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05.1042 · Interrogazione · 2005-03-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale mantiene la posizione già espressa nel 2003 nella sua risposta alla mozione Teuscher (03.3648 "Fondi per i vettori energetici rinnovabili invece che per la ricerca nucleare"), menzionata nella domanda. In questa stessa risposta aveva anche affermato che "solo in questo modo la DSN [Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari] può svolgere i suoi compiti di sorveglianza in base allo stato più recente delle conoscenze tecniche e scientifiche. Inoltre, a livello politico s'intende non abbandonare l'utilizzo dell'energia nucleare e mantenere un organo di valutazione indipendente in vista dei futuri sviluppi nel settore". Ciò presuppone che i ricercatori svizzeri possano tenersi al corrente di quanto in atto sul piano internazionale nello sviluppo dei reattori nucleari.

Per quanto concerne il rapporto citato dell'IPS, si tratta di uno studio commissionato dall'Ufficio federale dell'energia (UFE) al medesimo istituto quale contributo alla discussione sulle prospettive energetiche 2035 a 2050. Nel rapporto sono descritte, fra l'altro, le tendenze in atto a livello mondiale nel settore delle energie rinnovabili e dei nuovi impianti nucleari, senza tuttavia entrare nel dettaglio delle attività di ricerca condotte dall'IPS (v. in particolare pagg. 343 a 345 del rapporto).

Nel frattempo, il Consiglio federale ha deciso di dare all'IPS - mediante la partecipazione della Svizzera al Forum internazionale Generazione IV ("Generation IV International Forum", GIF) - l'opportunità di mantenere aggiornato il livello di conoscenze a cui si accennava all'inizio della presente risposta.

Risposte alle singole domande:

1. I costi dei lavori di ricerca svizzeri connessi alle tecnologie energetiche nucleari del futuro e realizzati nell'ambito del GIF ammontano attualmente a circa 3 milioni di franchi, 2 milioni dei quali sono mezzi federali (previsti nel budget del settore dei PF) e 1 milione circa proviene dal settore dell'elettricità. Questa somma permette ai ricercatori svizzeri di collaborare alla parte del programma GIF dedicata alla scienza dei materiali, in cui la ricerca è focalizzata sui materiali resistenti alle alte temperature.

2. La partecipazione della Svizzera al Forum GIF è compatibile con quanto dichiarato nella mozione del 2003. I lavori di ricerca sui materiali riguardano essenzialmente aspetti della sicurezza tecnica, come l'effetto delle radiazioni sul comportamento dei materiali resistenti alle alte temperature, oppure problemi di corrosione e invecchiamento. I risultati di questi studi sono utili, tra l'altro, anche per i progetti condotti nel settore della chimica solare ad alta temperatura.

3. Il Consiglio federale non prevede di far costruire nuovi reattori nucleari. Tuttavia, reputa importante che la Svizzera possa prendere parte ai lavori di ricerca in corso in questo settore, imperniati sullo sviluppo di nuove tecnologie e su questioni di sicurezza. Tale possibilità permette agli scienziati e agli ingegneri svizzeri di cooperare con i ricercatori ai massimi livelli e offre agli studenti l'opportunità di formarsi in un ambito interessante.

