08.3051 · Mozione · 2008-03-11
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di riunire, e di attuare in collaborazione con i cantoni, un pacchetto di provvedimenti contro la vittimizzazione sessuale di bambini e giovani nelle chatroom.
Begründung
Il primo studio dettagliato nell'area germanofona sul tema della vittimizzazione sessuale nelle chatroom, eseguito nel 2005 presso l'Istituto di psicologia sociale dell'Università di Colonia (Katzer 2007), mostra tra l'altro che le aggressioni sessuali nei confronti di minorenni nel mondo virtuale non rappresentano un'eccezione: i chatter sono interrogati, loro malgrado, su argomenti o sulle loro esperienze sessuali oppure ricevono, senza averlo richiesto, materiale pornografico. È interessante rilevare che molto spesso i giovani che subiscono mobbing a scuola sono anche vittima di bullismo elettronico ("cyberbullying").
Nella sua risposta all'interpellanza Vermot-Mangold 05.3847 ("Chat. Un pericolo per fanciulli e giovani"), il Consiglio federale sottolinea l'importanza delle misure di prevenzione e d'informazione nell'ambito dei pericoli insiti nelle chatroom.
Nelle chatroom le aggressioni e la violenza sessuale raggiungono una nuova dimensione. Occorre pertanto trovare nuovi approcci in materia di prevenzione, intervento e sensibilizzazione dei genitori. Gli insegnanti devono poter accedere rapidamente e senza complicazioni alle informazioni sui nuovi sviluppi nell'ambito della criminalità in rete.
Per poter invertire tale tendenza occorre elaborare, armonizzare e coordinare pacchetti globali di provvedimenti, attuandoli laddove opportuno. Il Consiglio federale deve reagire rapidamente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
È indubbio che con lo sviluppo di Internet, negli anni passati non è aumentata soltanto l'offerta di materiale pedopornografico, ma si sono moltiplicate anche le possibilità per entrare in contatto con bambini e adolescenti tramite numerosi siti web e dare libero sfogo alle proprie inclinazioni pedofile. Nelle chatroom e nei siti di contatto si allacciano e si intrattengono relazioni con minorenni con l'intenzione di accordarsi per un incontro dove compiere atti sessuali (il "grooming" o "Internet luring", ovvero l'adescamento di minorenni in rete). Nell'ottica della protezione dei bambini e degli adolescenti occorre osservare con la debita attenzione il nuovo fenomeno che può costituire reato.
Il Consiglio federale constata anzitutto che l'ampio catalogo di possibili provvedimenti menzionato dall'autrice della mozione rientra nella sfera di competenza della Confederazione, soltanto se, per combattere certi comportamenti su Internet, è in discussione la necessità di emanare nuove disposizioni materiali di diritto penale (art. 123 della Costituzione federale, RS 101). In virtù della giurisprudenza del Tribunale federale un tentativo di commettere atti sessuali con fanciulli (art. 187 in combinazione con l'art. 22 CP) utilizzando Internet è punibile soltanto se l'adulto compie un'azione concreta dopo aver proposto l'incontro al minore, ad esempio recandosi nel luogo concordato. Secondo il Tribunale federale il semplice fatto di "chattare" non costituisce di per sé un tentativo di compiere atti sessuali con un fanciullo (DTF 131 IV 100 segg., consid. 8). Come aveva già spiegato nel suo parere sulla mozione 07.3449 Amherd ("Abuso virtuale di minori: un nuovo reato"), il Consiglio federale ritiene opportuno esaminare l'introduzione di una normativa contro il "grooming" e anche contro altre forme punibili di vittimizzazione sessuale. Esso si riserva pertanto la possibilità di verificare accuratamente se è necessario varare relative disposizioni e di proporre eventualmente alle Camere federali di rinunciare a nuove aggiunte al Codice penale. Spetta invece ai cantoni il compito di perseguire penalmente i reati menzionati. La Confederazione sostiene i cantoni tramite la gestione e il cofinanziamento del servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI).
Alla base di qualsiasi pacchetto di provvedimenti per combattere questo tipo di criminalità vi è tuttavia la prevenzione nell'ambito della formazione dei genitori, nelle scuole e a favore di bambini e giovani (cfr. la risposta del Consiglio federale all'interpellanza 05.3847 Vermot-Mangold, "Chat. Un pericolo per fanciulli e giovani"). Fintanto che il fenomeno colpisce le scuole, la responsabilità è dei cantoni e del resto compete loro anche la prevenzione di reati in generale. In questo settore al momento ci sono già molte iniziative. Basti pensare ad esempio alla campagna della prevenzione svizzera della criminalità (www.skppsc.ch) e all'iniziativa "security4kids" promossa da partner del settore formativo, da enti e organizzazioni impegnate nella lotta contro la criminalità online e da aziende private. La messa a punto di pacchetti di provvedimenti incombe in primo luogo ai cantoni.
Per quanto concerne l'elaborazione di un pacchetto globale di provvedimenti, va ricordato che accogliendo il postulato 07.3665 Galladé, "Protezione dei bambini e degli adolescenti dalla violenza nei media d'intrattenimento", il Consiglio federale si è dichiarato disposto a esaminare, in collaborazione con i cantoni, la possibilità di adottare una legislazione unitaria, come pure disposizioni e misure di prevenzione per proteggere i bambini e gli adolescenti nell'utilizzo dei media. Queste valutazioni si svolgono nell'ambito della stesura del rapporto chiesto dai postulati 03.3298 Leuthard, "Violenza giovanile", e 06.3646 Amherd, "Violenza giovanile. Più efficienza e maggiore efficacia nella prevenzione". Inoltre si ricorda che al momento sono in corso i preparativi pratici e organizzativi affinché nel 2009 possa essere avviato un programma nazionale per la protezione dei bambini basato sulla collaborazione tra enti pubblici e privati. Nell'ambito di questi preparativi un gruppo di esperti deve valutare le problematiche concernenti la pedopornografia e le altre difficoltà correlate a Internet nonché la formazione dei responsabili dell'educazione che si occupano di Internet e delle nuove tecnologie dell'informazione.
Le richieste formulate nella mozione possono pertanto essere considerate adempiute, nella misura in cui la loro attuazione sia possibile tramite provvedimenti di competenza della Confederazione.
Qualora la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione, il Consiglio federale chiederà di modificare il mandato di verifica incentrandolo sull'introduzione di una normativa contro il "grooming" e contro altre forme punibili di vittimizzazione sessuale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.