04.3734 · Interpellanza · 2004-12-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il mercato della telefonia mobile sembra attraversare un vero e proprio boom. In Svizzera vengono venduti ogni anno 1,7 milioni di telefoni cellulari, che hanno in media una durata di vita di otto mesi. L'obsolescenza di questi apparecchi, volutamente accelerata, genera decine di migliaia di tonnellate di rifiuti. A tale proposito, è importante sapere in che modo detti rifiuti vengono gestiti e smaltiti. Rivolgo pertanto al Consiglio federale le seguenti domande:
1. Può dirci che cosa è stato fatto sinora per quanto riguarda l'eliminazione dei telefoni cellulari non più utilizzati (ripresa, riciclaggio, smaltimento)?
2. Qual è il suo parere in merito all'esportazione di questi telefoni nei Paesi in via di sviluppo? Interviene concretamente per promuovere l'esportazione di tali apparecchi, di per sé ancora funzionanti? Può opporsi in modo efficace alla loro esportazione come rifiuti?
3. Perché, secondo quanto ci è dato sapere, i telefoni cellulari non più utilizzati non vengono considerati rifiuti tossici alla stregua di altri apparecchi elettronici per cui si applica il divieto di esportazione sancito dalla Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento? Il Consiglio federale intende far includere i telefoni cellulari nell'elenco dei rifiuti tossici?
4. I telefoni cellulari contengono ancora molti elementi tossici dannosi per la salute e per l'ambiente (sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche), nonostante l'esistenza di tecnologie più ecocompatibili. Quali misure sono state o saranno adottate per indurre i produttori ad impiegare queste tecnologie meno dannose e/o ad occuparsi essi stessi dello smaltimento dei rifiuti? Esistono disposizioni internazionali al riguardo?
Stellungnahme des Bundesrates
In Svizzera lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici è disciplinato dal 1998 dall'ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE). I consumatori possono riconsegnare gratuitamente gli apparecchi non più utilizzati, tra cui anche i telefoni cellulari, in ogni punto vendita o in appositi centri di raccolta. I produttori e gli importatori finanziano lo smaltimento degli apparecchi vecchi mediante contributi di riciclaggio volontari. Nel 2003 sono state raccolte e riciclate in totale circa 70 000 tonnellate di apparecchi vecchi (9 kg per ogni abitante).
Chi si occupa dello smaltimento di detti apparecchi necessita dell'autorizzazione del cantone e deve garantire un riciclaggio rispettoso dell'ambiente. I rottami elettronici possono essere esportati soltanto previa approvazione dell'UFAFP. Le esportazioni dalla Svizzera sono possibili esclusivamente verso i Paesi membri dell'OCSE e solo in impianti di riciclaggio conformi all'attuale stato della tecnica. A livello internazionale, i movimenti transfrontalieri di rottami elettronici sono disciplinati dalla Convenzione di Basilea, ma tra i 163 Paesi partecipanti non c'è accordo su quali categorie di tali rottami debbano essere classificate come pericolose e pertanto soggette all'obbligo di controllo.
1./2. I circa 200 000 telefoni cellulari raccolti (per un totale di 25 tonnellate) sono smaltiti nel rispetto dell'ambiente. Le batterie vengono estratte e lavorate per ricavarne materie prime. Si recuperano inoltre i metalli contenuti nei circuiti elettrici e la plastica viene riciclata come vettore energetico.
I telefoni cellulari usati ma funzionanti non sono considerati rifiuti e, in caso di esportazione, non sono soggetti ad alcun controllo previsto dalla legislazione sui rifiuti. Le autorità doganali svizzere controllano in base a campioni la funzionalità degli apparecchi di seconda mano. La Confederazione non effettua alcun intervento particolare per promuoverne l'esportazione. Molte persone conservano i vecchi telefoni cellulari dopo l'acquisto di un nuovo apparecchio oppure li vendono a terzi.
3. Per migliorare a livello mondiale lo smaltimento dei rottami elettronici, alla fine del 2002 la Svizzera ha lanciato un'iniziativa volta a favorire un partenariato tra i produttori, i responsabili dello smaltimento, gli Stati partecipanti alla Convenzione di Basilea e le organizzazioni non governative. Obiettivo di tale iniziativa è la promozione, sul piano internazionale, di uno smaltimento ecocompatibile dei telefoni cellulari non più utilizzati. Grazie all'impegno della Svizzera è stato possibile coinvolgere in questo rapporto di partenariato i dieci maggiori produttori mondiali di telefoni cellulari. L'iniziativa è espressamente sostenuta da tutti gli Stati partecipanti alla Convenzione di Basilea.
4. I produttori di telefoni cellulari hanno contribuito notevolmente al calo dei rifiuti ed alla riduzione degli inquinanti contenuti negli apparecchi. Nel 1984 un cellulare pesava 5 chili, oggi meno di 100 grammi. Le batterie al nichel-cadmio sono state sostituite da altre più ecocompatibili. A lungo termine si potranno infine osservare gli effetti positivi della direttiva UE per la limitazione dell'utilizzo di determinate sostanze pericolose nei dispositivi elettrici ed elettronici.
Risposta del Consiglio federale.