4. Il Consiglio federale non intende attualmente realizzare nuovi impianti di ritrattamento delle scorie radioattive.

5. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) è presente sul posto: con i suoi uffici per la cooperazione di Kiev e Minsk porta avanti programmi umanitari nella regione contaminata (per esempio "Mother & Child" e "Radiometric Systems"). La maggior parte delle attività sono svolte in Bielorussia, dove la DSC partecipa attivamente al progetto CORE ("COopération pour la REhabilitation"), sostenuto anche dall'UE. La Confederazione si attiene inoltre alle "Strategies and Guidance for establishing a practical radiation protection culture in Europe in case of long-term radio-active contamination after a nuclear accident" (SAGE). Per le persone che vivono ancora in regioni contaminate a seguito della catastrofe di Chernobyl, il livello di esposizione deve essere limitato il più possibile. Perciò l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sostiene organizzazioni non governative attive a livello locale, in particolare nelle misurazioni dello stronzio contenuto nelle derrate alimentari. Oltre a ciò, l'UFSP è rappresentato in gruppi di lavoro europei che si occupano d'irradiazione interna. Il Consiglio federale ritiene che l'aiuto umanitario e la ricerca debbano proseguire, come sinora, nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Dopo l'incidente al reattore di Chernobyl, anche l'IPS ha condotto a livello internazionale (per esempio in Ucraina) lavori di ricerca sulla radioecologia, pubblicando in proposito numerosi rapporti. Poiché la ricerca sulla sicurezza dei nuovi e vecchi impianti nucleari deve servire a evitare che si ripetano, in futuro, catastrofi come quella di Chernobyl, il Consiglio federale ritiene giustificato sostenere i lavori di ricerca internazionali nell'ambito del GIF attraverso i fondi previsti del settore dei PF.

6. Dal 1986, numerosi specialisti e istituzioni competenti hanno realizzato studi epidemiologici sulle conseguenze a lungo termine dell'incidente di Chernobyl, in parte anche sostenuti dalla Svizzera. I risultati dei lavori in corso (Chernobyl e Mayak) sono seguiti con attenzione dagli esperti della Confederazione. È anche necessario monitorare costantemente l'insorgenza di nuove malattie (patologie cardiache, disturbi oculari e altri quadri clinici), osservate nei gruppi di popolazione colpiti e specialmente nei bambini.

Il Consiglio federale non intende avviare nuovi accertamenti epidemiologici sulle conseguenze a lungo termine della catastrofe di Chernobyl, poiché non è sicuro che in Bielorussia e in Ucraina simili studi possano portare a risultati completamente diversi da quelli raggiunti sinora e aiutare le vittime più di quanto non possa farlo la continuazione dei programmi di sostegno e di misurazione.

7. È ovvio che non c'è mai stata l'intenzione di mostrarsi indifferenti o ignorare le vittime di Chernobyl, anzi! I rapporti delle organizzazioni degne di fiducia (Nazioni Unite, Organizzazione Mondiale della Sanità), nei quali si riferisce apertamente sul numero delle vittime e sulle conseguenze della catastrofe, sul numero crescente di casi di tumore alla tiroide nei bambini o sulle ripercussioni psicologiche dell'incidente, sono stati messi in circolazione senza restrizioni e sono accessibili a tutti.

Le pubblicazioni svizzere nel settore della radioecologia provano che il nostro Paese si è occupato in modo approfondito dell'incidente di Chernobyl e delle sue vittime. L'obiettivo del rapporto dell'IPS citato dall'autore dell'interpellanza era quello di analizzare, su incarico dell'UFE, il potenziale e i costi della produzione di energia da nuove fonti rinnovabili e con nuove tecnologie nucleari.

8. Lo sviluppo della tecnica dei reattori mira a rendere più sostenibile di quanto non lo fosse in passato l'energia nucleare, quale opzione importante per l'approvvigionamento energetico mondiale del futuro. Tale obiettivo va perseguito ulteriormente anche per gli impianti nucleari della Svizzera, che contribuiscono in ampia misura a un approvvigionamento del nostro Paese in energia elettrica prodotta senza emissioni di CO2.

Per valutare la sostenibilità vengono impiegati svariati criteri. Anche se nessuna tecnologia ottiene il miglior risultato per tutti i criteri, a parità di confronti numerosi indicatori parlano a favore dell'energia nucleare, di quella eolica e di quella idrica. Nella sua valutazione, il Consiglio federale deve tenere conto anche delle decisioni politiche più recenti. Respingendo le due iniziative sull'energia nucleare, il 18 maggio 2003, il Popolo si è espresso a favore dell'ulteriore sfruttamento dell'energia prodotta dalle centrali atomiche. Tuttavia, la costruzione di nuove centrali è una possibilità, anche se l'approvazione di un'autorizzazione di massima ai sensi della legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare sottostà al referendum facoltativo.

Risposta del Consiglio federale.