05.3051 · Interpellanza · 2005-03-08
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
1. Per motivi d'efficienza e d'efficacia è indispensabile che soprattutto le istituzioni nell'ordine di grandezza dell'amministrazione delle dogane che operano in modo decentralizzato in tutta la Svizzera controllino il loro sviluppo organizzativo e si adeguino al contesto.
L'obiettivo della riorganizzazione del Corpo delle guardie di confine è di migliorare la capacità di conduzione, la flessibilità e l'attenzione alle priorità. Le nuove strutture dovrebbero permettere di sfruttare ancor meglio le sinergie con i partner interni ed esterni nonché di assumere eventuali nuovi compiti. La nuova struttura deve inoltre sostenere la filosofia di conduzione secondo la NPP (nuova politica del personale).
2. Nella struttura odierna i 4 comandi delle guardie di confine e i 17 uffici di settore sono entrambi responsabili dello svolgimento dei compiti operativi; ciò comporta una lunga via di servizio e parziali sovrapposizioni. Nella futura struttura i comandi e gli uffici di settore (in totale 21 stati maggiori) verranno unificati in 8 regioni aventi ognuno un comando. Con l'ampliamento del comando centrale verranno centralizzati diversi compiti di Stato maggiore e di supporto. La dottrina e l'impiego nonché una centrale di situazione e d'informazione saranno istituzionalizzati. Per l'assunzione dei nuovi compiti, l'odierno comando centrale conterà 20 posti. Per quanto riguarda gli altri posti trattasi di forze logistiche decentralizzate o di forze operative attive in tutta la zona di confine in base alla situazione. Complessivamente il numero degli organi di conduzione è stato ridotto del 12,7 per cento. La valida collaborazione con i singoli cantoni continuerà ad essere mantenuta analogamente alla prassi attuale.
3. No. Tuttavia, il risanamento delle finanze federali è un obiettivo prioritario del Consiglio federale e del Parlamento (programma di sgravio 2003/04). Esso interessa per principio anche l'amministrazione delle dogane e il Cgcf, il quale con le misure di risanamento da trasporre entro il 2008 dovrebbe ridurre il suo effettivo di circa il 10 per cento, ossia a 1845 guardie di confine.
Nel decreto federale che approva e traspone gli accordi bilaterali conclusi con l'UE per l'adesione della Svizzera a Schengen e Dublino del 17 dicembre 2004 si afferma tuttavia che il Cgcf manterrà almeno l'effettivo di personale al 31 dicembre 2003. Ciò corrisponde a 1938 guardie di confine e 95 aspiranti.
4. La regione di Sciaffusa-Turgovia verrà attribuita alla centrale d'intervento di Basilea poiché al di là della frontiera si trova il territorio del Baden-Würtemberg. In tale zona tutti i partner esteri (dogana, Corpo di protezione dei confini e polizia nazionale) sono organizzati secondo la struttura federale tedesca. Per motivi di collaborazione con tali partner è quindi opportuno che vi sia un solo interlocutore. Il principio di innova consiste nel designare una centrale d'intervento per ogni Paese limitrofo. Il canton Grigioni aiuta inoltre ad istituire una centrale d'intervento comune alla polizia cantonale e al Corpo delle guardie di confine che prevede l'esecuzione del servizio e l'utilizzo dei locali in comune, permettendo lo sfruttamento delle sinergie.
5. I costi non possono ancora essere valutati in modo definitivo. Per il progetto innova vale il principio della neutralità delle spese. La parte più importante delle spese d'esercizio del Cgcf è costituita dai costi del personale. I costi relativi alla fase di trasposizione devono essere coperti nel bilancio ordinario.
6. La stretta collaborazione con i cantoni non subisce cambiamenti. Non è prevista una consultazione delle commissioni della politica di sicurezza di entrambe le camere.
7. Secondo l'articolo 43 capoverso 4 della legge sull'organizzazione dell'amministrazione (RS 172.010) i capi di dipartimento definiscono la struttura di base degli uffici subordinati ai loro dipartimenti. I direttori definiscono la struttura particolareggiata dei loro uffici (art. 43 cpv. 5).
Risposta del Consiglio federale.