ha ribadito la volontà di servirsi ampiamente degli strumenti giuridici e politici a sua
disposizione.
Per quanto concerne le violenze occorse in occasione delle dimostrazioni contro il forum
economico di Davos 2001, il Consiglio federale ha rilevato ancora una volta che i reati di
stampo estremistico vanno combattuti il più possibile e di conseguenza vanno perseguiti
penalmente. Se si tratta di estremismo violento, se ne deve occupare la protezione dello
Stato.
Il Consiglio federale, con un'informazione più libera, mira a un'analisi e discussione oggettive
ed equilibrate sulla problematica dell'estremismo. Così il Servizio di analisi e prevenzione
dell'Ufficio federale di polizia nei rapporti annuali sulla protezione dello Stato mostra i rischi e
i pericoli per la sicurezza interna della Svizzera. Già nel 1998 e nel 1999 è stato analizzato il
movimento violento antiglobalizzazione (violenze in occasione del congresso del 1998 per
l'anniversario dell'OMC a Ginevra, mobilitazione contro le manifestazioni del WEF nel 1999 e
nel 2000). Inoltre, il 31 gennaio 2001, il Consiglio federale ha incaricato la Giunta in materia
di sicurezza di presentare un'analisi approfondita dei problemi che toccano la
Confederazione per quanto concerne l'organizzazione e lo svolgimento del WEF 2001.
Infine, il Consiglio federale concorda con gli interpellanti sul fatto che i gruppi e le azioni
caratterizzati da un estremismo violento non possono essere combattuti né evitati soltanto
con la prevenzione e la repressione da parte della polizia. Sono invece necessari altri sforzi
a livello sia sociale che politico da parte della nostra collettività.
Alla luce di tali considerazioni, è possibile rispondere come segue alle domande poste:
1. Le efficaci misure di prevenzione e sicurezza volte a impedire l'entrata di militanti anti-
WEF e a proteggere il WEF a Davos si basavano in gran parte sul ben riuscito scambio
di informazioni con l'estero. Grazie a ciò, prima e durante il WEF, il corpo delle guardie di
confine (Cgcf) ha potuto, grazie a controlli intensivi, respingere alla frontiera senza
formalità o con un blocco delle entrate un considerevole numero di persone consentendo
lo svolgimento senza problemi di rilievo della manifestazione a Davos. Anche se la
collaborazione internazionale si è dimostrata ottima nel caso del WEF, può essere
ancora migliorata. A tal fine sono in corso tentativi nell'ambito dell'applicazione degli
accordi bilaterali in materia di collaborazione di polizia con i Paesi vicini nonché con il
partenariato comune per la sicurezza dei Paesi dell'arco alpino. Inoltre, il Consiglio
federale intende esaminare sotto quale forma la Svizzera può partecipare allo spazio
europeo di sicurezza, di libertà e di giustizia.
Anche la collaborazione intercantonale in materia di polizia ha contribuito in modo essenziale
affinché il WEF possa svolgersi praticamente senza alcun problema. La coordinazione da
parte della Confederazione nel settore dell'informazione a sostegno delle autorità cantonali
competenti in materia di misure di sicurezza ha dato buoni risultati sotto forma di
collegamento di informazioni diretto dal Servizio di analisi e prevenzione in seno all'Ufficio
federale di polizia. La cooperazione tra i Cantoni Grigioni e Zurigo in materia di informazione
è oggetto di una verifica commissionata da entrambi i Cantoni. Attualmente, nell'ambito del
progetto USIS (Esame del sistema di sicurezza interna della Svizzera) si esamina il modo in
cui la Confederazione e i Cantoni dovranno organizzare in futuro la protezione di
manifestazioni nazionali e internazionali.
2. La presente interpellanza urgente va nella stessa direzione delle mozioni Leu (99.3198) e
Jaquet-Berger (99.3072). La prima chiede una truppa di polizia di sicurezza a livello
federale mentre la seconda chiede la messa a disposizione di mezzi per finanziare un
determinato numero di posti di polizia nei Cantoni e nelle grandi città. Il Consiglio
nazionale ha trasmesso entrambe le mozioni sotto forma di postulati. Come già affermato
più volte dal Consiglio federale, quest'ultimo è ben consapevole delle limitate capacità
del corpo di polizia cantonale per compiti di protezione a favore della Confederazione.
Tale problematica è ampiamente contenuta e analizzata nell'ambito del progetto USIS.
Quest'ultimo è un progetto comune del DFGP e della Conferenza dei direttori cantonali di
giustizia e polizia (CDCGP) a cui collaborano la Confederazione e i Cantoni. Il 5 aprile
2001, la consigliera federale Ruth Metzler-Arnold e il consigliere di stato Jörg Schild,
presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, ne hanno
presentato lo stato effettivo. Secondo lo scadenziario, nel novembre 2001 saranno
presentate le varianti nell'ambito di USIS. Nell'interesse di una verifica globale di tutto il
sistema di sicurezza interna, attualmente non è accettabile anticipare tale verifica e
costituire ora una riserva di polizia a livello federale.
3. Il Consiglio federale ritiene necessario analizzare i retroscena e le cause della violenza
manifestatasi in occasione del WEF e di altri eventi. Un rapporto in merito è già stato
commissionato all'attenzione della Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza e
sarà presentato ancora quest'estate. In seguito, si dovrà esaminare se devono essere
adottate misure e in caso positivo quali.
4. La sorveglianza dei gruppi estremistici violenti o propensi alla violenza spetta, nell'ambito
della protezione svizzera dello Stato, al Servizio di analisi e prevenzione in seno
all'Ufficio federale di polizia in collaborazione con i servizi di protezione dello Stato dei
Cantoni. Questo in base alla legge federale sulle misure per la salvaguardia della
sicurezza interna (LMSI; RS 120). La collaborazione dei Cantoni è essenziale per
l'adempimento dei compiti e va ampliata dato che sussistono ancora lacune. La
Confederazione, fondandosi sul nuovo ordinamento sulle indennità e sull'imminente
messa in vigore dell'ordinanza d'esecuzione sulla LMSI, esorterà i Cantoni ad
aumentare, ove necessario, i loro effettivi dei servizi di protezione dello Stato. Nel
contempo sono necessarie misure accompagnatorie nei settori della società, della scuola
e dell'educazione.
Risposta del Consiglio federale.